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Verona lancia il progetto-City
Claudio Pasqualetto
IL SOLE 24 ORE, FINANZA E MERCATI 26-08-2005


Le principali istituzioni finanziarie della citt veneta creano una societ per lo sviluppo di un distretto finanziario
Dietro l'iniziativa la Fondazione CariVerona, Banco Popolare di Verona e Novara e Cattolica assicurazioni - La cittadella della finanza occuper 59mila mq


VERONA - L'idea stata trasferita sulla carta bollata di un rogito notarile nei giorni scorsi e, tempo un mese, nascer la societ che dovr gestirne la realizzazione.

Verona si appresta a costruire una City finanziaria che non nasconde l'intenzione di far concorrenza alla storica piazza milanese in virt di una qualit della vita e dei servizi decisamente migliore, poggiando anche sulla forte vocazione internazionale della citt.
Dietro al progetto c' la regia generale della Fondazione CariVerona ma c' anche l'adesione convinta di due partner del calibro del Banco popolare di Verona e Novara e della Cattolica di assicurazioni .

Obiettivi e strategie sono diversi, anche se la "squadra" si muove unita per uno sviluppo globale della citt: la Fondazione guidata da Paolo Biasi punta ad un investimento immobiliare che produca reddito, Banco e Cattolica vogliono invece concentrare nella City servizi sparsi in troppe sedi, razionalizzando l'attivit. Scontato l'auspicio che, con tali vicini di casa, altre istituzioni finanziarie, anche internazionali, scelgano questa nuova collocazione.

L'idea nasce da lontano, da una grande partita di scambio di immobili storici fra Comune e Fondazione ancora parzialmente in fieri che per si rapidamente chiusa su due aree decisamente ben collocate: di fronte alla Fiera ed a poche centinaia di metri dall'autostrada.

Le aree ospitavano rispettivamente i magazzini generali e l'ex mercato ortofrutticolo. La prima stata acquistata dalla Fondazione un paio d'anni fa per 16 milioni di euro, supera i 100.000 metri quadrati complessivi e circa la met sono coperti da edifici riconosciuti come archeologia industriale.

Diventeranno il polmone culturale della citt con sale di esposizione, la nuova sede dell'Accademia di belle arti, musei, centri polivalenti. L'investimento totale per la Fondazione non ancora stato quantificato ma dovrebbe avvicinarsi ai 150 milioni.

Tempi rapidi, perch l'appeal forte, sono previsti invece per la City finanziaria che andr ad occupare i 59.000 metri quadrati dell'ex ortofrutticolo. Il rogito tra Comune e Fondazione stato sottoscritto per un valore di 33 milioni, oltre ad 11 milioni di oneri di urbanizzazione. Entro settembre Fondazione, Banco popolare e Cattolica daranno vita ad una newco che gestir l'intera operazione. Le condizioni sono gi state fissate : struttura snella, quote paritetiche, presidenza a rotazione. Bisogna decidere rapidamente a chi affidare la progettazione dei 63.000 metri quadrati calpestabili della cittadella della finanza e procedere agli appalti. La stima dell'investimento si aggira sui 200 milioni complessivi ma non si possono fare passi falsi perch se entro 5 anni la City non sar realizzata il Comune potr riacquisire l'area.
Nel nuovo quartiere finanziario dovrebbero andare lavorare circa duemila persone, ma se funzioner non mancano certo gli spazi di espansione.
A Verona c' un altro grande progetto cui si sta lavorando e che potrebbe in qualche modo saldare il conto con una cittadinanza che ha mostrato qualche perplessit per questo 'innesto'. L'idea maturata in Curia dove il Vescovo Flavio Carraro vorrebbe trasformare la grandissima area di San Massimo, sede un Seminario inutilizzato, in una sorta di polo sociale, un nuovo quartiere da costruire attorno agli anziani, alle loro necessit ma soprattutto al contributo vitale che possono ancora dare. Il progetto, assolutamente innovativo nei contenuti, al momento coperto da una certa riservatezza in quanto dovrebbe essere presentato al Papa in occasione del Congresso eucaristico che si svolger il prossimo anno proprio nella citt scaligera.
Viste le frequentazioni veronesi difficile dubitare che l'architettura finanziaria possa essere sostanzialmente diversa rispetto ai tre 'attori' della City. E se, riguardo al progetto gi partito, la Fondazione a questo punto in qualche modo privilegiata dovendo operare solo un investimento patrimoniale, per Banco popolare e Cattolica c' da ritoccare il piano industriale almeno per la parte della logistica e bisogner affrontare una trattativa sindacale. I due soggetti interessati al momento non scoprono le carte, ma l'esito delle loro scelte sar fondamentale per fare della City veronese un vero polo finanziario piuttosto che un grigio concentrato di uffici assicurativi e di credito.


CLAUDIO PASQUALETTO




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