LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

Albenga. Il bancarottiere ora fa l'ispettore dei beni culturali: la strana storia di Camillo Costa
GLORIA RIVA
Espresso, 06/02/2019

È stato direttore della svizzera Aston Bank che ha fatto sparire i risparmi di molti evasori fiscali italiani prima di dichiarare fallimento. Oggi si scopre che lo stesso finanziare, da oltre tre anni, lavora per il ministero dei Beni Culturali italiano ad Albenga



A Lugano è mister Hyde e ad Albenga un distinto dottor Jekyill. L'ex finanziere Camillo Costa, nato a Savona 55 anni fa, è riuscito ad interpretare entrambi ruoli per anni senza destare alcun sospetto.
Poi, qualche mese fa, il consigliere comunale di Forza Italia, Eraldo Ciangherotti, per pura casualità, lo scopre. È venuto fuori che l'ex direttore della svizzera Aston Bank, Camillo Costa appunto, che ha avuto un ruolo centrale nel fallimento dell'istituto di credito elvetico, sfumato insieme a una valanga di quattrini di imprenditori del Nord Italia, da oltre tre anni ricopre un incarico pubblico, in qualità di Ispettore Onorario per i Beni Architettonici per la città di Albenga, cuore museale della Liguria.

È stato messo lì dalla Soprintendenza per i Beni Culturali. Dunque, mentre uno stuolo di italiani laureati in Belle Arti, in Archeologia, in Scienze dei Beni Culturali emigra all'estero perché in Italia non c'è lavoro, un ex banchiere, che s'è fatto anche un po' di galera svizzera per il fallimento di una banca, e che ha in tasca una laurea in Economia, gestisce i beni storici della città ligure, fra cui il meraviglioso Museo Navale, che raccoglie i reperti trovati sui fondali dell'Isola Gallinara, in una nave degli inizi del primo secolo avanti Cristo.

Ma partiamo dall'inizio. Nel 2009 Camillo Costa è direttore generale sostituto della ticinese Aston Bank, quando la Finma, l'Autorità di vigilanza dei mercati finanziari svizzeri, apre una procedura di fallimento proprio nei confronti di quella banca per via di un ammanco di 20 milioni di franchi svizzeri (circa 18 milioni di euro).

In Italia i giornali non danno granché risalto a quella vicenda, esce qualche articolo sul Secolo XIX, qualcosa sul dorso ligure de La Stampa, perché in Riviera c'è chi segue con grande apprensione quella vicenda. I più preoccupati sono gli imprenditori liguri che avevano affidato ad Alessandro Fabiani, il direttore generale, e al suo sostituto, Camillo Costa, denaro da custodire nelle cassaforti di Lugano della banca. E la dichiarazione di fallimento suona come una campana a morto. Perché i soldi degli imprenditori erano volati illegalmente in Svizzera e, nell'impossibilità di farli rientrare con lo scudo fiscale, si erano volatilizzati nel nulla. Già, perché uno dei problemi dell'evasione fiscale è che, se il broker o la banca a cui si affidano i soldi non dichiarati al fisco dovessero farli sparire, il legittimo proprietario non può certo andare alla Guardia di Finanza a denunciarne il furto: Maresciallo aiuto, mi hanno svuotato l'offshore!.

Ma torniamo alla Aston Bank e ai fiduciosi evasori liguri, che si erano fidati di Costa, di Fabiani e di un altro esponente della Torino che conta, Niccolò Caissotti di Chiusano, fratello di Vittorio, il celebre penalista che è stato presidente della Juventus fino al 2003. Niccolò Caissotti, oggi console onorario di Montecarlo alle Bahamas e vicepresidente della PdMV hedge Diversified Ltd alle Bermuda ( così come ha svelato nel 2017 l'inchiesta giornalistica Paradise Papers a cui l'Espresso ha partecipato con il consorzio Icij ), ai tempi era membro del board della banca. Uomo dabbene e quindi in Riviera si sono fidati ciecamente.

Poi la banca fallisce e a pagare per tutti è Camillo Costa, che viene arrestato con l'accusa di aver impiegato fondi a fini privati e di aver dissimulato tali operazioni tramite falsificazioni contabili, dicevano i documenti della Finma. Costa viene scarcerato nel 2010 e torna in Italia. Mentre l'inchiesta e il procedimento siano tutt'oggi in corso: Si tratta di un procedimento complesso tuttora pendente, risponde a L'Espresso il Ministero Pubblico della Svizzera. Che aggiunge: Come spesso avviene in casi finanziari simili, che presentano ramificazioni internazionali, si procede anche con linvio di rogatorie; nel caso concreto alcune di queste sono state evase, altre sono ancora in corso.

Camillo Costa ad Albenga è il rampollo di una delle famiglie più in vista della città. Il padre Cosimo è avvocato e presidente dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri, la madre, Josepha Restagno Costa, è una famosa storica, stretta collaboratrice dell'allora archeologo Nino Lamboglia, fondatore dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri, lo stesso ente che oggi presiede l'ultra novantenne Cosimo Costa. I coniugi Costa hanno fatto moltissimo per preservare il patrimonio storico e culturale di Albenga, tant'è che l'Istituto Internazionale di Studi Liguri si è preso cura per conto dell'amministrazione locale dei preziosi musei di Albenga. Fin qui, tutto bene.

Poi succede che nell'estate del 2018 il forzista e consigliere comunale di minoranza di Albenga, Eraldo Ciangherotti, decide di avviare una battaglia contro la gestione dei musei, affidata alla famiglia Costa, con l'intento di rimetterne in discussione le delibere e gli accordi. Agli incontri comunali si presentano gli anziani Cosimo e Josepha Costa, accompagnati dal figlio Camillo. Ma che c'entra Camillo con i musei civici? C'entra eccome. Perché salta fuori che la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio della Liguria nel 2016 ha nominato Camillo Costa Ispettore Onorario per la tutela dei beni di Albenga. Quasi che la competenza storica e artistica l'avesse eredita, come il colore dei capelli, da mamma e papà.

Per carità, tutto in regola, tanto più che la Svizzera non sta neppure nella Comunità Europea e il fattaccio risale a un decennio fa e, a quanto è dato sapere, Camillo Costa in Italia ha una fedina pulitissima. Però, quando poche settimane fa gli evasori truffati hanno scoperto che Camillo Costa ha fatto carriera nella pubblica amministrazione italiana, son saltati sulla sedia.

Increduli hanno scoperto che lo stesso Costa che aveva fatto sparire i loro milioni che, a loro volta avevano nascosto al fisco, adesso lavora per il ministero dei Beni Culturali. E giù a mandare lettere riservate, a chiedere spiegazioni in privato, a fare segnalazioni anonime per far sapere che Camillo Costa, in passato, era a capo di quella banca svizzera che li aveva derubati dei milioni che loro stessi avevano evaso; e a far notare che in Svizzera l'intera vicenda Aston Bank è tutt'altro che archiviata.
Ah, i volta faccia dell'evasione fiscale.

http://espresso.repubblica.it/affari/2019/02/05/news/da-bancarottiere-a-ispettore-dei-beni-culturali-la-strana-carriera-del-ligure-camillo-costa-1.331267?refresh_ce


news

10-07-2020
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 10 luglio 2020

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto allestero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

06-01-2020
Dalla stampa estera di ieri: minacce di Trump contro siti culturali iraniani

20-12-2019
Riorganizzazione Mibact, Casini: non è ennesimo Lego, ma manutenzione amministrativa in continuità

04-12-2019
Libero riuso delle riproduzioni di beni culturali: articolo di Daniele Manacorda sul "Giornale dell'arte"

14-11-2019
Cosa succederà alla Biblioteca Guarneriana di S. Daniele del Friuli? Un appello dei cittadini al sindaco

04-10-2019
Unicredit mette all'asta da Christie's capolavori della sua collezione

14-09-2019
Da Artribune: Franceschini sospende i decreti Bonisoli

05-09-2019
Franceschini, il primo appuntamento al Museo della Liberazione di via Tasso

Archivio news