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«Bagnoli a rischio, manca un sì del governo»
LUIGI ROANO
30/08/2005 Il Mattino



Ammette i ritardi. Ma spiega che non sono solo colpa del Comune e dei suoi assessori, come nel caso di Bagnoli.

Tuttavia il sindaco Rosa Russo Iervolino avvisa la sua squadra: «Le opere cominciate e quelle annunciate, vanno ultimate, consegnate alla città».

Nel primo giorno dopo le ferie, la Iervolino detta l’agenda di fine consiliatura, ancora sette mesi: «Mi trovate riposata? Sfido io, non ho mai fatto due settimane di vacanza, voglio solo capire in quanto tempo il benefico effetto delle ferie svanirà». E di lavoro davanti a sè ne ha tantissimo, forse troppo rispetto al tempo a disposizione. Le due spine sono la trasformazione di Bagnoli (la zona ex Italsider) e quella della zona orientale.

Due nodi difficili da sciogliere, ma il sindaco si getta subito nella mischia.

Bagnoli è una sorta di ossessione, e ora la bonifica rischia di arenarsi perché non si sa dove smaltire gli inerti, i rifiuti derivanti dall’attività di risanamento dei suoli.

Nell’accordo di programma con il ministero dell’Ambiente che consentì - ormai tre anni fa - di sbloccare i fondi per la bonifica (75 milioni di euro), era stata individuata la cava di Pianura per lo smaltimento.
Ma questa soluzione non è più praticabile. Dovrebbe essere espropriato il sito, e i proprietari non hanno ricevuto il nulla osta dalla prefettura per la certificazione antimafia. Il Comune ha trovato la soluzione alternativa a Formia, ma per andare a smaltire lì serve un ok dal ministero che non arriva. Di qui la rabbia della Iervolino: «Dal nostro punto di vista - spiega il sindaco - Bagnoli è un fatto compiuto. Abbiamo individuato a Formia un luogo dove gli inerti vengono accolti, direi con piacere, proprio perché sono inerti, non pericolosi, innocui. Aspettiamo l’autorizzazione del ministero dell’Ambiente per trasferirli, ma questo ok non arriva».

Di qui l’affondo: «Il ministero si deve decidere a dare l’autorizzazione, ne abbiamo bisogno perché Formia è nel Lazio e quindi usciamo fuori Regione. In più, c’è una deliberazione del Consiglio comunale di Formia favorevole all’accoglimento degli inerti, dobbiamo essere messi in grado di portarli lì.

Perché se rischio di stop a Bagnoli c’è, è dovuto solo ed esclusivamente a questo aspetto della vicenda». Chiarita la questione, il sindaco insiste su alcuni concetti: «La priorità è portare avanti tutto ciò che è incompiuto». Quindi il passaggio su un’opera che sta particolarmente a cuore a chi al waterfront, al rilancio della linea di costa e di tutta la zona orientale ha dedicato molte energie, il vicesindaco Rocco Papa. Si tratta del sottopasso di via Acton. «Alcune volte il Comune rallenta - sostiene la Iervolino - anche perché ha la necessità di acquisire il consenso dei cittadini. Del sottopasso si è occupato anche durante l’estate Papa e in modo incisivo. Il problema è che non c’è ancora un consenso abbastanza ampio da parte dei cittadini su dove debba iniziare e dove debba passare».

Insomma il sottopasso piace poco a un pezzo della città, un problema non di poco conto, ma il sindaco è fiducioso: «Bisogna aspettare che questo consenso maturi e darsi da fare per farlo maturare. Questa amministrazione mira all’efficienza, ma anche alla democrazia, non bisogna realizzare opere a dispetto dei cittadini». Insomma situazione molto critica quella del sottopasso, opera che potrebbe non vedere mai la concretizzazione malgrado fondi stanziati per circa 70 milioni di euro. Altra priorità, per il sindaco, è il decentramento amministrativo: «È un progetto rimasto a metà. La circoscrizione è importante». Soprattutto se si considera che fra sette mesi si vota.




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