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PRIVATIZZAZIONI - La Francia vender uffici e caserme
Michele Calcaterra
Data: 12-08-2005 IL SOLE 24 ORE

- Il Governo punta sugli immobili pubblici per poter rastrellare denaro che finanzi le riforme

Il patrimonio stimato in 33 miliardi di euro - Molti degli edifici sono situati nelle zone centrali delle grandi citt

PARIGI - Bisognoso di fare cassa per finanziare le riforme strutturali (ad esempio quella della sanit), per sostenere alcuni progetti-faro (poli di competitivit e ricerca), per tappare alcune voragini (previdenza) e per fare quadrare i conti pubblici (il disavanzo pubblico rischia quest'anno di superare abbondantemente il tetto del 3%), il Governo francese ha rilanciato e accelerato il programma delle privatizzazioni e della cessione degli asset di propriet.
Non solo quello di imprese pubbliche come Gdf, Edf, Aeroporti di Parigi e autostrade (da queste ultime sono previsti introiti per oltre 10 miliardi di euro), ma anche quello relativo ai tanti immobili ancora controllati dallo Stato, scarsamente redditizi e in molti casi bisognosi di costosi investimenti di ristrutturazione. Si tratta di un patrimonio il cui valore stimato in 33 miliardi di euro, di cui la met (15 miliardi di euro) adibito a uffici, una larga parte relativo a caserme (oltre 13,7 miliardi il valore del parco immobiliare di propriet del ministero della Difesa) e di cui un'importante percentuale situata nei centro citt.
Difficile dire quale sar il timing di questa vasta operazione di cessione ai privati e quale sar l'ammontare del ricavato. Molte di queste propriet, oltre ad essere in uno stato decrepito, sono il pi delle volte occupate. Per cui chiaro che subiranno una riduzione di prezzo, rispetto al valore di mercato, compresa tra il 30 e il 50%. Alcune operazioni di "assaggio" (per un totale di circa 500 milioni) sono gi state portate a termine in alcuni centri citt, con risultati soddisfacenti.
L'obiettivo del Governo duplice: fare cassa, ma nello stesso tempo disfarsi di un parco immobiliare che costa molto e rende poco. Basti considerare che ogni anno sono ben 2 miliardi gli euro che vengono stanziati per lavori di ristrutturazione nelle propriet pubbliche (esclusi naturalmente i monumenti) e che dai 137mila appartamenti affittati ai funzionari statali si sono ricavati nel 2004 solo 300 milioni di euro, rispetto a un valore di mercato che dovrebbe superare gli 1,4 miliardi di euro.
Come a dire che siamo di fronte a un vero e proprio spreco di danaro pubblico che deve cessare, in modo da essere riallocato in settori pi redditizi per il futuro del Paese. Una lotta contro gli sprechi (ad esempio le 142mila auto blu a disposizione dei ministeri verranno fortemente ridotte) che diventata per l'attuale Governo una priorit assoluta, tenuto conto del fatto che il peso dello Stato (le spese della funzione pubblica rappresentano il 44% del totale di bilancio e il 68% del disavanzo) troppo oneroso e non soprattutto pi sostenibile. Per questo le privatizzazioni sono diventate all'ordine del giorno, cos come la decentralizzazione di alcune competenze (ad esempio strade, scuole, ospedali), dallo Stato alle autorit locali, e si resa necessaria una riduzione consistente del numero degli addetti occupati nella funzione pubblica (un "esercito" di oltre 5 milione di persone).
Come gi sottolineato in precedenza, il disavanzo pubblico 2005 della Francia, anzich passare sotto la barra del 3%, dovrebbe avvicinarsi al 3,6% del 2004. Una situazione inaccettabile che si accompagna a un indebitamento ormai vicino al 65% del Pil e i cui interessi superano ormai l'ammontare delle entrate fiscali da lavoro. Quanto basta perch in preparazione del bilancio 2006 (che verr reso noto nei dettagli verso la met di settembre) il ministro dell'Economia Thierry Breton abbia imposto ai suoi colleghi di Governo di stringersi la cintura. L'anno prossimo l'aumento delle spese non superer infatti quello dell'inflazione, mentre i contribuenti dovranno rassegnarsi, perch non ci sar alcuna riduzione nelle imposte. Semplicemente perch lo Stato non pu permetterselo.


MICHELE CALCATERRA





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