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I girasoli appassiscono. Il giallo di Van Gogh a rischio
Stefano Bucci
Corriere della Sera 2/6/2018

I conservatori del museo di Amsterdam: sta diventando marrone


Nel marzo del 1987 erano bastati appena 4 minuti (4 minuti e 20 secondi per lesattezza) perché uno dei Girasoli di Vincent Van Gogh, tra i soggetti preferiti dellartista, dipinti in due serie tra il 1888 e il 1989, tra Parigi e Arles, andasse venduto, da Christies a Londra, per circa 50 miliardi di lire (un record per lepoca). Una fantastica tavolozza di gialli, quella dei Girasoli di Van Gogh, che finisce regolarmente per conquistare molti dei 2.260.000 visitatori (annuali) del Van Gogh Museum di Amsterdam(lo stesso museo accoglie in collezione ben nove versioni di girasoli, come natura-morta o in una veduta, come dipinto o disegno). Una galleria di gialli che oggi è dispersa tra le variazioni ospitate al Met di New York, al Kunstmuseum di Berna, alla Neue Pinakothek di Berlino, alla National Gallery di Londra, al museo di Filadelfia, al Kröller-Müller Museum di Otterlo, al Sompo Japan Museum di Tokyo.

Logico, dunque, che abbia fatto scalpore lannuncio dello stesso Van Gogh Museum (200 dipinti e 400 disegni in collezione) che quel famoso giallo dei Girasoli sia in pericolo e che possa altrettanto pericolosamente virare/scolorire verso il marrone, un marrone-oliva certo meno stupefacente del colore simbolo di Van Gogh.

La notizia, che circolava da tempo tra i tecnici, sarebbe stata ora ulteriormente confermata grazie a una mappatura chimica della tela eseguita, sezione per sezione, con una nuova tecnica di raggi-x. Così i conservatori del Van Gogh Museum hanno potuto rilevare un possibile appassimento dei Girasoli, per il momento (comunque) non visibile a occhio nudo. Che riguarderebbe lo sfondo e una parte dei petali; al sicuro sarebbe larancio, ma non il verde e il rosso tenue che compongono il mosaico cromatico dei Girasoli (Non siamo in grado di prevedere quanto e quando potrebbero mutare).

Tutta colpa, sembra, della scelta di Van Gogh di utilizzate due diverse miscele di giallo, una delle quali di qualità evidentemente peggiore o, più precisamente, più instabile alla luce. Un fenomeno che spiega la direttrice della collezione Marije Vellekoop stiamo monitorando, cercando possibili soluzioni.

Marco Ciatti, soprintendente dellOpificio delle Pietre dure di Firenze, conosce bene il fenomeno: Non è una novità, questa fragilità del giallo di Van Gogh, come del giallo di altri pittori suoi contemporanei, impressionisti e non. Tutta colpa dei pigmenti industriali che quei pittori cominciavano a usare, colori meno costosi e più facili da reperire, ma che per inesperienza sarebbero stati usati in maniera non adeguata. Possibili soluzioni? Un microclima giusto e una vetrina capace di bloccare la componente ultravioletta della luce spiega ancora Ciatti , quella che potrebbe, con il calore, scatenare lappassimento. Il calore e la luce, dunque: proprio come in natura.



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