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Mostrata per la prima volta la ciocca di capelli di Leonardo da Vinci. Il direttore degli Uffizi:
Elisabetta Berti
La Repubblica - Firenze 2/5/2019

Il reperto esposto in anteprima mondiale nella città natale del genio toscano nell'ambito della mostra "Leonardo vive". Eike Schmidt: "Tradizione di collezionare ciocche di famosi personaggi risale al Romanticismo. Sarebbe stato fuori epoca".

"Questa faccenda della ciocca di Leonardo da Vinci è una cosa sciocca, nessuno specialista ci crede". Non lascia spazio a interpretazioni Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, riguardo all'annuncio del ritrovamento di una ciocca di capelli del genio di Vinci, denominata "Les Cheveux de Leonardo da Vinci", che insieme a un altro cimelio è stata presentata alla Biblioteca Leonardiana di Vinci oggi, nel giorno del quinto centenario della morte del maestro del Rinascimento.

Secondo quanto spiegato due giorni fa da Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale Leonardo Da Vinci, il reperto storico della ciocca di capelli, da oggi esposto in anteprima mondiale nella città toscana, fino a questo momento era rimasto nel segreto di una collezione americana. "La tradizione di collezionare delle ciocche di famosi personaggi oppure dei propri cari risale al Romanticismo, quindi all'Ottocento - prosegue Schmidt - sarebbe stato un gesto completamente fuori epoca nel Rinascimento, quando qualcosa di simile accadeva solo per i santi, di cui si tenevano parti del corpo, ma sicuramente non nel caso di grandi scienziati e artisti".

Il direttore Schmidt dunque raffredda in questo modo gli entusiasmi di Vezzosi e della storica Agnese Sabato, presidente della Leonardo Da Vinci Heritage, i quali nel 2016 avevano reso nota l'esistenza dei discendenti viventi di Leonardo, e che due giorni fa riguardo alla ciocca di Leonardo avevano detto: "Questa straordinaria reliquia permetterà di procedere nella ricerca del suo Dna". Ma Schmidt è di tutt'altro avviso: "Non lasciamoci prendere troppo dall'entusiasmo per Leonardo da Vinci. Questa della ciocca è una cosa che non vale nemmeno la pena di essere analizzata".

Il commento di Schmidt è arrivato in occasione della presentazione all'auditorium Vasari dei francobolli dedicati dal ministero dello Sviluppo Economico a Leonardo da Vinci per i 500 anni dalla sua scomparsa, e del primo giorno di emissione dei francobolli in dotazione all'ufficio postale interno alla Galleria degli Uffizi: "Noi siamo il luogo giusto per questo annullo speciale, non solo perché abbiamo tre dei quadri di Leonardo e molti dei suoi disegni, ma anche perché siamo l'unico museo che ha al suo interno un ufficio postale, una cosa che risale ai tempi del sovrintendente Antonio Paolucci che voleva un ufficio interno al museo per permettere ai visitatori di spedire le cartoline a tutto il mondo. Adesso l'ufficio postale ha cambiato le funzioni e serve per comprare i francobolli speciali, ambasciatori nel mondo". Nella serie realizzata per questo centenario leonardesco è protagonista l'Adorazione dei Magi, conservato proprio agli Uffizi.

Intanto questa mattina, a Vinci, la ciocca di capelli è stata messa in mostra per la prima volta insieme e un anello proveniente dalla stessa collezione privata di colui che ritrovò i resti considerati del genio toscano tra le rovine del castello di Amboise. "La storia della preziosa reliquia - ha spiegato Alessandro Vezzosi - inizia nel 1863 quando Arsène Houssaye, scrittore e ispettore generale dei musei di provincia francese, amico di Delacroix e Baudelaire, venne incaricato da una commissione imperiale di ricercare la tomba di Leonardo tra le rovine del castello di Amboise, dove era stato inumato il 12 agosto 1519. Egli ritrovò i resti di quelle che individuò come le ossa e il cranio dell'artista-scienziato, grazie anche ad alcuni frammenti lapidei di un'iscrizione riconducibile al nome di "Leonardus Vinci"; poi furono ricomposti nella tomba della Cappella di Saint Hubert del Castello Reale di Amboise".

I documenti da oggi esposti a Vinci riportano che Houssaye trattenne per sé due reliquie. Nel 1925, Harold K. Shigley, colto e appassionato collezionista americano di cimeli, acquistò a Parigi dal pronipote di Houssaye, "una ciocca di capelli di Leonardo e un anello di bronzo trovato sul dito del Da Vinci". Nel 1985 questi due reperti - ha aggiunto Vezzosi - sono passati nelle mani di un altro collezionista americano che, nel 2016, avendo saputo delle nostre ricerche sulla genealogia di Leonardo, ci ha contattati. Dopo tre anni di lavoro, siamo riusciti a riportare in Italia questi reperti, che oggi possiamo finalmente mostrare nel museo Ideale di Vinci. La reliquia dei capelli non è solo un documento storico, né un semplice cimelio, bensì uno strumento straordinario di conoscenza".

Ha ribadito Agnese Sabato, co-curatrice della mostra: "Grazie al confronto con i risultati degli esami scientifici del Dna dei discendenti viventi del fratello di Leonardo, Domenico, e di alcune sepolture della stessa famiglia Da Vinci, che abbiamo individuato con lunghe ricerche e presentato nel 2016, si potranno fare fondamentali verifiche. Se i capelli sono compatibili con il Dna dei discendenti si potrà sequenziare il Dna di Leonardo. E si farà comunque chiarezza sui resti contenuti nella tomba di Leonardo ad Amboise".

https://firenze.repubblica.it/tempo-libero/articoli/cultura/2019/05/02/news/quella_ciocca_non_e_di_leonardo_il_direttore_degli_uffizi_eike_schmidt_contesta_l_annuncio_del_museo_di_vinci-225319835/


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