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Torino, restituiti all'Archivio Stato documenti storici rubati in giro per l'Italia
LA REPUBBLICA 28 giugno 2019 - TORINO



L'operazione dei carabinieri dopo una serie di lunghe indagini partite da un collezionista di bari. Il materiale ha un valore di 60mila euro

Sono stati recuperati dai carabinieri tutela patrimonio culturale di Torino oltre 600 documenti storici rubati dagli Archivi di Stato di Como, Roma e Pordenone e da numerose altre soprintendenze italiane. L'operazione è stata porta a termine con la collaborazione di funzionari della soprintendenza archivistica e bibliografica del Piemonte e della Valle d'Aosta. In tutto sono stati sequestrati 592 documenti storici e 30 manifesti pubblici, risultati parte del demanio culturale nazionale.

L'indagine era iniziata nell'agosto del 2011 a seguito della denuncia della direttrice dell' Archivio di Stato di Como, che aveva riscontrato che alcuni documenti pubblici messi in vendita su e-bay da un noto commerciante filatelico della provincia di Torino, sarebbero dovuti appartenere all'Archivio di Stato.

La segnalazione della direttrice aveva attivato le indagini dei carabinieri, coordinati dalla procura, che hanno scoperto che i documenti dell'Archivio di Stato di Como erano stati consultati e poi sottratti, nell'arco di oltre un decennio tra gli anni '80 e '90, da un collezionista filatelico pugliese che li aveva custoditi nel suo archivio domestico fino alla morte avvenuta nel 2004. Posti in vendita dagli eredi inconsapevoli della provenienza illecita, i documenti storici erano stati acquistati da un commerciante di Bari che li aveva poi rivenduti all'antiquario del torinese. Le successive perquisizioni hanno poi consentito di scoprire che i materiali erano solo una parte di un immenso archivio segreto costituito da oltre 6mila documenti, di varia provenienza e natura, variamente conservati e catalogati.

Secondo quanto emerso dalle analisi, nell'archivio privato erano presenti 592 documenti pubblici e i 30 manifesti nazionali variamente provenienti dagli Archivi di Stato di Como, Roma e Pordenone, nonché dai territori di competenza delle soprintendenze archivistiche e bibliografiche del Piemonte e Valle d'Aosta, del Veneto e Trentino, del Friuli Venezia Giulia, della Lombardia, dell'Emilia Romagna, dell'Umbria e Marche, dell'Abruzzo e Molise, della Campania, del Lazio e della Sicilia. Il valore economico complessivo dei documenti rubati con modalità ignote in un periodo compreso tra il 1983 e il 2000, oltre quello importantissimo storico e culturale, è stato stimato superiore, scrivono i militari, ai 60mila euro. I materiali sono stati restituiti alla dirigente della soprintendenza archivistica e bibliografica del Piemonte e Valle d'Aosta, Annalisa Rossi



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