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Le notti bianche di Villa d'Este
Adelaide Pierucci
Corriere della Sera, 12 agosto 2005

A passeggio tra le fontane illuminate in un labirinto di siepi, grotte e ninfei

Viali di lecci e cipressi secolari, fieri e maestosi. Fontane imponenti, mille gorgheggi e zampilli, in mezzo a un labirinto di siepi, grotte e ninfei. Luci ed ombre. Di notte Villa d'Este ha un ingrediente in più: la magia dei chiaroscuri e del silenzio. Il cielo, in queste notti di stelle cadenti, sembra baciarla.
Le stelle dall'alto e i punti luce disseminati qua e là nel giardino: il resto è risucchiato dall' oscurità. Sotto i riflettori solo arte e natura. Più discreti i vigilanti, meno chiacchiericcio festoso dei turisti mordi e fuggì. C'è più intimità. La Fontana di Nettuno che, nell'oscurità, sembra la regina della Villa, si riflette e quasi si allunga sulle Peschiere sottostanti. Mentre la Fontana dell'Ovato, nel buio, pare avvolta da una tenda d'argento.
Così incanta Villa d'Este. Passeggiando tra gli alberi, affacciandosi da una loggia, lontano dal traffico e dai rumori, con guida o non, si torna nel passato di mezzo millennio, quando per il giardino si muoveva con i suoi ospiti il padrone di casa, il cardinale Ippolito d'Este, il ricchissimo mecenate che voleva diventare papa. Ma lo scenario, incantevole, all'improvviso, riesce a superare se stesso. Accade quando il silenzio viene rotto dal suono delle fontane. Davanti ad una fontana all'improvviso arriva una musica tardo-rinascimentale.
Quattro motivi, uno dietro l'altro. Ma non ci sono strumenti, non ci sono neanche musicisti di corte, né un moderno disco registrato. C'è l'acqua che scorre dentro la Fontana dell'Organo. Dal fiume Aniene si infila in un meccanismo complesso che innescandosi sprigiona note. Anche il viaggiatore pronto, anche chi sa che le fontane di Villa d'Este suonano, viene ca-lamitato. Per un po' si diventa spettatori di uno scenario unico al mondo. Ecco perché questo giardino assieme alla sua Villa rivestita completamente di affreschi e mosaici allegorici
qualche anno fa è finito nella lista dei monumenti protetti dall1 Unesco ed è anche il quarto monumento italiano.più visitato.
Ippolito d'Este, il cardinale che dava quasi per scontata la tiara papale, ne sarebbe orgoglioso. Questo è il suo riscatto, il suo segno nella storia. Secondogenito di Lucrezia Borgia, figlia di papa Alessandro VI, a dieci anni era già stato nominato arcivescovo di Milano. Così, alla quinta bocciatura in conclave, una volta incassata la nomina di governatore di Tivoli, schizzo dopo schizzo, si è fatto progettare dall'amico Pirro Ligorio una casa degna di un papa, una dimora che, nella sua ottica, doveva gareggiare con quella ideata secoli prima ai piedi di Tivoli dall'imperatore Adriano.
Era il 1560. Nasceva così la Villa delle Meraviglie: 51 fontane, 762 getti d'acqua, 64 cascatelle, un tripudio di alberi, arbusti, d'uva pizzutello, e di curiosità ben celate. Come la Fontana della Civetta. Che, con i suoi meccanismi idrici, rimessi a nuovo di recente, non solo suona alternando il canto di uccellini a quello più stridulo del rapace notturno con il grosso becco, ma travolge anche. Con lo «scherzo del cardinale». All'improvviso dal pavimento e dalle pareti del suo cortile partono schizzi d'acqua. Spruzzano e spariscono, rispruzzano e poi rispariscono. Chi sta in mezzo resta disorientato, risucchiato dalla complessità di un monumento altezzoso, ricco di storia, dinamico. E di notte incredibilmente romantico.


Sparse nel giardino ci sono anche le sculture di Pericle Fazzini
Non solo luci e fontane che suonano. In questi giorni a Villa d'Este c'è anche l'appuntamento con la grande scultura di Fazzini. La Villa ed il suo giardino delle meraviglie ospitano l'antologica che raccoglie 77 sculture e 44 disegni di Pericle Fazzini. I bronzi, in particolare, sono disseminati nel giardino sopra nicchie, loggette o tra i sentieri alberati. La mostra resterà aperta fino al 30 ottobre. L'ingresso di Villa d'Este, monumento di Tivoli, si trova a piazza Trento.
L'apertura serale è prevista il venerdì ed il sabato dalle 21 a mezzanotte, fino al 17 settembre. Il biglietto d'ingresso costa 9,50 euro, 6 ridotto. Audio-guida, 4 euro. Da annotare: la Fontana dell'Organo suona alle 22,30 e alle 23,30; la Fontana della Civetta alle 22 e alle 23. La Villa, di giorno, è aperta dal martedì al venerdì dalle 8.30 alle 19. Per informazioni o per le visite guidate, da prenotare qualche giorno prima, chiamare lo 0774.332920-199766166 (A. Pie.)



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