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Firenze. Ma i dannati dellAngelico doverano? Visita al Giudizio Universale in restauro.
Lorella Romagnoli
Corriere Fiorentino 15/5/2019

Il giallo della sua collocazione originale.

A vederla così, senza i vetri protettivi, questa moltitudine di beati e dannati, è ancor più ammaliante e quasi ci si perde nellammirare tutti i dettagli. Un Paradiso e un Inferno di figure piccole, scrisse Vasari nelle Vite . Da una parte gli angeli danzano in cerchio con i beati in un meraviglioso giardino; dallaltra i demoni tormentano i dannati nei nove gironi della montagna. In alto il tribunale celeste del Cristo Giudice con schierati gli angeli, la Vergine, San Giovanni e i santi; sotto, divisi dai sepolcri in prospettiva verso lorizzonte, gli eletti e i dannati. Principi, re, monaci, arcivescovi, papi, imperatori, gente comune. Le figure piccole le hanno contate sono 270 e compongono il racconto del Giudizio Universale del Beato Angelico, capolavoro del Museo di San Marco nato per il monastero camaldolese di Santa Maria degli Angeli da cui proviene. Coltissimo manifesto teologico del terzo decennio del Quattrocento racchiude la maestria del pittore, del miniatore, dello sperimentatore.

Dallo scorso dicembre lo sta restaurando Lucia Biondi e ce lo mostra in anteprima insieme a Marilena Tamassia, direttrice del Museo di San Marco (che fa parte del Polo Museale della Toscana, diretto da Stefano Casciu) e a Saverio Lastrucci, presidente del Rotary Club Firenze Certosa, promotore e finanziatore del restauro.

Limpresa è avvincente: è dal 1955 che non si interviene sullopera, dal tempo della prima monografica a cinquecento anni dalla morte del frate pittore domenicano in Vaticano e a San Marco inaugurata da Pio XII; ed è la prima volta che questo celebre dipinto su tavola viene restaurato, analizzato e studiato a 360 gradi. È anche la prima volta che Lucia Biondi, marchigiana di Fabriano, formazione allOpificio, lunga e riconosciuta esperienza a Firenze, si confronta con lAngelico e con un capolavoro emblematico per forma, tipologia e destinazione ignota.

Il restauro è stato scelto per celebrare un importante anniversario: A settembre, quando tornerà nella Sala dellOspizio inizieremo i festeggiamenti dei 150 anni del Museo di San Marco, anticipa la direttrice. Fu aperto infatti al pubblico nel convento domenicano il 15 ottobre 1869, negli anni di Firenze Capitale. Luogo angelicano per eccellenza, amatissimo per il monumentale ciclo di affreschi nelle 44 celle di clausura, un unicum nella storia dellarte mondiale, conserva nella Sala dellOspizio, che si affaccia sul chiostro di SantAntonino, gran parte delle opere su tavola di Giovanni da Fiesole, al secolo Guido di Pietro, trasferite dopo le soppressioni degli enti religiosi da Uffizi e Accademia, che ne fanno un museo nel museo.

Il Giudizio Universale , nel convento dal 1824, è una di queste, e ha ancora un mistero da svelare. Ad intrigare è la sua forma, strana, particolarissima. Perché quei tre lobi in alto? Quale era la destinazione originaria della tavola nel monastero camaldolese, nellantica via degli Angioli, allora tra i più importanti cenacoli dellUmanesimo fiorentino? Il primo a scriverne è il Vasari: Era nella chiesa andando verso laltar maggiore a man ritta, dove sta il sacerdote quando si cantano le messe. A questa descrizione si lega linterpretazione ormai superata arrivata fino ai nostri giorni: la tavola era la spalliera dello scranno sacerdotale. Una spalliera esagerata sorride Tamassia Di certo cè che la composizione è adattata alla forma. Noi dobbiamo cercare il luogo esatto, ma dobbiamo considerare che il monastero nel Seicento è stato rinnovato. La cornice originale, semplice, arcaizzante, sicuramente è collegata alluso continua Biondi Non ha predelle, non ha pilastrini, non ha i pinnacoli, indubbiamente i tre lobi superiori la caratterizzano. Mi aspetto di trovare altri indizi dallanalisi del supporto che dovrà essere risanato, e sarà utile la radiografia per vedere come è stato costruito, per capire come lopera era ancorata in parete e in che rapporto era con lambiente in cui era esposta. Dobbiamo seguire le tracce.

Aspettando la soluzione del rebus, sono già stati recuperati i colori luminosi tipici dellAngelico che erano molto mortificati. Dopo le analisi preliminari e le prime prove ho individuato in un mix di solventi in forma addensata il metodo giusto per procedere, adesso inizia il grande lavoro sul legno, continua Lucia Biondi mentre ci indica il giardino paradisiaco, accuratissimo nella rappresentazione botanica. Ci sono il corbezzolo, il melograno, le roselline, la quercia, la palma fiorita, che è una simbologia cristologica. E poi si sofferma sulla fila degli avelli centrali che divide i buoni dai cattivi: Uninvenzione straordinaria, un monocromo tutto in prospettiva dove emerge la sua tecnica, gli spruzzi col pennello per imitare i sassolini. Sperimentava, era aggiornatissimo. Era un frate, ma colto e partecipe delle novità del suo tempo. Fu tra i primi a conoscere e ad applicare le regole della prospettiva, continua Tamassia. Questo per rimarcare il suo ruolo di artista davanguardia agli esordi del Rinascimento, nella Firenze di Masaccio, Ghiberti, Donatello, Brunelleschi.

Il restauro sta avvenendo nellanno che, nel nome dellAngelico, unirà Firenze, Madrid e, stranamente, anche San Pietroburgo. A Madrid a fine maggio si inaugurerà la mostra di punta del bicentenario del Prado sullAngelico e il primo Rinascimento fiorentino con prestiti, da San Marco e dagli Uffizi, mentre da San Pietroburgo è arrivato un contributo notevole al restauro del Giudizio Universale che insieme alla valorizzazione dellopera costerà complessivamente 35 mila euro, spiega Lastrucci. Grazie al Rotary Club Firenze Certosa è stata infatti avviata una campagna di raccolta fondi, aperta a tutti. Volevamo fare qualcosa di importante per la città e con Lucia e la direttrice abbiamo individuato questopera unica continua Gli altri club dellarea fiorentina ci stanno aiutando, ci siamo dunque attivati con gli amici russi e grazie a loro abbiamo coinvolto i piccoli allievi di una scuola privata, autori dei disegni ispirati al Rinascimento già esposti nel chiostro di San Marco. I disegni sono stati riprodotti nelle cartoline, ora in vendita al Tuscany Hall. È un anno importante per il nostro museo, ricco di collaborazioni internazionali dice Marilena Tamassia Si sta ulteriormente riscoprendo la grandezza dellartista Angelico, oltre la fama di pittore devoto di Madonne. E per il futuro pensa ad un nuovo allestimento della Sala dellOspizio, che in effetti andrebbe valorizzata: I vetri delle opere sono vecchi, le luci non adeguate. In un nuovo allestimento il Giudizio Universale sarebbe inserito diversamente. Abbiamo già il progetto, ma è molto costoso, e anche per quello lintenzione è di procedere ad una raccolta fondi, sperando in qualificati interventi di mecenati italiani o stranieri.



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