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Campi Flegrei, sogni di resurrezione fra tesori e degrado
Mario Baudino
La Stampa, 12 agosto 2005

UN'AREA STRAORDINARIA A NORD-OVEST DI NAPOLI

Se lo sport nazionale lanciare bottigliette e rifiuti, noi che ci possiamo fare? E' un sussurro di rabbia, cui segue la raccomandazione: niente nomi, per carit. Regola di agosto. I soprintendenti ai Beni archeologici sono in ferie, e gli altri a cascata, non sono autorizzati a rilasciare dichiarazioni.
Ma questa , in sintesi, la risposta che si ottiene avvicinando gli addetti ai lavori e mostrando loro il taccuino, dopo aver girato per gli imponenti siti disseminati nella zona dei Campi Flegrei, a nord-ovest di Napoli, tra Pozzuoli e Cuma, Baia, il lago Alterno, luoghi delle primissime colonie greche, luoghi mitici dove Virgilio fece sbarcare Ulisse atteso dalla Sibilla Cumana.
E' come un'altra Pompei, vastissima e per molti versi malnota, spesso nascosta da cortine di case sorte come funghi dagli anni Cinquanta, con decine di siti in qualche caso affidati a custodi onora-ri che, come avviene alla Piscina mirabile aprono i cancelli solo se non c' troppo da fare nella loro salumeria. Tesori straordinari tra le ferite del degrado.
Uno, il pi bello, visitabile solo il sabato e la domenica, ma per ragioni legate a un imponente cantiere di restauro. E' nel ventre di Pozzuoli: scavando nelle stratificazione dei secoli, sotto il Rione Terra svuotato dai bradisismo degli Anni Settanta e Ottanta, comparsa una citt romana su pi strati, quindi una serie di citt, dai greci fino all'et imperiale. Ora sono sotterranee, ma proprio il fatto di essersi riempite nella storia di detriti le ha conservate benissimo, proprio come l'eruzione ha fatto per la zona a Sud Est di Napoli. Qui si depositata l'eruzione della storia.
Si percorrono sull'antico selciato il cardo e il decumano, ci si affaccia nelle botteghe, nelle abitazioni, nei tem-pietti ancora affrescati, o nei bordelli dalle stanzette talmente anguste che in un primo tempo si era pensato fossero celle di prigione, ergastula. Si scopre anche un remoto caso di abuso edilizio : i muri con cui un fornaio sbarr la strada verso il tempio per allargare la propria botteghe. Chiss le risse.
Visitare questo mondo ora sotterraneo un'esperienza esaltante, anche se riservata a pochi: tra le sette e le ottocento persone al sabato e la domenica. Noi la facciamo guidati da un cicerone appassionato, l'assessore all'Ambiente di Pozzuoli, Antonio Buonaiuto. Fa parte di una giunta che ha ereditato un'impresa ciclopica: non solo i lavori di scavo e sistemazione archeologica, di cui responsabile la Soprintendenza, ma direttamente il rinnovamento del centro secentesco, che poi il coperchio di questo tesoro romano.
Si stanno restaurando tutti i palazzi abbandonati e in rovina, che saranno destinati in parte al Comune, alla Curia e per il resto ad attivit turistiche di alto livello. Hanno cominciato nel '93, le prime facciate gi brillano al sole, ma il cantiere richieder molto tempo, due legislature secondo Buonaiuto. Si tratta di ricostruire una piccola citt.
La Pozzuoli del futuro si sogna snodo turistico per tutta la costiera, verso Bagnoli da una parte e verso Ischia dall'altra. Ma intanto i visitatori dei Campi Flegrei arrancano, alla spicciolata, saltando dalla metropolitana a un bus, da un bus a un taxi, sperando che non sia di natura esoso o non lo diventi per la lentezza del traffico. ! Davanti al grande anfiteatro, fra i pi imponenti, qualcuno ci rimane particolarmente male quando gli spiegano che per motivi di sicurezza e per carenza di personale non possibile visitarlo liberamente, ma bisogna aspettare un giro guidato. Sotto, al livello del mare, c' il bellissimo tempio di Serapide, chiuso perch ci stanno lavorando.
Nell'attesa, si tenta un salto alle terme di Baia, imponente complesso d'epoca imperiale, e qui, nel Comune di Bacoli, la coppia di americani cui si accompagna casualmente il cronista riesce ad avere un'esperienza goethiana. Da Grand Tour, per intenderci, quando i giovani aristocratici del Nord venivano in Italia ad ammirare la poesia di rovine per cos dire incontaminate, ossia immerse nella natura selvaggia.
Le grandi terrazze delle terme sono infatti una distesa di sterpaglia. Erbacce dovunque, meno male che il biglietto dura due giorni, economico e da il diritto di visitare altri siti e musei. Sulle scalinate non mancano i mozziconi di sigaretta, le carte di qualche merendina. Intorno case, e anche all'interno dell'area degli scavi si nota un piccolo cantiere con betoniera, di incerta origine. Squallore e abbandono hanno un che di struggente e forse filosofico, soprattutto se si pensa che il bel museo nel castello aragonese, sempre di Baia, invece tenuto benissimo.
Nello spazio denominato Terme di Mercurio un enorme fico che cresce dall'alto in basso, a perpendicolo, con le radici infisse al culmine di una grande volta ad arco e le fronde a sfiorare il terreno, pare il simbolo del mondo alla rovescia.
Per arrivarci, tuttavia, bisogna faticare: non proprio come nella giungla, ma quasi. Qui i signori Bennet, gi piuttosto provati, sono incerti se entusiasmarsi per la situazione tra il bizzarro e l'assurdo o abbandonarsi allo sconforto. I giovani verdi di Napoli, invece, si sono indignati: hanno pubblicato una denuncia, con fotografie, chiedendosi se valga la pena di tenerle aperte al pubblico, queste bellezze.
Silvia Vacca, laureanda con una tesi sui Campi Flegrei, li ha percorsi in lungo e in largo. Ha scovato anche un po' di materassi buttati intorno all'anfiteatro romano di Pozzuoli. Oggi non ci sono pi, appartenevano all'ultima emergenza rifiuti, che qui si abbatte come un periodico temporale o un bradisismo.
L'abbiamo rischiata anche qualche giorno fa - mi racconta l'assessore Buonaiuto, anche lui, fra l'altro, esponente dei Verdi -. Pozzuoli risente come tutta l'area di Napoli di questo problema gravissimo. E quando si manifesta, non si salva nessuno. Nemmeno i monumenti.
Ma, aggiunge, noi cerchiamo in ogni modo di tenerli puliti. E' una citt difficile anche se prospera, con grandi centri di vendita all'ingrosso e la pi alta concentrazio-ne di ristoranti per abitante d'Europa, forse nel mondo. Siamo un centro residenziale molto ricercato e una gloria gastronomica, tutti vengono a mangiare qui. E' una bella risorsa, ma vuole anche dire una quantit di rifiuti.
D'accordo, ma il caso di buttarli nei monumenti? Il Comune non ha competenza sui siti archeologici e museali, ma sta avviando un accordo per potersi dedicare alla manutenzione di quelli minori e minimi, visto che ce n' un po' dappertutto. Sforzo titanico, strada lunga. Sempre la detective verde ha scovato, a Baia, persino dei bid. La grandezza convive col degrado, i progetti ambiziosi con una quotidianit difficile. A Pompei, certo, andata meglio, almeno non c' stata edilizia selvaggia.
L si rovesciano oltre due milioni di visitatori l'anno, qui, nei Campi Flegrei, saranno duecentomila, con fortissi-ma componente di gite scolastiche: in una delle zone pi ricche di storia e di capolavori che ci siano al mondo.
Forse lo snodo proprio a Pozzuoli, dove il Rione Terra attende il futuro, come una grande promessa. Se riescono a mantenerla, sar la resurrezione dei Campi Flegrei. In caso contrario, un posto in pi, bello comodo, dove dedicarsi allo sport nazionale.

SITI STORICI
Pozzuoli
E' la cittadina principale dei Campi Flegrei
Citt di grande interesse turistico e culturale/ di origine romana (Puteoli, piccoli pozzi}. Era pi importante e potente della vicina Neapolis, dovette la sua fortuna principalmente al f iorentissimo porto
Cuma
Venne fondata dagli abitanti di Pithecusae la vicina ischia
Divenne presto una citt fiorente e potente, celebre in seguito, quando decadde, soprattutto come luogo di culto, per la presenza dell'antro della Sibilla, la leggendaria sacerdotessa di Apollo
Baia
Trai luoghi di vacanza preferiti dagli antichi romani
Baia, in una magnifica insenatura del Golfo d Pozzuoli, era l'approdo della vicina Cuma, Ha un importante parco archeologico marino e numerosi monumenti: sale termali, edifici nobiliari, ville e templi



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