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Pompei. Il primo calco di un cavallo con gli scavi di una villa suburbana
Oscar De Simone
http://www.nationalgeographic.it/mondo-antico/2018/05/10/news/pompei_primo_calco_di_cavallo_con_gli_

I resti equini sono stati trovati nella stalla di una residenza agricola, oltre Porta di Nola, dalla quale sono emersi anche diversi manufatti e, nelle immediate vicinanze, una tomba posteriore all'eruzione del 79 d.C.

Il sito archeologico di Pompei continua a lasciare a bocca aperta studiosi ed appassionati di archeologia. Scoperte sempre più numerose stanno venendo alla luce restituendo al mondo importanti testimonianze e manufatti, che permettono di ricostruire, ancora più nel dettaglio, le ultime ore di vita del sito romano più famoso al mondo.

Tra gli ambienti, individuati in un'area dove erano stati intercettati cunicoli di scavi clandestini, è emersa un'intera stalla con resti equini dove, per la prima volta, è stata trovata una sagoma integra di cavallo che ha consentito di ottenere un calco. La sorprendente scoperta è stata presentata oggi dal direttore generale del Parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna.

La stalla era attinente ad una grande villa suburbana, situata 700 metri a Nord-ovest dalle mura della città, nell'area di Civita Giuliana, che si scava dall'agosto scorso. Nel sito sono stati rinvenuti anche reperti appartenenti alla vita quotidiana romana come anfore, utensili da cucina e parte di un letto in legno, di cui è stato possibile realizzare il calco.

La tecnica dei calchi ha anche consentito agli archeologi a lavoro di identificare ciò che rimane di una mangiatoia e di un cavallo che - nel corso dell'eruzione - non ebbe modo di allontanarsi. L'animale poggia sul suo fianco sinistro, ma gli arti risultano sconvolti dall'attività recente di "tombaroli" ancora attivi in zona, individuati e bloccati dai militari dell'Arma dei Carabinieri. I resti scheletrici ancora visibili mostrano una buona ossificazione (segno dell'età adulta dell'animale), anche se si attende l'esame radiologico per avere informazioni certe rispetto al suo stato di salute.

Neanche l'attribuzione alla specie sembra essere ancora certa, anche se ad una prima analisi - attraverso una sommaria misurazione morfologica - sembrerebbe appartenere ad Equus Caballus. Teoria supportata anche dall'esame autoptico dell'impronta al suolo del suo orecchio. L'animale mostra un'altezza al garrese di circa 150 centimetri, dimensioni considerevoli considerando che i cavalli risalenti a quel periodo erano di taglia ridotta rispetto a quelli attuali.

L'animale presenta inoltre anche ai bordi del cranio finimenti in ferro con piccole borchie in bronzo che suggerirebbero la sua appartenenza ad una categoria "nobile", come descritto da Columella nel De Re Rustica: "Vi era una razza più nobile, che offriva cavalli per i giochi del circo e per le gare".

Nella stalla sono presenti altri resti di equidi, tra cui due arti ancora coperti. "Aspettiamo di capire cos'altro c'è in quest'ambiente - ha spiegato il direttore del parco archeologico, Massimo Osanna - e andrà a completare questa scoperta eccezionale".

All'altezza del muro meridionale dell'edificio è tornata alla luce una tomba a cassa di tegole di età imperiale (di un periodo compreso tra l'eruzione del 79 d.C. e il III secolo). Conteneva i resti di un individuo sepolto, alto sui 175 centimetri e di età probabilmente compresa tra 40 e 55 anni. "All'interno della tomba non è presente alcun corredo - precisa Osanna - ma solo un chiodo, che simboleggia la permanenza del defunto nell'aldilà e l'impossibilità di tornare nel mondo dei vivi".

Gli scavi procedono parallelamente alle indagini della procura di Torre Annunziata che, con gli investigatori del locale Comando dei Carabinieri e con il Nucleo tutela patrimonio culturale di Napoli, aveva scoperto attività illecite che proseguivano da decenni. In particolare, erano stati scavati cunicoli clandestini, che hanno danneggiato muri e intonaci della villa, utilizzati probabilmente per trafugare oggetti di valore.
La zona era stata già indagata una prima volta nel 1907, portando alla luce 15 ambienti della parte residenziale e produttiva dell'edificio. Una parte dei setti murari era invece emersa durante una fase di scavo del 1955.

Grazie al lavoro degli ultimi mesi, è stato possibile individuare meglio le due parti e gli ambienti interni. Il settore residenziale si articola intorno a un peristilio a pianta rettangolare, con un porticato sorretto da colonne in muratura, mentre sul lato occidentale è presente un criptoportico coperto da una terrazza. Nel settore produttivo c'era sicuramente un torcularium (ambiente dove avveniva la pigiatura del vino), una cella vinaria, e aree destinate allo stoccaggio delle derrate agricole.(10 maggio 2018)



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