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Tai di Cadore. Variante di Tai a rischio, richiesta una indagine archeologica
http://corrierealpi.gelocal.it/belluno/cronaca/2018/02/09/news/indagine-archeologica-sulla-variante-

La Soprintendenza accoglie le osservazioni della Regola e impone all’Anas tutte le verifiche. De Polo: «Restiamo contrari al progetto presentato» di Irene Aliprandi
Una verifica archeologica preventiva alla variante di Tai di Cadore. A chiederla, o meglio, ad imporla all’Anas, è il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, attraverso la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio del Veneto orientale, in seguito alle osservazioni presentate dalla Regola di Tai e Vissà sulle opere viarie previste per i Mondiali di Cortina 2021.

È la prima vera tegola che cade sulle varianti alla statale di Alemagna, perché la verifica archeologica potrebbe richiedere del tempo, ma soprattutto perché il Mibact ha il potere di mettere il veto sui progetti, così come è successo di recente per l’elettrodotto di Terna nella media valle del Piave, dove il Ministero dell’Ambiente aveva già dato il via libera.

La risposta della Soprintendenza alla Regola è stata rapidissima: le osservazioni risalgono al 22 gennaio e già il primo febbraio il soprintendente Andrea Alberti ha firmato la nota con la quale comunica che: «Si riscontra che le osservazioni sono sicuramente pertinenti e specie riguardo la tutela archeologica, per la quale è stata richiesta da questo ufficio, ad Anas, la verifica archeologica preventiva riguardo ai manufatti in progetto (rotatorie, galleria, ecc..)».

Poche parole che non lasciano dubbi sull’accuratezza delle osservazioni presentate dalla Regola di Tai e Vissà, che non si limita agli aspetti archeologici, affrontando anche i dubbi sul contesto ambientale, sul rischio idrogeologico e geologico, sull’inquinamento atmosferico e acustico, sulla presenza di biotopi e sul consumo di territorio; tutte materie sulle quali dovrà esprimersi il Ministero dell’ambiente.

Prima di tutto, però, la Commissione Via del Ministero dell’ambiente dovrà dire se i progetti di varianti all’Alemagna dovranno essere soggetti allo studio per la valutazione di impatto ambientale, passaggio che Anas vorrebbe evitare per accelerare i tempi di realizzazione delle opere, mentre in molti pensano che in un territorio tanto fragile e importante dal punto di vista paesaggistico, la necessità di una Via sia scontata.

A Tai, ma anche a San Vito, Valle e Cortina, lo pensano in molti e la nota inviata dalla Soprintendenza lascia ben sperare le Regole. «La Regola», spiega il presidente Giacomo De Polo, «si è sempre mossa a tutela dell’ambiente e del territorio. La nostra posizione è di contrarietà al progetto di Anas, che di fronte alla nostra opposizione ha addirittura peggiorato il progetto, prevedendo una terza galleria di emergenza in pieno centro, nell’area dello stadio del ghiaccio che è una delle poche zone di Tai fruibili dalla popolazione. Lì passa anche la ciclabile Lunga via delle Dolomiti, che attira moltissimi turisti, ma il progetto non risolve il problema dell’intersezione».

A preoccupare sono anche altri punti interessati dalla variante: «A ovest», prosegue De Polo, «c’è un’area paludosa che infatti si chiama Paludet, mentre la zona a est è soggetta a trasporto di materiali da parte dei corsi d’acqua presenti, alcuni dei quali interessano anche la futura galleria».

La Regola è proprietaria dei terreni vicini allo stadio, i restanti sono comunali, tranne l’inizio e la fine della variante dova la proprietà è privata e ha dato vita al Comitato per la variante. Il timore di questi soggetti è che la fretta porti alla realizzazione di opere impattanti e inadeguate.

«Al contrario di quanto afferma qualche politico, i contrari non sono pochi. Ormai nessuno ha più dubbi sul fatto che le varianti all’Alemagna non saranno pronte per il 2021», osserva ancora De Polo, «quindi cerchiamo almeno di farle bene. La Regola non ha potere di veto, ma può opporsi all’esproprio ricorrendo al Tar. Anas non si è spostata di un millimetro dalla sua posizione e di conseguenza rimarremo fermi anche noi e, se dovesse arrivare un nuovo progetto, ci prenderemo il tempo per osservarlo. Ci rassicura e ci fa piacere che la Soprintendenza
abbia ritenuto le nostre osservazioni pertinenti. Le nostre non sono dolenze, la legge ci chiama a tutelare il nostro territorio ed è quello che stiamo facendo. Attendiamo anche la convocazione della Conferenza di servizi, già rinviata due volte e ora a data da destinarsi».



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