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Villa Serena, una partita tra Tar e Belle Arti
Libertà, 11 agosto 2005

«L'ispettore boccerà il passaggio della strada»
Sgarbi: territorio agricolo da tenere integro, Rezzi l'ha capito
A dirsi certo dell'opinione pro-vincolo maturata dall'ispettore ministeriale Stefano Rezzi è Vittorio Sgarbi. L'onorevole e critico d'arte che in questi giorni si è distinto come strenuo paladino della "difesa" di villa Serena dalla bretella della tangenziale, nell'annotare la «serietà» di Rezzi, riferisce come l'ispettore dei Beni culturali, recandosi l'altro ieri a Piacenza, abbia «osservato che le ragioni del vincolo non sono solo nella mappe catastali napoleoniche, ma nel fatto che una zona agricola» quale quella della Veggioletta «vada conservata nella sua integrità». «L'unicità di quella porzione di territorio», insiste Sgarbi, «è la memoria storica di Piacenza, di un'epoca di archeologia agricola per così dire». Sul sopralluogo a villa Serena di Rezzi è intervenuto anche il consigliere comunale Antonio Levoni (gruppo misto) che in una nota censura il fatto che «ad attendere i funzionati dello Stato» (oltre all'ispettore ministeriale anche il sovrintendente regionale Maddalena Ragni e quello provinciale Luciano Serchia) ci fossero «solo alcuni dirigenti comunali» e non il sindaco Roberto Reggi né alcun assessore. «Un modo per manifestare il loro dissenso dalle posizioni che recentemente ha assunto il ministero?», si chiede Levoni: ma anche un modo, aggiunge, «per evidenziare una palese presunzione insita nel dna della giunta».

Poca speranza da Roma per la bretella, la giunta conta più nel tribunale
Le bocche nel "Palazzo" restano cucite il giorno dopo il sopralluogo (martedì) a villa Serena dell'ispettore ministeriale Stefano Rezzi. L'aria che tira non è però delle migliori, l'impressione è che, presa conoscenza del sito e acquisita tutta la documentazione sottopostagli dalle controparti - il Comune da un lato, la proprietà dell'immobile dall'altro - l'emissario dei Beni culturali si appresti a scrivere sulla querelle piacentina una relazione favorevole al vincolo sullo stradello di villa Serena, al divieto cioè di farvi passare (a 216 metri dai cancelli della settecentesca dimora della Veggioletta) la "famigerata" bretella chiamata a collegare la tangenziale sud a via Einaudi.
Un parere che, se fatto proprio dal comitato di settore del ministero, cui sulla vicenda spetta l'ultima parola e la cui riunione è fissata per il 9 settembre, significherebbe il de profundis per l'arteria viaria, almeno secondo l'indicazione progettuale prevista sin qui. Prevista peraltro su carte di elaborazione annosa e pluripartecipata, motivo per cui il sindaco Roberto Reggi non è disposto a rinunciare, o a rimettere mano, a un'opera ritenuta fondamentale per la viabilità urbana e il cui cantiere in questi giorni già si era messo in moto.
In Comune affilano le armi del diritto, pronti a impugnare tutto l'impugnabile. Alla sua avvocatura la giunta ha dato mandato di difendere l'ente «con ogni e più ampia facoltà di legge». Si è parlato di tre possibili ricorsi, ma per tirare le somme dell'offensiva giudiziaria occorre che il quadro degli atti emanati su villa Serena si assesti. Per ora è soltanto una la causa intrapresa da palazzo Mercanti. Con delibera del 3 agosto, davanti al Tar è stata impugnato l'avvio dell'iter per il vincolo (precisamente: "procedimento di dichiarazione di interesse culturale") dell'immobile comunicato il 29 luglio dalla Soprintendenza di Parma.
Sì tratta di «tutelare gli interessi e ì diritti del Comune di Piacenza, che sono quelli della collettività territoriale interessata alla realizzazione dell'opera pubblica». Così argomentala giunta, facendosi forte anche della sentenza con cui sempre il Tar di Parma, pochi giorni prima, aveva respinto uno dei due ricorsi della proprietà contro la bretella «motivando la propria decisione, tra l'altro, con il prevalere dell'interesse pubblico rispetto a quello privato».
E su questo primo fronte aperto dal Comune contro il vincolo su Villa Serena, il verdetto del Tar potrebbe arrivare il 6 settembre, a solo tre giorni dall'appuntamento clou al ministero dei Beni culturali.



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