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Veneiza. San Marco, lavori con lo sponsor
Alberto Zorzi
Corriere del Veneto 14/2/2018

Via allimpermeabilizzazione dellingresso della Basilica. E studi sullintera piazza
Il Consorzio ne parlerà con Soprintendenza e Patriarcato. Nartece asciutto in 6 mes

VENEZIA. I commissari vorrebbero iniziare i lavori addirittura a fine febbraio, ma è più probabile che si slitti a marzo. Quel che è certo è che i lavori di impermeabilizzazione del nartece della Basilica di San Marco stanno per partire e il Consorzio Venezia Nuova sta pensando di raccogliere fondi con una sponsorizzazione per la durata dei cantieri, non prima di averne parlato con Soprintendenza e Patriarcato. Avanza intanto anche il progetto per lintera piazza.

Venezia. I commissari del Consorzio Venezia Nuova vogliono spingere sullacceleratore e inizierebbero i cantieri addirittura per fine mese. Difficile, perché di mezzo ci sono i tempi tecnici, ma quel che è certo è che ormai ci siamo. Entro fine marzo la Rossi Renzo Costruzioni, limpresa veneziana che è stata scelta per le opere civili, inizierà i lavori di impermeabilizzazione del nartece della Basilica di San Marco, cioè la parte allingresso che va sotto acqua anche con maree modeste, di 65-70 centimetri (quando il Mose si alzerebbe invece a 110). E il Cvn, nonostante i circa 2 milioni necessari per lintero lavoro siano già stati stanziati dal Provveditorato alle opere pubbliche, sta pensando di sfruttare la grande massa di turisti che da tutto il mondo vengono a vedere i meravigliosi mosaici bizantini della Basilica per far quadrare meglio i conti, con uno sponsor. Ovviamente non prima di averne parlato con Soprintendenza e Patriarcato, spiegano dal Consorzio, memori del fatto che qualche anno fa cerano state polemiche infinite sulle maxi-affissioni a Venezia e soprattutto nellarea marciana: basti pensare a quel Cielo dei sospiri, firmato da Oliviero Toscani, che per mesi, fino al 2011, aveva fatto bella mostra di sé su Palazzo Ducale, durante il periodo dei restauri.

In realtà il vero obiettivo, più che gli incassi legati alla sponsorizzazione dei lavori del solo nartece per la quale sarebbe prevista comunque una procedura ad evidenza pubblica nella massima trasparenza , sono i lavori che il Consorzio Venezia Nuova dovrebbe fare per impermeabilizzare lintera piazza San Marco: il molo che dà sul bacino è infatti stato rialzato fino a 110 centimetri, ma lacqua entra già a 85 centimetri attraverso i tombini, che dovrebbero dunque essere chiusi per tenere la piazza allasciutto. Anche perché già si immaginano i giornali di tutto il mondo con le foto di San Marco sotto acqua anche dopo aver speso cinque miliardi e mezzo per il Mose. Uno studio eseguito anni fa dal Consorzio aveva stimato un costo di 50 milioni di euro, ma il provveditore Roberto Linetti ha chiesto una revisione per una cifra intorno alla metà. Ora sono al lavoro le società Thetis e Kostruttiva, che hanno già consegnato il primo studio di fattibilità sullipotesi e ora si stanno approntando a definire il progetto preliminare. Lipotesi in campo è quella di una maxi-guaina per impedire allacqua di risalire dal basso, con un sistema di condutture per portarla poi verso il bacino di San Marco.

Tornando al nartece, la Rossi Renzo ha vinto la procedura negoziata a cui erano state invitate una quindicina di imprese per la parte delle opere civili. Poi ci sarà unaltra azienda per la fornitura delle opere elettromeccaniche. Tra laltro la vincitrice è nel pool di imprese del Mose, facendo parte del raggruppamento San Marco Consorzio costruttori veneti, che ha una quota del 13 per cento del Cvn. E questo ha permesso di risolvere un piccolo inghippo, ovvero il fatto che la gara era stata bandita dal Provveditorato, mentre invece sarebbe stata di competenza del Consorzio Venezia Nuova come concessionario: invece che annullare tutto, il Cvn ha dunque mantenuto limpresa vincitrice, che verrà incaricata con un atto di impegno nei confronti del consorzio San Marco e da questo alla Rossi Renzo.

Il disciplinare prevedeva sei mesi di tempo per i lavori: lobiettivo è quello di finire per settembre, prima che tornino i mesi dellacqua alta, che di solito sono quelli invernali. Gli operai dovranno consolidare i cunicoli per lo scarico delle acque, rimuovere la pavimentazione, realizzare delle vasche di raccolta con strutture in calcestruzzo armato e dei sistemi idraulici di chiusura.



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