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Bari. Il deserto turistico della stazione. In vetrina cè solo lUmbria
Francesco Petruzzelli
Corriere del Mezzogiorno - Puglia 3/6/2018

Bari. Nella saga dei paradossi spunta persino il cartellone promozionale, collocato in bella mostra davanti agli ingressi della stazione centrale. Forse con le suggestive immagini della Puglia? No, dellUmbria e della sua emozione unica. Quasi che Perugia e dintorni siano a una manciata di chilometri da qui. Qui, piazza Moro, Bari, enclave non di Spoleto, ma della mancata accoglienza turistica. In un crescendo di ostacoli, scarsa informazione e disorientamento. Con ununica certezza: qualunque visitatore alla prima richiesta di informazioni si sentirà rispondere che per andare da San Nicola devi sempre proseguire dritto. Nulla più. Perché allombra della stazione centrale capita anche questo: non cè un solo cartello o totem che indichi i percorsi per i maggiori punti di interesse, anche per quelli più vicini come Ateneo, teatro Petruzzelli e Camera di Commercio. Né tantomeno come raggiungerli.

Nel primo weekend di giugno la Bari che tenta di diventare internazionale, turistica, porta verso lOriente e tanto altro ancora, si presenta così, con il suo salotto malconcio, quello che ogni viaggiatore percorre obbligatoriamente una volta sbucato dal sottopasso ferroviario. Così malconcio che per il classico Benvenuti a Bari lapposito spazio dedicato, che svetta sul capolinea Amtab, preferisce la pubblicità di uno spaghetto biologico (nemmeno dellorecchietta) a una bella e panoramica immagine della città. Con buona pace della già archiviata campagna marketing del Comune, costata 57mila euro e targata Bari Never Ends, con la forma delle lettere che dovevano rievocare la Basilica, il lungomare, la focaccia, il panzerotto e il ponte Adriatico. Ma di vetrofanie, cartelloni 6x3, pensiline brandizzate e gadget con quel marchio, a distanza di più di un anno, nessuna traccia.

Cartelli e slogan a parte, il percorso urbano del viaggiatore inizia nella confusione. Anche solo per sapere quale sia la stazione per Lecce o quella per Matera (tra le richieste più gettonate). Lunico punto di approdo resta il piccolo infopoint turistico (di Aci Club e non del circuito di PugliaPromozione) dove per mappe e indicazioni bisogna però fare i conti con le aperture in stile ufficio postale, dettate dallesiguità di personale e da ragioni di sicurezza vista linvivibilità serale della piazza. Si può quindi essere turisti dal lunedì al venerdì, sino alle ore 19, e il sabato ma solo al mattino. Nulla da fare invece la domenica, quasi nellerrata convinzione che visitare una città sia roba da giorni feriali. Meglio se a i piedi e senza mezzi pubblici e alternativi perché qui bike sharing, car sharing, biglietto elettronico, tariffe fisse dei taxi (come promesse dal Comune) e a prova di furbetti sono parole ormai subito cancellate dal dizionario della perfetta città turistica.

Sul lato destro della piazza non sfugge il cimitero delle postazioni di bike sharing, rimaste lì, arrugginite e consumate da degrado e incuria in attesa di privati e di sponsor mai arrivati dopo il disimpegno di Amtab. Noleggiare una bici è possibile in corso Italia nei locali delle Ferrovie Appulo Lucane destinati alla Velostazione, ma lapertura non è costante, tanto da indirizzare i turisti amanti dei pedali verso laltra sede, quella di Bari vecchia. Praticamente dallaltra parte del centro. Dalle due alle quattro ruote lo scenario dei mancati servizi non cambia.

Sparita ormai la postazione Aci del car sharing, non resta che il servizio del trasporto pubblico locale. Tra orari illeggibili e paline con una mera lenzuolata di fermate indicanti strade, vie e piazze. Che dicono qualcosa ai baresi, ma nulla ai visitatori in cerca di punti di interesse. In nessun percorso infatti appare, ad esempio, litorale o lindicazione Fiera del Levante, sostituita dalla più generica denominazione lungomare Starita. E che al turista, di qualunque nazionalità, non dice nulla. Nemmeno cercandola sul telefonino perché il segnale del wi-fi pubblico e gratuito in piazza Moro non sempre è garantito.




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