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Venezia. Materiali hi-tech salvano gli Scalzi. La facciata libera dopo cinque anni
Elisa Lorenzini
Corriere del Veneto 1/11/2018

Unica chiesa in marmo di Carrara. La sperimentazione con il Cnr

VENEZIA. Tutto è iniziato nel 2013: un frammento di una foglia di acanto si è staccata dalla facciata rischiando di colpire un passante. Subito la facciata della chiesa di Santa Maria di Nazareth, meglio cono-sciuta come Chiesa degli Scalzi, è stata messa in sicurezza con unimpalcatura provvisoria che poi è diventata definitiva. Il restauro a causa delle drammatiche condizioni di degrado della facciata è durato 4 anni ma entro la fine della settimana prossima la facciata tornerà libera. La superficie è stata oggetto di un intervento sperimentale realizzato in collaborazione con il Cnr di Firenze ed è costata un milione di euro finanziata in parte con le pubblicità, in parte dai Carmelitani e in parte grazie a un bando della Regione Veneto. La chiesa della metà del XVII secolo (il progetto è del Longhena) ha la facciata (di Giusepe Sardi) in marmo di Carrara, unica in tutta la città. Si tratta di un materiale fragile e inadatto a essere esposto alle intemperie e agli sbalzi di temperatura. In più soffre la salsedine. Infatti appena 40 anni dalla costruzione è stato necessario un primo intervento. I restauri si sono susseguiti: tre volte ogni secolo è necessario metterci le mani. Nel 1978 lUnesco ha lanciato una campagna di raccolta fondi per finanziare nuovi interventi dopo la caduta del braccio di una statua. Lultimo è del 1998 ma non è bastato. Analizzando la facciata ci siamo resi conto che il materiale era gravemente compromesso per uno spessore che raggiungeva anche i 12 centimetri spiega Ilaria Forti, larchitetto che ha seguito i lavori assieme a Giorgio Forti per questo ci siamo rivolti al Cnr di Firenze. Lobiettivo era cercare di risolvere la friabilità del materiale. I ricercatori dellIstituto di Geoscienze guidati da Mara Camaiti hanno proposto innovative nanotecnologie e materiali inorganici che sono stati applicati per imbibizione e con impacchi per consolidare la pietra. I dettagli saranno raccontati in una pubblicazione e prima nella presentazione ufficiale dei restauri che padre Piero Rizzo dei Carmelitani Scalzi sta organizzando per dicembre. Al restauro, che ha riguardato elementi lapidei, mensole, decorazioni, hanno lavorato i restauratori della Vergani Restauro e della Trevi Restauro, la Faggion srl, Daniele Comelato, Andrea Bertoldini per la carpenteria. E ancora lingegner Mario Pagan De Paganis per le questioni strutturali e larchitetto Nicola Picco. Il tutto in collaborazione con la Soprintendenza e lattenta partecipazione dei Carmelitani Scalzi che hanno seguito con passione il progredire dei lavori. Si stima che la facciata così consolidata duri almeno 20 anni. Stiamo predisponendo un piano di monitoraggio con restauratori climbing aggiunge Forti dovranno schedare i punti che abbiamo individuato essere i più critici per monitorare eventuali nuovi fenomeni di degrado.




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