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Fontana di Trevi, leggi da cambiare
Rinaldo Frignani
Corriere della Sera - Roma 30/4/2019

Di Maggio, comandante dei vigili: Il suk? Interveniamo, ma le norme limitano la nostra azione

La nostra azione sanzionatoria è limitata dalle leggi vigenti. Diamo il massimo, le nostre pattuglie sono sempre presenti a Fontana di Trevi, ma servirebbero nuovi strumenti per contrastare labusivismo commerciale. Così il comandante generale dei vigili urbani Antonio Di Maggio dopo le immagini del suk attorno al monumento, con ambulanti irregolari e degrado. Li possiamo multare, ma poi loro non pagano le sanzioni. E le cose non cambiano in questo campo con il nuovo regolamento di polizia urbana - dice ancora il comandante -, ma la nostra azione è assidua e costante. E i vigili urbani impartiranno ripetizioni agli accertatori dellAma: troppi errori nei loro verbali.

Facciamo tutto quello che dobbiamo fare. Ma la nostra azione sanzionatoria è comunque limitata dalle leggi in vigore. Non le possiamo cambiare, non spetta ovviamente a noi. Limportante è che attorno a Fontana di Trevi, come altrove, ci siano sempre le nostre pattuglie pronte a intervenire per controllare e allontanare abusivi e disturbatori. E questo - è sotto gli occhi di tutti - avviene ogni giorno. Sono fin troppo chiari per il comandante dei vigili urbani Antonio Di Maggio i motivi della continua presenza di venditori ambulanti senza autorizzazione nei pressi di uno dei monumenti più famosi del mondo. Nellultimo fine settimana, come prima di Pasqua, fra via del Lavatore e via delle Muratte, cè stato un aumento degli abusivi. Le foto pubblicate ieri dal Corriere hanno fornito ancora una volta unimmagine desolante di quello che accade in certe ore del giorno sotto gli occhi di romani e turisti. Anche se i numeri sembrano essere dalla parte della municipale: nel 2018 260 mila controlli per il commercio in area pubblica (120 mila dei quali in centro e a Prati, fra gruppi territoriali e reparti speciali), 24 mila violazioni accertate, 17 mila sequestri (solo il 5 per cento di natura penale) e cinquemila persone multate. Diecimila le violazioni solo nel I Municipio.

Comandante, dati a parte, cè una ricetta per risolvere il problema?

Innanzitutto bisogna precisare che nelle strade che portano a Fontana di Trevi non ci sono solo abusivi, perché i banchi che vendono borse sono regolari, così come i madonnari. Poi da parte nostra abbiamo un presidio di otto-dieci agenti per turno - mattina, pomeriggio e sera -, tutti in divisa, che operano con il supporto di personale in auto e moto. Più che ricette, il vero problema è che in particolari giornate, come quelle appena passate, cè un afflusso eccezionale di turisti ed è quindi più complicato, e rischioso, intervenire.

In che senso?

Il nostro primo obiettivo è pensare alla sicurezza delle persone. Non possiamo intervenire in modo massiccio perché in caso di parapiglia o di fuga degli abusivi cè il rischio che le persone che non centrano niente vengano travolte e si facciano male. È già successo, basti pensare a cosa accadeva attorno al Vaticano, con i turisti finiti in ospedale dopo essere stati investiti da chi scappava da noi. Ecco perché dobbiamo essere prudenti, serve buon senso, anche se la nostra presenza, ripeto, è assidua e costante.

Per gli ambulanti è un vantaggio?

In un certo senso sì. Loro possono poi contare su una rete di fiancheggiatori, di vedette, che li avvertono del nostro arrivo e dei nostri spostamenti. Per questo dobbiamo agire con molta determinazione per affrontare questo fenomeno.

Un altro ostacolo è la questione multe.

Le norme sul commercio ambulante prevedono in caso di violazioni le sanzioni amministrative. Sono multe che, lo sappiamo, gli ambulanti non pagheranno mai. Noi li fermiamo, li accompagniamo al comando per essere fotosegnalati, proponiamo i daspo urbani nei loro confronti. Le leggi tuttavia non ci consentono di esercitare poteri maggiori. Insomma, non li possiamo arrestare. Capisco le ragioni di chi protesta, ma la realtà è questa. Daltra parte governare lafflusso in luoghi come Fontana di Trevi è impensabile, è giusto invece che i monumenti siano fruibili da tutti e sempre. Servirebbero piuttosto formule diverse di contrasto. Abbiamo i magazzini pieni di merce sequestrata, segno che il nostro lavoro lo facciamo bene e sempre.

Il nuovo regolamento di polizia urbana cambierà le cose?

Nel provvedimento sono state trasferite le norme della legge Bersani sulle attività commerciali. Le sanzioni hanno efficacia quando colpiscono chi ha qualcosa da perdere, ma - ripeto - ci troviamo davanti a persone non solvibili, che vivono alla giornata. Rimane il nostro impegno, che è massimo tutti i giorni.



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