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Problemi tecnici per rifare Notre-Dame
Stefano Montefiori
Corriere della Sera 18/4/2019

Macron affida i lavori a un generale
Gli esperti: difficile completarla in 5 anni. Francesco declina linvito dellEliseo. Trump offre aiuto

PARIGI. Ci vogliono almeno da dieci a venti anni, dicono gli esperti. Ricostruiremo Notre-Dame in cinque anni, ribatte il presidente Emmanuel Macron.

Lintendance suivra, avrebbero detto Napoleone Bonaparte e poi il generale De Gaulle ai rispettivi luogotenenti che nei secoli scorsi obiettavano non si può fare. Aneddoto di enorme successo e forte radicamento nella cultura francese, benché falso (di sicuro almeno nel secondo caso). De Gaulle precisò in unintervista in tv del 1965 di non avere mai pronunciato quelle parole e anzi di non averle neanche mai pensate. Ma lintendenza seguirà cioè la logistica deve adeguarsi alla politica è la formula perfetta per esprimere quellatteggiamento centralista e volontarista, così tipicamente francese, che infatti ritorna adesso, nelle ore gravi della cattedrale-simbolo da ricostruire.

La sindaca Anne Hidalgo ha lanciato lidea di riaprire Notre-Dame in tempo per lOlimpiade di Parigi del 2024, e Macron lha ascoltata confermando il traguardo dei cinque anni: Siamo un popolo di costruttori, possiamo farcela.

Ora si tratta di dimostrare che la volontà del capo dello Stato vince sui problemi tecnici, e per riuscirci Macron ha nominato un responsabile unico di questa impresa: il generale Jean-Louis Georgelin, 70 anni, 42 dei quali passati nellesercito, e capo di Stato maggiore dal 2006 al 2010.

Georgelin era presente ieri pomeriggio allEliseo alla riunione demergenza convocata da Macron. La prima disposizione di Monsieur Reconstruction è stata chiedere un inventario entro due mesi e la nomina in tutti i ministeri di un interlocutore al quale chiedere conto dellavanzamento dei lavori.

Linventario

Il primo ordine del capo della ricostruzione è un inventario in due mesi

Cinque anni sono troppo pochi, ripete Frédéric Létoffé che guida il Gruppo delle imprese di restauro dei monumenti storici (GMH). Ci sono tempi che non possono essere compressi, per esempio lasciugatura della struttura che potrà prendere alcuni mesi. Anche per la messa in sicurezza ci vorranno mesi e altri sei o sette serviranno per una diagnosi completa e affidabile delle condizioni in cui versa la cattedrale. Tutte operazioni preliminari. La più importante sarà costruire una nuova impalcatura, dopo quella andata distrutta nellincendio di lunedì sera, che dovrà avere anche una specie di gigantesco ombrello per proteggere la cattedrale rimasta senza tetto.

Si può costruire uno stadio in due anni, ma se vogliamo usare un sistema tradizionale per ricostruire Notre-Dame ce ne vorranno ben più di cinque, dice il celebre architetto Jean-Michel Wilmotte.

Qui si tocca laspetto decisivo della questione: rifare tutto esattamente come prima, o usare tecniche, materiali e magari stili contemporanei? Nel secondo caso, il traguardo dei cinque anni diventerebbe meno irrealistico. Wilmotte propone di rimpiazzare il legno del sottotetto e il piombo della copertura con metallo e titanio, che tra laltro hanno il vantaggio di non incendiarsi. Se invece si dovesse insistere su unoperazione allantica e sul rispetto del legno, la compagnia di assicurazioni Groupama, proprietaria di foreste in Normandia, ha offerto le 1.300 querce necessarie per fare una copia identica alloriginale. Il premier Edouard Philippe intanto ha annunciato un concorso internazionale di architetti per la ricostruzione della guglia, un progetto di legge per la sottoscrizione nazionale e sgravi fiscali ai donatori.

In caso di difficoltà, Notre-Dame potrà contare sullaiuto dellAmerica. Il presidente Donald Trump lo ha detto martedì a Macron, e lo ha ripetuto ieri in una telefonata a papa Francesco, durante la quale ha offerto le condoglianze del popolo degli Stati Uniti per lorribile incendio di Notre-Dame.

Il rogo visto in diretta da milioni di persone ha provocato un momento di emozione e di comunione mondiale, un elemento tenuto ben presente in queste ore dal presidente Macron. Secondo fonti vaticane, il presidente francese avrebbe invitato il Papa a venire a Parigi nei giorni vicini alla Pasqua per visitare la cattedrale ferita. Francesco ha preferito declinare, evocando le chiese in fiamme in Oriente e la volontà di evitare disparità di trattamento.




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