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Venezia. Clia spinge il Vittorio Emanuele. Navi, terminal in mare impossibili
F. B.
Corriere del Veneto 4/4/2019

Musolino: a maggio i progetti al ministero. Firmata lintesa sul carburante pulito

VENEZIA. Venezia è e deve rimare home port, il che implica un collegamento agevole e funzionale per il trasporto di passeggeri, bagagli e tutto quanto serve a rifornire una nave da migliaia di persone, dice Francesco Galietti, direttore di Clia Italia, lassociazione delle compagnie di crociera. E in poche parole ha escluso due delle tre ipotesi il terminal a San Niccolò e la piattaforma del Mose a Malamocco scelte dal ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli come via alternativa a San Marco e su cui lAutorità portuale sta elaborando i progetti preliminari. Rispetteremo i tempi (i termini scadono il 21 maggio, ndr) dice il presidente Pino Musolino ma i nostri saranno approfondimenti tecnici poi sarà la politica a prendere le decisioni.

Rimane sul tavolo il terminal a Chioggia (Siamo aperti a considerarlo, precisa Galietti) anche se non mancano le perplessità sulla distanza da Venezia, sui lavori necessari per la stazione e lo scavo del canale. Fosse per le compagnie la soluzione ci sarebbe già: quella stabilità dal Comitatone del 7 novembre 2017. Siamo disponibili al dialogo come sempre, anche perché il nostro intento è quello di spostare al più presto le grandi navi dal canale della Giudecca, la soluzione a breve è il canale Vittorio Emanuele. Poi per quella a lungo siamo in attesa del ministero. Una cosa però deve essere chiara, senza un collegamento a terra Venezia non sarebbe più home port e il traffico crocieristico a rischio. Ed è grave anche perché da Venezia dipende tutto il traffico dellAdriatico e il 60 per cento di quello del Mediterraneo Orientale. Lo sa bene anche Ca Farsetti che teme ripercussioni su tutta leconomia cittadina: Il primo porto è stato Rialto, allinterno della città sottolinea lassessore allAmbiente Massimiliano De Martin Non possiamo pensare al porto avulso dalla città, deve essere invece un vanto per Venezia. E proprio ieri Comune, Autorità portuale, Capitaneria e compagnie hanno firmato, 12 anni dopo la prima volta, il Venice Blue Flag laccordo volontario che impegna le compagnie ad utilizzare carburante poco inquinante in laguna. Meglio di così non possiamo fare, le navi dovrebbero andare ad acqua sottolinea Musolino . Qui facciamo già meglio dei limiti che saranno imposti dal 2020. Un costo complessivo di quattro milioni di euro, ma che vuole essere un segnale nellattenzione allambiente. I controlli della Capitaneria nel 2018 non hanno riscontrato irregolarità, nel 2017 cè stato solo un caso, sottolinea lammiraglio Piero Pellizzari. In laguna le crociere rappresentano il 10 per cento del traffico marittimo spiega Galietti Ma comunque i livelli più alti di inquinamento vengono registrati in inverno, quando la stagione è chiusa. Questo però non muta il nostro impegno per Venezia. Questanno lintesa prevede una cosa in più perché laccordo deve essere dinamico e contenere un passo ulteriore ogni anno, aggiunge De Martin: le compagnie si sono impegnate a divulgare ma lo faranno anche laeroporto e le ferrovie un filmato animato realizzato dallamministrazione e tratto dalla campagna di sensibilizzazione #EnjoyRespectVenezia, al fine di orientare i visitatori verso comportamenti responsabili e rispettosi dellambiente e degli abitanti. Dal corretto conferimento dei rifiuti al divieto di dar da mangiare agli uccelli.



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