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Beni culturali post-pandemia. Il mondo fittizio in attesa della realtà
Manlio Lilli
The Huffington Post 17/4/2020

Sera fatto, nella parte più riposta della mente, come uno splendido ritiro; ivi si rifugiava dagli oggetti presenti, ivi raccoglieva certi personaggi stranamente composti di confuse memorie della puerizia, di quel poco che poteva vedere del mondo esteriore ; si tratteneva con essi, parlava loro, e si rispondeva in loro nome; ivi dava ordini, e riceveva omaggi dogni genere. Di quando in quando, i pensieri della religione venivano a disturbare quelle feste brillanti e faticose.

Nella Gertrude de I Promessi sposi esiste un rapporto falsificato col reale che crea in lei un mondo fittizio. Quello che Manzoni definisce uno splendido ritiro. Attraente, ma anche per certi versi, deviante. Nel gran parlare che si fa del post-pandemia non possono non affacciarsi anche i Beni culturali. Perlopiù come strumento per rianimare la nostra esangue economia. Insomma non in quanto rivitalizzatori delle vite di una umanità spossata da dolori e paure. Ma bancomat in grado di restituire profitti.

Attraverso soprattutto gli ingressi a Teatri e Musei, Aree archeologiche e Palazzi storici. Non è una novità, questa. I governi nazionali, indifferentemente dal colore e dalle posizioni, da anni hanno intrapreso questa strada e non sembra difficile immaginare che la seguiranno anche quando le Persone potranno uscire di nuovo ed i Luoghi della cultura riapriranno. Anche se con le prevididibili cautele. Il punto non è questo, anzi forse è proprio questo, anche se osservato in una ottica differente. Una visione generale, ariosa e democratica, é doverosa.

Perchè il futuro va programmato immaginando i grandi temi. Delineando linee-guida in grado di restituire dignità a tutti i Luoghi della Cultura, come a tutti quelli che lavorano in e per essi. Perchè le politiche per essere valide per lintero ambito nazionale non possono soffermarsi sulle specificità. Il rischio sarebbe una parcellizazione delle misure che, a quel punto, risponderebbero alle esigenze di uno, perdendo di vista le criticità di tutti.

Ma anche perchè le proposte dovrebbero avere tra le priorità, imprescindibili, quella di offrire finalmente la libera fruizione di tutti i luoghi della cultura. In nome di una democraticità reale. E vero, una visione deve essere tentata. Ma intanto esiste la quotidianità. Quella ipotizzabile per i prossimi mesi e forse anche gli anni a venire. Una realtà, con la quale confrontarsi. Perchè è ipotizzabile che gli stanziamenti per i Luoghi della Cultura statali diminuiranno, nonostante i consueti proclami sullimportanza della storia e dellidentità. Diminuiranno perchè le emergenze richiedono scelte e quindi si taglierà ancora dove si può.

Insomma ci saranno meno somme per restauri di Monumenti e Palazzi storici. Come per le riorganizzazioni di Musei archeologici e Pinacoteche. Come per la falciatura dellerba allinterno dei Parchi archeologici. Come per la manutenzione ordinaria e straordinaria di strutture storiche. Come per assicurarare la presenza di custodi in aree archeologiche e musei e quindi la loro apertura. Come per la sostituzione delle lampade nelle vetrine di qualche Museo.

Come per lacquisto di cartucce da stampante e risme di carta allinterno degli Uffici delle diverse Soprintendenze. Come per il pagamento di lavori di catalogazione già realizzati da collaboratori esterni. Come per assicurare a tanti Luoghi la presenza dei necessari impianti di sorveglianza. Come per salvaguardare la ricerca, oltre che la tutela. Perchè luna privata dellaltra svuota il tutto. Piccoli e grandi interventi. Ma tutti necessari. Per scongiurare nuovi crolli, anche in grado di mettere a repentaglio la salute dei turisti.

Per sventare chiusure, anche improvvise. Per impedire le giuste lamentale di visitatori delusi. Per evitare che professionisti sul campo continuino a farsi da parte. Fiaccati da pagamenti sempre più dilazionati. La galassia dei Beni Culturali, mentre pensa al suo splendido ritiro, farebbe bene a non perdere di vista la realtà che lattende. Altrimenti sarà tutto inutile.

https://www.huffingtonpost.it/entry/beni-culturali-del-post-pandemia-il-mondo-fittizio-in-attesa-della-realta_it_5e985e69c5b65eae70a06190


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