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Moncalieri. Rivogliamo gli arredi del Castello
Massimo Massenzio
Corriere della Sera - Torino 26/2/2018

Moncalieri reclama quadri e mobili ora al Quirinale, Palazzo Madama e Stupinigi

Lacche cinesi al Quirinale, orologi a Palazzo Chiablese, mobili intarsiati nella Palazzina di caccia di Stupinigi. Sono solo alcuni degli arredi che, nel corso degli anni, sono stati trasferiti dal Castello di Moncalieri in altre residenze, sabaude e non solo. Gli elenchi sono ancora incompleti e gli storici sono al lavoro, ma lamministrazione comunale sogna di riportarne a casa almeno una parte.

Lacche cinesi al Quirinale, quadri a palazzo Madama,orologi alla Palazzina di Stupinigi: i tecnici del Comune al lavoro per censirli. Il rilancio passa anche da questo

Lacche cinesi al Quirinale, orologi a Palazzo Chiablese, mobili intarsiati nella Palazzina di caccia di Stupinigi. Sono solo alcuni degli arredi che, nel corso degli anni, sono stati trasferiti dal Castello di Moncalieri in altre residenze, sabaude e non solo. Gli elenchi sono ancora incompleti e gli storici sono al lavoro, ma lamministrazione comunale sogna di riportarne a casa almeno una parte.

Il nostro obiettivo è quello di sfruttare al massimo le potenzialità del Castello coordinandoci con tutti gli enti coinvolti confermano da Palazzo civico . Sappiamo che ci sono capolavori esposti in tutta Italia e, se ci fosse la possibilità, ci piacerebbe farli tornare a Moncalieri. Dopo lincendio del torrione e lo straordinario intervento di restauro che ha permesso la riapertura al pubblico, la seconda fase di sviluppo del nostro maniero, patrimonio Unesco, passa anche da questo.

Rintracciare cassettoni, specchiere, arazzi e tappeti non sarà facile anche perché nel Castello moncalierese, soprannominato il mobiliere di casa Savoia, è transitato un numero di arredi superiore a qualsiasi altra residenza sabauda. Le prime ricerche portano ai depositi di Palazzo Madama, a Torino, dove sono sicuramente custoditi alcuni mobili, mentre dipinti e orologi sono esposti in bella mostra nelle sale di rappresentanza di Palazzo Carignano e Palazzo Chiablese. Arrivano da Moncalieri anche le grandi tele della sala finale del Museo del Risorgimento, così come i ritratti dei principini, oggi nella Palazzina di caccia di Stupinigi assieme ai capolavori dellebanista torinese Pietro Piffetti. Molti ritratti della famiglia reale sono presenti anche a Racconigi, mentre le lacche dei gabinetti cinesi e due tele della sala da pranzo di Vittorio Emanuele II, secondo alcune ricostruzioni, potrebbero essere finite in qualche stanza del palazzo del Quirinale. Lelenco è ancora molto lungo e probabilmente ci sono arredi moncalieresi anche in Veneto, nella Villa Pisani di Stra, e addirittura a Bruxelles.

In attesa che i capolavori possano tornare a Moncalieri, il Comune ha deciso di prolungare per tutto il mese di febbraio ma anche nelle prime settimane di marzo le visite gratuite al Castello. La giunta ha stanziato altri 10 mila euro e i tour negli appartamenti reali coinvolgeranno anche le scolaresche.

Non mancano però le polemiche in arrivo dai banchi dellopposizione. In Consiglio comunale verrà discussa linterrogazione presentata da Lega, Fi e Fdi sul degrado in cui versa la settecentesca ghiacciaia di via Monfalcone, ai piedi delle mura del Castello: È un reperto storico, unico nel suo genere, costruita fuori terra e utilizzata dai macellai del borgo del centro storico attacca la minoranza . Si trova in un complesso privato, ma doveva essere adibita a uso pubblico già anni fa. È un peccato perché poteva essere inserita nel circuito turistico del Castello. Invece è tristemente transennata e utilizzata come deposito privato di materiali edili.




Il nostro obiettivo è quello di sfruttare al massimo le potenzialità del Castello coordinandoci con tutti gli enti coinvolti confermano da Palazzo civico . Sappiamo che ci sono capolavori esposti in tutta Italia e, se ci fosse la possibilità, ci piacerebbe farli tornare a Moncalieri. Rintracciare cassettoni, specchiere, arazzi e tappeti non sarà facile anche perché nel Castello moncalierese, soprannominato il mobiliere di casa Savoia, è transitato un numero di arredi superiore a qualsiasi altra residenza sabauda.



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