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Otranto. Battaglia sui pontili nel porto. Il Consiglio di Stato affonda il Comune
Lecce prima, 10/05/2019

Nuovo colpo di scena nella battaglia giudiziaria sui pontili del porto di Otranto legittimati a rimanere ancorati nello specchio dacqua antistante i bastioni, anche in inverno, dalla sentenza di merito del Tar del gennaio scorso e ora in odor di smontaggio dopo il pronunciamento sul ricorso dappello del Consiglio di Stato. I giudici della sesta sezione di Palazzo Spada hanno riformato la sentenza di primo grado e quindi annullato laccoglimento del ricorso del Comune di Otranto da parte del Tar. In più lamministrazione comunale è stata condannata al pagamento delle spese di lite in favore del ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo e alla Soprintendenza archeologia.

Non è stato sufficiente limpegno assunto dal Comune nel rimodulare un nuovo progetto per rendere compatibili le strutture per gli ormeggi con i vincoli paesaggistici e architettonici. Una soluzione che aveva convinto i giudici del tribunale amministrativo nel primo grado di giudizio, ma che ora è stata nuovamente sgretolata dal sentenza, pubblicata oggi, dal Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso dappello presentato, tramite lavvocatura dello Stato, dal ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo e dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto.

Cosa scrivono i giudici di Palazzo Spada

Considerato che il primo giudice ha ritenuto fondata la doglianza ritenendo che gli atti relativi alla proposizione da parte del Comune di Otranto di un nuovo progetto con caratteristiche tali da eliminare o quanto meno ridurre limpatto visivo dei pontili, al fine di soddisfare gli interessi rappresentati dalla Soprintendenza, non possono ritenersi illegittimi o irricevibili in quanto nulli per asserita finalità elusiva del giudicato formatosi sulla precedente sentenza del Consiglio di stato, la quale costituisce anzi il presupposto logico che supporta la presentazione del nuovo progetto scrivono i giudici , considerato che tale affermazione appare del tutto censurabile in quanto si pone in esplicito contrasto con quanto affermato da questa Sezione nella citata sentenza del 6 marzo 2018, dove testualmente si legge che lopera stabile che intende mantenere il Comune non ha più i requisiti di reversibilità e stagionalità, sicché il suo mantenimento in loco comporta lalterazione permanente dellintegrità visiva e della cornice ambientale dei beni tutelati.

Considerato che non può essere condivisa linterpretazione tentata dal Comune, che ha voluto leggere riduttivamente il precetto giurisprudenziale, mettendo in ombra la chiarissima disposizione che censura in sé lo stabile mantenimento in loco si evidenzia nel corpo della sentenza, e considerato che pertanto il progetto proposto non è un mero miglioramento dellattuale, ma il portato dellesplicita volontà del Comune di garantire il mantenimento dei pontili dellapprodo turistico anche nel periodo invernale e considerato che quindi il nuovo progetto, e il suo percorso procedurale, si pongono su un piano procedimentale completamente diverso da quello esaminato nella sentenza del 6 marzo 2018, il cui esito potrà eventualmente essere valutato una volta concluso il suo iter approvativo, attualmente fermo in sede di Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma che al momento non ha alcuna efficacia sulla situazione consolidata dal giudicato, il ricorso dappello viene accolto. Ed ora per il Comune di Otranto si riproporrà, nel prossimo inverno, il dilemma sullo smontaggio dei pontili in attesa anche del responso sul nuovo progetto per lormeggio.

Come si sta muovendo il Comune di Otranto

Lamministrazione comunale infatti proprio al fine di evitare lo smontaggio stagionale dei pontili galleggianti, che richiederebbe difficoltà logistiche e anche un esborso economico elevato per le casse del Comue, aveva già proposto un nuovo progetto, conformandosi alle prescrizioni imposte dalla Soprintendenza, prevedendo labbassamento di un terzo del piano di calpestio dei pontili, collocandoli in tal modo al di sotto del profilo della base della cinta muraria. Progetto valutato positivamente anche da otto enti nella relativa conferenza dei servizi del 26 ottobre dello scorso anno e con il parere contrario della sola Soprintendenza, la quale rappresentava che limpatto negativo sulla fruizione della visuale della base delle mura urbiche derivasse non solo dai pontili, ma anche dalla presenza delle imbarcazioni ormeggiate.

E così il nuovo progetto, proprio sull'opposizione e limpugnazione presentata dalla Soprintendenza avverso il provvedimento del Comune, è ora all'attenzione del Consiglio dei Ministri che già in una riunione del 26 novembre scorso ha avuto modo di prendere atto della situazione. Nel contempo per lamministrazione comunale del sindaco Pierpaolo Cariddi, è arrivata dapprima la legittimazione delliter intrapreso da parte del Tar e ora invece una nuova bocciatura decretata dal Consiglio di Stato.



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