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Roma. A Borgo Pio niente più artigiani, solo b&b
Maria Rosaria Spadaccino
Corriere della Sera - Roma 7/4/2019

Turisti e pellegrini arginano la movida
Gli alloggi di cittadini e prelati sono diventati ristoranti e dormitori per tutte le tasche

I residenti e il rapporto croce e delizia con il Vaticano: ma la notte regna il silenzio

Mai avrebbe immaginato lantica citta Leonina che il suo rumore caratteristico sarebbe stato quello dei trolley. Sfrigolano le ruote di valigie per soggiorni brevi che scivolano faticosamente sui sampietrini e raggiungono le centinaia di alloggi nei palazzi un tempo occupati da prelati e dal popolo di Roma. Ora alberghi e b&b per i pellegrini che scelgono di dormire allombra del Cupolone.

Il panificio Arrigoni è qui dal 1930, il signor Angelo da bimbo portava il pane, fatto dal nonno, a Giovanni XXIII: Lo ricordo come se fosse ieri, racconta. È delle poche attività antiche che hanno resistito allattacco di bar e ristoranti di ogni genere e per ogni tasca. Borgo è cambiato moltissimo - fa notare -. Era un luogo di botteghe ed artigiani, ci venivano da tutta Roma. Ora siamo noi che dobbiamo allontanarci se cerchiamo un falegname o un calzolaio. Ma Arrigoni, che a Borgo è nato, ama questa zona, anche se è tanto cambiata, e ha un unico grande rammarico: la fabbrica delle campane per le chiese e le basiliche di Roma. Era qui dal 1400, ha resistito fino a quasi 20 anni fa - ricorda - poi ha dovuto chiudere. Per il rione è stata una grande perdita, i turisti vengono ancora a cercarla, sulle guide turistiche ancora ne parlano.

Borgo fu elevato a rione XIV da Sisto V, è un cordone che lega via di Porta Castello a via di Porta Angelica, le due porte di confine alla città del Vaticano. Tale tracciato attraverso una bolla papale del 1565 venne denominato, innalzamento della città Pia verso larco di SantAngelo.

Borbottano i (pochi) residenti di questo rapporto stretto con la città del Vaticano, croce e delizia. Un tempo dalla cima della strada si vedeva bene Castel SantAngelo, ma la sopraelevazione delluniversità Lumsa ci ha privato per sempre della vista, racconta uno di loro.

La bellezza della via si intravede anche se, a ora di pranzo, sono davvero centinaia i tavolini in strada. Una coppia di americani dalla taglia abbondante degusta un piatto creativo: metà pizza e metà pasta con sopra un uovo fritto ed innaffiato da maxi boccali di birra. Le trattorie hanno nomi che riecheggiano a una romanità smarrita, i tanti venditori di souvenir e articoli religiosi ricordano il luogo sacro lì a pochi metri. Una targa in marmo in un vicolo rammenta, per sempre, che dove ora cè unhostaria di qualità un tempo cera una fraschetta. Vini da pasto e scelti, chi non poteva pagarsi un pasto completo, portava da casa pane e companatico e il vino lo gustava qui in compagnia.

La targa dellantica ferramenta Pierozzi è in alto, ma sotto cè un negozio di pelletteria. Lelenco degli scomparsi è lungo, lì cera il fruttivendolo dei prelati, lì dove cè quello strano albergo, cera la macelleria del Vaticano. Ma alcune certezze sono rimaste: allangolo con via del Campanile alzando gli occhi cè una Madonna del 1700, un affresco che raffigura la Vergine con il Bambino tra nuvole e festoni. Una figura prodigiosa che faceva accorrere fedeli da tutta la città.

I cittadini, riuniti nel comitato Salviamo Borgo, da tempo lottano perché non sia ulteriormente snaturato il rione, quello che vogliamo è che non si aprano altre attività di somministrazione e vendita di souvenir, qui abbiamo raggiunto il livello massimo di sopportazione, commenta Mauwa Lauro.

Borgo, però, grazie alla sua vocazione spirituale è immune dalla movida notturna. La sera cambia tutto: buona parte dei locali chiude, torna ad essere un luogo silenzioso - spiega Luigi La Peccerella, presidente del Comitato - perché i locali sono soprattutto per turisti diretti in Vaticano. Qui difficilmente un romano viene a cena. In passato abbiamo fatto un censimento è abbiamo scoperto che cè un locale ogni otto residenti.

Per fortuna resiste la storica latteria Giuliani dal 1912, ha il banco di marmo depoca e la ghiacciaia in legno comprata usata nel 1912 dal nonno dellattuale titolare Alessandro Giuliani che dice: Ormai di residenti storici saremo non più di 20 famiglie. Per il resto sono alloggi per turisti di ogni tipo. Fino agli anni 80 Borgo era ancora un vecchio rione con i suoi abitanti, in pochi anni è cambiato tutto e in modo irreversibile. La gentrificazione, si sa, non risparmia niente e nessuno: neanche i luoghi sacri.



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