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Dopo lappello degli architetti, sì al dibattito pubblico sul blocco delledilizia e la tutela del centro
Cecilia Del Re*, Alberto Di Cintio**
Corriere Fiorentino 23/6/2019

* Cecilia Del Re assessore allUrbanistica e allAmbiente

** prof. Alberto Di Cintio coordinatore scientifico dellunità di ricerca Paesaggio, Patrimonio culturale del Dipartimento di Architettura delluniversità di Firenze



Caro direttore, ho letto con interesse la lettera della presidente dellOrdine degli Architetti, Serena Biancalani, pubblicata venerdì scorso sul Corriere Fiorentino . Il mio apprezzamento riguarda non solo le parole espresse, ma anche la proposta che era stata già lanciata e condivisa durante il tavolo con la Consulta delle professioni di un dibattito pubblico e condiviso tra vari attori presenti in città non solo per affrontare ancora il tema della sospensione dellultima variante al regolamento urbanistico a seguito del ricorso di Italia Nostra, ma anche e soprattutto per dare il via al percorso che porterà allapprovazione del nuovo Regolamento Urbanistico. Siamo infatti vicini infatti alla scadenza dellattuale strumento normativo e quindi alla vigilia di un percorso partecipato per definire le nuove linee di governo del territorio e di sviluppo della città. Liniziativa in questione sarà dunque una iniziativa utile ad avviare un primo confronto collettivo con molti protagonisti della città, con lobiettivo come bene afferma anche la presidente Biancalani nella lettera citata di compiere scelte, facendo prevalere ragionamenti basati su considerazioni scientifiche e regole democraticamente condivise. Occorre allora trovare un dialogo, che porti nel rispetto di posizioni che possono essere diverse tutti a camminare nellinteresse della città, consapevoli, portando le discussioni nei luoghi deputati al confronto, come in seno al Consiglio comunale che proprio venerdì scorso si è insediato, e il più possibile fuori dalle aule dei tribunali. Lincontro sarà anche loccasione per chiarire un nodo fondamentale nella discussione di questi giorni: non ci sono soggetti che da soli detengono o che da soli possono detenere il compito di tutelare il nostro patrimonio e il centro storico. La tutela dellidentità della nostra città è tra laltro sempre stata una priorità di questa Amministrazione: basti pensare alle battaglie portate avanti, ad esempio, con il regolamento Unesco e con il regolamento per la tutela delle botteghe storiche, che per primi in tutta Italia abbiamo promosso per reagire ad alcune normative nazionali che stavano depauperando le nostre città da un patrimonio immateriale che da sempre connota il volto dei nostri centri storici. Sono forse maturi i tempi per far crescere insieme una coscienza condivisa su quali siano gli interessi da tutelare anche allinterno di una città che cambia e cresce, coniugando la salvaguardia del patrimonio che abbiamo ereditato con la necessità di far vivere oggi spazi, luoghi ed edifici aprendoli ai cittadini con operazioni importanti come quella in corso alla Manifattura Tabacchi. Daltronde, anche la tutela del patrimonio edilizio è stata un punto centrale per lAmministrazione, al pari della rigenerazione degli spazi urbani dentro un piano strutturale a volumi zero. A questo proposito, nel disegno della città dei prossimi cinque anni, è significativo aver tenuto insieme le deleghe allurbanistica e allambiente: vogliamo una città sempre più verde e con sempre maggiori spazi vivibili a disposizione di tutti noi. Lauspicio e lo spirito con cui in questo momento di difficoltà da un punto di vista urbanistico prende avvio questa consiliatura deve essere dunque quello della condivisione (e della responsabilità): parliamone insieme, a partire dalla prossima iniziativa, e in questa sfida la nostra Firenze faccia ancora da apripista nella nostra Italia. Ora servono risposte
Cecilia Del Re

Gentile direttore , in primis un plauso per lo spazio che il suo giornale sta dedicando alla vicenda della variante al Regolamento Urbanistico per laggiornamento della definizione del limite di intervento da applicare al patrimonio edilizio esistente di interesse storico-architettonico. Anche lUnità di ricerca Paesaggio, Patrimonio culturale, Progetto del Dipartimento di Architettura dellUniversità di Firenze aveva a suo tempo presentato osservazione alla variante, ma purtroppo non venne accolta da parte del Comune. Ci permettiamo allora di osservare, sia pur con molta umiltà, che se lAmministrazione fosse stata più attenta ed accorta e magari avesse ascoltato le osservazioni critiche ma propositive che furono sollevate, questa delicatissima materia non si troverebbe oggi in una situazione amministrativa, istituzionale e anche culturale di gravissimo impasse. In particolare infatti, avevamo posto la necessità in primis di valutare con la massima attenzione le ricadute e limpatto che si potrebbe avere sul corpus edilizio patrimoniale della città, non prima di avere monitorato il progressivo degrado urbanistico nel quale sta scivolando il centro storico. Ovvero ravvisiamo che lAmministrazione debba innanzi tutto fornire una risposta articolata e complessiva, non tanto ai soggetti interessati al cambiamento quanto piuttosto alla collettività, unica depositaria dei valori culturali, storico-architettonici e documentali della città, ovvero che occorra lavorare per trovare le più idonee soluzioni, partendo dallesigenza irrinunciabile di trovare sempre le migliori condizioni operative. Rinnoviamo la richiesta di una risposta fatta di strategie e non solo di norme, e che quindi venga attuata unattenta analisi preventiva del compendio urbano storico della città in tutti i suoi aspetti materici e ambientali, non solo costruttivi e tipologici, per garantire, insieme ad unefficace salvaguardia dei valori culturali, quegli obiettivi strategici di funzionalità che si richiedono nei processi di rigenerazione del patrimonio edilizio. Per realizzare questi obiettivi proponiamo che si proceda preventivamente da parte dellAmministrazione comunale alla perimetrazione delle aree dintervento, eventualmente da sottoporre a distinti piani attuativi.
Alberto Di Cintio



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