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Roma. Palazzo Nardini, laffare è fatto
Lorenzo DAlbergo
Repubblica-Roma, 02/03/2018

Venduto ledificio di via del Governo vecchio che nel Quattrocento fu sede del Governatore e poi Casa delle donne


Visto, piaciuto e acquistato. Palazzo Nardini, fino al 700 dimora del Governatorato e poi sino alla metà degli anni 80 storica sede della Casa delle Donne, non è più cosa pubblica.
Il gigante in via del Governo vecchio, andato allasta a gennaio per 18 milioni di euro, è stato venduto al miglior offerente dallIce, lagenzia per la promozione allestero e linternazionalizzazione delle imprese italiane.
Per ora bocche cucite sullacquirente dallInvimit, la società completamente partecipata dal Mef che si è occupata della gestione dellimmobile di proprietà della Regione.
Ma tra i residenti del centro non si parla daltro: Da quello che sappiamo spiega Gaia Pallottino, coordinatrice dei comitati degli abitanti della città storica diventerà un hotel di lusso. Da dimora del cardinal Stefano Nardini, primo governatore di Roma per incarico di Sisto IV, a resort a cinque stelle.
Anche se oggi ai passanti e ai turisti il palazzo di epoca rinascimentale mostra il suo lato peggiore, a partire dalla facciata rosicchiata dallumidità e con le finestre distrutte dalle intemperie. Poi ci sono i 5.650 metri quadrati interni. Conservati con più cura, certo. Ma comunque bisognosi di qualcosa in più di una rinfrescata. Sotto tutela del Mibact, ora palazzo Nardini si appresta dunque a cambiare identità.
Il cortile interno potrebbe diventare un grosso parcheggio e il portone larea di vigilanza di compostissimi concierge. Proprio nel cuore del centro storico, a due passi da piazza Navona e dal Pantheon. Insomma, con i suoi tre piani e le torrette da riadattare a suite con vista, appare un affare sicuro.
Chiara la posizione dei residenti del centro storico, che in via del Governo vecchio avrebbero preferito assistere allapertura di uno spazio per scopi culturali da gestire allinterno di uno spazio totalmente pubblico. Ma la Regione ha spiegato di aver provato in ogni modo a salvare lo stabile e la sua destinazione: le ipotesi di valorizzazione studiate dal Mibact sono rimaste solo su carta e nessun soggetto pubblico ha bussato alla Pisana con un progetto.
A quel punto la giunta Zingaretti ha ritenuto di agire di conseguenza, affidando palazzo Nardini al fondo i- 3 di Invimit per fermarne la deriva. Adesso, però, cè lufficialità: laffare è concluso. In centro sta per arrivare un altro albergo. O, ben che vada azzardano i residenti una serie di appartamenti di lusso per i fortunati che potranno approfittarne.



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