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FERRARA - La città che cambia. In Castello lampliamento della Pinacoteca Intervento di 7 milioni per creare gli spazi
di Gian Pietro Zerbini
12 luglio 2018 LA NUOVA FERRARA



Il progetto è stato integrato con quello del restauro antisismico. Opere darte e percorsi anche nel secondo piano


Il Castello Estense ospiterà lampliamento della Pinacoteca nazionale, la cui sede e il percorso espositivo continueranno ad essere al piano nobile di Palazzo Diamanti.



Il progetto si è reso fattibile grazie ad un finanziamento arrivato dal ministero dei beni culturali, per un importo di circa 7 milioni, finalizzato a realizzare un ampliamento della Pinacoteca Nazionale allinterno del Castello.

È già stato individuato, con il via libera anche della sovrintendenza, lo spazio dove ospitare questa prolungamento della Pinacoteca. Il secondo piano del Castello sarà diviso infatti tra spazi da adibire alla Provincia, proprietaria dellimmobile, per lamministrazione e luso istituzionale, mentre buona parte sarà data in gestione alle Gallerie Estensi che avranno la possibilità di utilizzare, stanze e corridoi del secondo piano per trasformarli in locali espositivi, laboratori, attività legate allarte e alle esigenze della Pinacoteca Nazionale. Nuovi spazi espositivi quindi aperti al pubblico che già con lallestimento del piano nobile, attualmente in gestione allamministrazione Comunale, offre costantemente dal 30 gennaio 2015 delle esposizioni darte. Ora cè quella della Collezione Cavallini-Sgarbi in esposizione fino a settembre.



Il Castello estense aveva già un progetto di restauro per il secondo piano, con un rinforzo delle pareti murarie e il consolidamento dei soffitti. Oltre a questo è già in programma anche larticolato lavoro di restauro degli affreschi, andati danneggiate con il sisma e in alcuni casi ancora con i cerotti per evitare lallargamento delle fessurazioni in pareti e soffitti. Il progetto originario di ristrutturazione post sisma era già stato finanziato con un intervento della Regione per 7 milioni di euro. Ora con i fondi del ministero per consentire lampliamento della Pinacoteca, si raddoppia e il bugdet per effettuare i lavori sale a 14 milioni. A questo punto è già avviato il progetto in grado di assemblare le due finalità: da un lato il recupero strutturale e dallaltro creare gli spazi per ospitare le attività della Pinacoteca Nazionale. Un progetto che renderà ancora più bello il principale monumento cittadino. Non si dovrà partire da zero con i tecnici dellamministrazione provinciale che hanno le idee ben chiare anche perché una consistente parte dei lavori da effettuare era già stata programmata. Saranno necessarie ovviamente alcune modifiche e integrazioni, alla luce della decisione di ospitare la Pinacoteca. Questo nuovo progetto complessivo consentirà di intervenire in maniera omogenea e diffusa su tutto ledificio storico. Ovviamente con questa integrazione i tempi per la realizzazione si allungano, ma i finanziamenti arrivati sono unoccasione troppo ghiotta da lasciarsi scappare per cui si è già al lavoro in modo da accelerare i tempi.



I lavori per realizzare il progetto partiranno il prossimo anno. Un tempo necessario in questi mesi per preparare e finalizzare tutta la parte burocratica e avviare le procedure per aprire il cantiere e avviare il restauro. Sono quindi assicurati i fuochi dartificio di Capodanno, nel tradizionale spettacolo pirotecnico cittadino chiamato lincendio del castello.



Il nuovo progetto dovrà avere anche tutti i requisiti tecnici sul piano della sicurezza, visto che i nuovi spazi che verranno dati in gestione alla Pinacoteca Nazionale ospiteranno delle opere darte e dei quadri preziosi che devono essere tutelati. È obbligatorio anche il rilascio di certificazioni da parte dei vigili del fuoco. Previste anche ladeguamento delle vie duscita e di tutte norme di sicurezza che impone la costituzione di un nuovo museo aperto al pubblico. La sicurezza, come dicono i tecnici del progetto, viene prima di tutto. Poi una volta avviato il cantiere ci sarà una lunga corsa per mettere definitivamente la parola fine a questo lungo lavoro di restauro iniziato dopo il devastante sisma che aveva anche distrutto la Torre dei Leoni. Si profila la conclusione nei primi anni Venti.



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