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Lo Stato finanzia, il pubblico boccia
Michele Anselmi
il Giornale 29-AGO-2005

Al regista Claudio Fragasso saranno fischiate le orecchie. Del suo nuovo film Concorso di colpa, uscito venerd, Maurizio Porro scrive sul Corriere della Sera: II vero concorso di colpa quello della commissione di esperti governativi che ha concesso il denaro pubblico giudicando meritevole un'agghiacciante sceneggiatura di Rossella Drudi. Tutto inverosimile, qualunquista, pieno di luoghi comuni, con molesti agganci alla realt.
Il concetto fa il paio con quanto un altro recensore, Adriano Ercolani, ha consegnato a un sito Internet specializzato: A modo suo, Concorso di colpa potrebbe entrare di diritto nella storia recente del cinema italiano: si tratta, infatti, del pi imbarazzante film finanziato dal ministero dei Beni culturali nel nuovo millennio. Purtroppo hanno ragione entrambi. Pronto da quasi due anni, il film - un poliziesco che si muove tra l'oggi e gli anni di piombo, miscelando sensi di colpa, omicidi politici, fanatismo ideologico e contestazione no-global - indifendibile da ogni punto di vista; e la presenza del redivivo Francesco Nuti in chiave drammatica, dopo la lunga impasse legata a problemi di depressione, non aiuta granch, anzi.
Dice: non tutte le ciambelle riescono col buco, specie al cinema. Certo, ma qui in ballo anche una discreta cifretta sborsata dallo Stato secondo i dettami della vecchia legge: ali'incirca 2 milioni e mezzo di euro. Non che Concorso di colpa sia caso isolato, intendiamoci. Negli ultimi tre mesi sono usciti parecchi film rimasti congelati: nati male, senza distribuzione, eppure generosamente finanziati fino all'80 per cento del budget dalle commissioni - di centrosinistra e di centrodestra - che si sono succedute a via della Ferratella prima della riforma Urbani del 2004. Qualche titolo? E ridendo l'uccise di Florestano Vancini (3 milioni di euro), Fratella e sorello di Sergio Citt (2 milioni di euro), La porta delle sette stelle di Pasquale Pozzessere (3 milioni di euro), A luci spente di Maurizio Ponzi (2 milioni).
Ora, al di l degli incassi lillipuziani in buona misura prevedibili con l'aria che tira, ci si chiede: possibile che i vari esperti chiamati a esprimere il loro parere sulla qualit delle sceneggiature non si siano mai accorti di nulla, cos aprendo di fatto la via al corposo finanziamento? Ha ragione Porro. Trovai spaventoso il copione di Concorso di colpa, si capiva a occhio che non doveva diventare un film e infatti votai contro insieme a Carlo di Carlo rievoca Giovanna Gagliardo, commissaria nel biennio 2002-2003. Poi cosa accadde? Gli altri membri della commissione lo fecero passare a maggioranza, sostenendo che bisognava rilanciare il film di genere. In questo caso, il noir. Ma non con una teoria che si reinventano i generi. Servono registi, sceneggiatori, tecnici.
Conferma Claudio Sorrentino, voce di Mei Gibson e
John Travolta, a lungo esperto ministeriale prima d'essere ingaggiato come consulente personale per il cinema dal ministro Buttiglione. A me parve una sceneggiatura ben fatta. Prima si facevano fimi solo a Cuba o sotto gli alberelli. Cos, insieme ad altri, pensai fosse giusto dar credito a Fragasso. Veniva da un grande successo di pubblico come Palermo-Milano solo andata, la storia camminava, l'intrigo politico si sposava a un clima di suspense, e poi c'era il ritorno di Nuti dopo tante traversie. Abbiamo sbagliato? Forse. Sono a disposizione per essere fucilato da Porro. Ma vorrei ricordare che una bella sceneggiatura non basta, da sola, a fare un bel film. Domanda: lei l'ha visto, finito, Concorso di colpa? No. Ho chiesto per le cassette di tutti film da noi finanziati per farmi un'idea. Lo stesso, credo, dovrebbero fare i colleghi della commissione precedente, quando governava il centrosinistra.
In effetti, i sopra menzionati film di Ponzi, Pozzessere, Citt e Vancini risalgono alla stagione Melandri, quando in commissione sedeva il critico Callisto Cosulich. Il quale, sul tema, la pensa tranquillamente cos: Sono d'accordo con Andr Bazin, i film sono come la maionese, ogni tanto impazziscono. Per dire, insomma, che la semplice valutazione del copione non basta a garantire la bont del risultato. Nondimeno andato a vedere tutti i film che promosse. Anche se non ci si occupava della parte economica, volevo capire se avevamo visto giusto. Nessun pentimento? Parecchi. Senso 45 di Tinto Brass era una stupenda sceneggiatura, il film un disastro. Quanto ai titoli che mi cita, be', difendo E ridendo l'uccise e A luci spente, che trovo rispettabili. Mi ha deluso, invece, Laporta delle sette stelle. Cos ambizioso sulla carta, cos inconsistente sullo schermo.
Cosulich preferisce non parlare di soldi, ritenendo che il cinema d'autore vada comunque aiutato, sia pure riducendo la quota statale. Come poi accaduto con la legge Urbani. Aproposito della quale l'attuale responsabile della Direzione cinema, Ga-etano Blandirli, teorizza: Guardi, leggendo una sceneggiatura si pu sempre sbagliare. L'importante ridurre al minimo la percentuale di errori e mai sfondare il tetto di spesa. Per farlo abbiamo applicato il reference System anche alla commissione, puntando sulla professionalit dei suoi componenti. Infatti, bont delle nuove norme a parte, risulta che Gianni Boncompagni sia un gran esperto di cinema...



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