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Bonisoli firma decreto sullorganizzazione dei musei. A farne le spese la Galleria dellAccademia
Desirée Maida
ArtTribune 22/8/2019

Lattenzione degli italiani e dei media, in questi giorni, è completamente assorbita dallattuale crisi di governo: mozioni di sfiducia (poi ritirate) allormai ex Primo Ministro Conte, consultazioni in corso al Quirinale. Per la politica italiana è insomma un agosto rovente, e tra ipotesi e incertezze, succede che qualche ministro decida, prima che sia troppo tardi, di firmare qualche decreto (più o meno) alla chetichella. Stiamo parlando di Alberto Bonisoli, Ministro dei Beni Culturali che lo scorso 13 agosto, sottolineiamo di nuovo in piena crisi di governo, ha firmato il primo decreto di attuazione della riorganizzazione interna del Ministero, la cui misura era stata approvata lo scorso 19 giugno dal Consiglio dei Ministri. La controriforma di Bonisoli, così come è stata ribattezzata da media e addetti ai lavori, cancella gran parte della Riforma Franceschini, il cui punto saliente era la piena autonomia gestionale e finanziaria data a musei di interesse nazionale, con direttori altamente specializzati e scelti attraverso concorso pubblico, aperto anche a stranieri (quelli che poi, una volta selezionati, vennero chiamati superdirettori). Lo scorso 21 agosto, in questo articolo a firma di Massimiliano Zane, facevamo il punto su quanto contenuto nel decreto siglato pochi giorni fa da Bonisoli: la controriforma prevede la cancellazione del Polo museale del Veneto, assimilandolo a quello della Lombardia, entrambi approdati sotto legida della nuova Direzione territoriale delle reti museali di Lombardia e Veneto. Un gesto che richiama alla mente metodi vecchi di cinquantanni e che ha dato vita a un macro-contesto centralizzato, burocraticizzato e totalmente sconnesso da quei territori che invece dovrebbe curare e valorizzare, commenta Zane.

La riforma Bonisoli inoltre prevede, e ne avevamo parlato nel dettaglio in questo articolo, la sospensione del regime di autonomia gestionale e finanziaria del Parco dellAppia antica e il museo di Villa Giulia a Roma e la Galleria dellAccademia a Firenze, rispettivamente diretti dai superdirettori Simone Quilici, Valentino Nizzo e Cecilie Hollberg. Proprio la Hollberg nelle ultime ore sembra essere, suo malgrado, nellocchio del ciclone: pochi giorni fa ha ricevuto una mail in cui il Ministero le comunicava che dal 22 agosto (giorno di attuazione del decreto) non avrebbe più diretto la Galleria dellAccademia di Firenze. Galleria che, stando al suddetto decreto, viene accorpata agli Uffizi.

Sono caduta dalle nuvole. Sapevo che lAccademia aveva perso lautonomia, ma il mio contratto scadeva il 30 novembre, spiega Cecilie Hollberg a unintervista rilasciata al Corriere della Sera. Addirittura mi avevano proposto un rinnovo che poi si sono rimangiati. E invece mi hanno detto che dovevo andarmene perché stava entrando in vigore la riforma Bonisoli. Originaria della Bassa Sassonia, con studi in storia, scienze politiche, lingue e letteratura italiana e tedesca a Roma, Göttingen, Monaco di Baviera, Venezia e Trento, manager e funzionario tecnico-scientifico in numerose istituzioni culturali in Germania, Cecilie Hollberg è arrivata alla Galleria dellAccademia nel 2015, e nel corso della sua gestione, come sottolinea nel corso della sua intervista, il museo ha raggiunto risultati considerevoli, confermati da numeri e percentuali: in tre anni abbiamo aumentato del 22% il numero dei visitatori (più 300 mila) portandoli a 1,7 milioni lanno, secondo posto nella classifica italiana. Abbiamo aumentato del 14,7% lintroito oggi pari a 8 milioni 700 mila euro e questanno a giugno abbiamo già superato questa cifra con una crescita stimata di circa un più 45%. Un esempio virtuoso di visione e di management culturale, che invece di essere incoraggiato viene stroncato in corso, senza una ragione apparente: penso che questo museo deve aver fatto gola a qualcuno, ecco perché è successo tutto questo. Ma non chiedetemi il perché, continua Hollberg. Sono convinta che la cultura non possa essere strumentalizzata dalla politica. La cultura è libero pensiero e scienza, invece in Italia a ogni governo si ricomincia da capo. Ne ho passati tre. Il terzo, quello della controriforma, è stato purtroppo decisivo e temo devastante. Si torna indietro di trentanni.

Come già accennato, il decreto Bonisoli contiene nuove disposizioni sullorganizzazione dei musei statali, introducendo le Direzioni territoriali delle reti museali al posto dei Poli museali regionali, ripartite in questo modo: Direzione territoriale delle reti museali del Piemonte e della Liguria, di Lombardia e Veneto, dellEmilia Romagna, della Toscana, del Lazio, di Abruzzo e Molise, della Campania, della Puglia e Basilicata, della Calabria e della Sardegna.
I musei non interessati alle nuove Direzioni territoriali vengono inglobati in altri musei autonomi, come nel caso della Galleria dellAccademia che, insieme al Museo di San Marco, viene accorpata alle Gallerie degli Uffizi. Allo stesso modo, la Pinacoteca di Brera ingloba il Cenacolo vinciano, il Parco di Miramare di Trieste adesso comprende tutti musei dellex Polo regionale del Friuli-Venezia Giulia, i Musei Nazionali delle Marche inglobano la Galleria Nazionale delle Marche e tutti i musei dellex Polo regionale delle Marche, mentre fanno parte dei Musei Nazionali dellUmbria la Galleria Nazionale dellUmbria e tutti i musei dellex Polo regionale.
Nasce inoltre una nuova istituzione, ovvero i Musei Nazionali Etruschi con sede a Villa Giulia, dotato di autonomia speciale (ovvero sia scientifica, sia gestionale), che ricomprendono i musei etruschi e archeologici nazionali di Chiusi, Rocca Albornoz, Tarquinia, Tuscania, Cerite Cerveteri, e le necropoli etrusche site nel Lazio (Banditaccia Cerveteri e Monterozzi-Tarquinia) e in Toscana (Poggio Renzo Chiusi, Tomba della scimmia Chiusi).

LA RIFORMA BONISOLI E IL CASO DELLA GALLERIA DELLACCADEMIA
Tra tutti i nuovi accorpamenti, quello della Galleria dellAccademia alle Gallerie degli Uffizi è il caso che sta scatenando maggiori discussioni e critiche: come si fa ad accorpare e in questa operazione sarebbe quindi implicita una sorta di subordinazione dellelemento che viene inglobato un museo autorevole come la Galleria dellAccademia a unaltra istituzione di eguale se non superiore autorevolezza e importanza? Per non contare poi le differenze che intercorrono tra i due musei, a partire dalla storia e dalle collezioni: lAccademia ha una storia completamente diversa e ha bisogno di una gestione personalizzata. Gli Uffizi sono un museo mediceo, noi no, siamo unaltra cosa e dobbiamo avere una guida diversa, sottolinea Hollberg nellintervista al Corriere della Sera. E dello stesso avviso è il sindaco di Firenze Dario Nardella, che a FirenzeToday ha dichiarato: sto assistendo in questi giorni ad una serie di accelerazioni di nomine e atti da parte del ministro dei Beni Culturali. Trovo insolito e grave che con un governo sfiduciato, un ministro faccia atti che vanno oltre lordinaria amministrazione. Ciò non si vede dai tempi della prima Repubblica. E continua: laccorpamento è una operazione inspiegabile nata allultimo momento. Fa parte di una riformicchia che spero venga rivista al più presto. È stato declassato un museo nazionale di primordine, lAccademia che non è la ruota di scorta degli Uffizi, è avvilente per Firenze e il patrimonio italiano.
Già, una riformicchia, che suona molto come ultimo canto del cigno di un governo nato già instabile e che in più di unoccasione ha dato dimostrazione delle sue falle e incompetenze, e in particolare di un ministro ovvero Bonisoli le cui operazioni non possono certo essere considerate innovative o riformistiche, bensì invalidanti e mortificanti nei confronti del patrimonio artistico nazionale e dei professionisti perché per fortuna ci sono che per esso lavorano.
Non resta che attendere gli sviluppi dellattuale crisi di governo, e sperare che il prossimo a prescindere dallorientamento, perché è questione di buon senso possa rivedere in maniera lungimirante e illuminata un decreto che, allo stato attuale, riporta il sistema museale nazionale indietro di almeno cinquantanni.

https://www.artribune.com/professioni-e-professionisti/politica-e-pubblica-amministrazione/2019/08/bonisoli-firma-decreto-sullorganizzazione-dei-musei-a-farne-le-spese-le-gallerie-dellaccademia/


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