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Buttiglione: Uffizi in crisi per colpa dei tagli - Aumenteremo i prezzi
Giacomo Galeazzi
07 AGO 2005 LA STAMPA



LA verit che siamo sull'orlo del baratro. Appena c' un problema nei conti pubblici si tagliano i fondi alla cultura, se continua cos non potremo pi arginare il degrado del nostri tesori d'arte. Rocco Buttiglione lancia l'allarme, ammettendo

che agli Uffizi, tra carenze di personale, chiusure per proteste sindacali e file interminabili sotto il sole, la situazione ormai al limite.

E annuncia i rimedi in preparazione al ministero dei Beni culturali: biglietto pi caro, apertura prolungata, visite su prenotazione per le comitive, programmazione dei flussi turistici nelle agenzie di viaggio.

Il tutto a partire da settembre.

Ministro, di chi la colpa se visitare gli Uffizi diventato un calvario?

Delle nuove misure antiterrorismo e dei fondi insufficienti. Sono il bilancio all'osso e la sorveglianza antiattentati a creare code e disagi alla Galleria degli Uffizi. Chiedo pazienza ai visitatori di uno dei luoghi simbolo dell'Italia: i controlli al "metal detector" rallentano l'afflusso ma sono indispensabili per garantire la sicurezza delle persone e delle opere.

Come mai il caso esploso proprio nel grande museo fiorentino?

Le nuove misure antiterrorismo sono state adottate prima agli Uffizi che altrove. Adesso, poi, verranno generalizzate ed estese anche al resto d'Italia. Interverremo subito, da settembre, per diminuire al massimo gli incomodi, anche ridistribuendo i turisti sugli altri musei di Firenze, oltrech favorendo il sistema delle visite su prenotazione sperimentato con successo alla Galleria Borghese di Roma. Avere un accompagnatore specializzato serve anche a impedire che la gente passi nelle sale e non veda.

C' un problema di costi?
Certo. La sicurezza ha un prezzo che il gi ridottissimo budget della cultura non pu sostenere, perci andr ridistribuito su altri ministeri, a cominciare da quello dell'Interno. Come faccio a tenere aperti di pi i musei e a vigilare meglio, se ho un deficit spaventoso di personale?

La situazione cos drammatica?

Il settore culturale sotto organico, i sindacati interni boicottano la sorveglianza elettronica per paura di perdere posti di lavoro e, considerata la situazione dei conti pubblici, sono impensabili assunzioni massicce di nuovi addetti. Non ci resta che riqualificare professionalmente i guardiani e puntare sulla mobilit con il travaso di competenze dalla pubblica amministrazione versoi musei.

Cosa far?

Bloccher ulteriori tagli e chieder maggiore cooperazione agli enti locali. La valorizzazione del patrimonio artistico costituzionalmente compito delle Regioni.

Intanto, per, ci vogliono tre ore per entrare agli Uffizi...
A Firenze dobbiamo trasformare il male in un bene, accordandoci con i "tour operator". Informeremo i turisti per distribuire meglio i flussi su altri musei splendidi ma poco frequentati. E far lo stesso nelle altre citt d'arte.

Dove?
A Roma innanzi tutto. Ha mai visto file davanti Palazzo Altemps o a Palazzo Madama per ammirare Antonello da Messina? Eppure sono posti meravigliosi. Potrei azzerare le file alla Galleria cancellando il limite di 780 visitatori e facendo entrare tutti allo stesso momento come accadeva in passato. Cos, per, la sicurezza sarebbe in pericolo e non prender una decisione simile.

Aumenter il biglietto d'ingresso agli Uffizi?

E' probabile. Lo stiamo valutando: mi sembra una via utile. L'aumento del prezzo rallenta la domanda. E a chi mi obietta che cos la cultura diventa per pochi rispondo che un modo intelligente e pragmatico per evitare il degrado della struttura e aiutare la gente a fruire meglio del nostro patrimonio. L'uomo vive di pane ma anche di cultura e di arte. In Italia, invece, li si considera beni voluttuari, mentre dobbiamo spendere per valorizzare i nostri tesori.

Cosa far se il suo grido d'allarme rester inascoltato?

E' chiaro a tutti che la cultura ha assoluto bisogno di un bilancio pi elevato. Le mie richieste sono ragionevoli. Finora siamo riusciti ad evitare danni al patrimonio artistico e abbiamo persino aumentato il numero dei siti espositivi. Da qui in avanti per non posso garantire pi nulla. Altri tagli e il degrado sar inarrestabile.

Non sar anche la gestione che va migliorata?

C' poco da girarci intorno: siamo al limite estremo delle forze. Gi prima eravamo in drammatica carenza di ossigeno, adesso le spese per l'adeguamento degli impianti alle norme antiterrorismo ci soffocano del tutto. Siamo obbligati a spendere soldi per la sicurezza senza averli. Da soli non possiamo far fronte a una spesa simile. Il settore culturale paga il conto di bilanci sempre pi risicati e di una programmazione errata, costantemente al ribasso. Adesso basta, per, non si pu andare avanti in questa maniera. Serve una riflessione di fondo su che tipo di societ vogliamo, altrimenti a salvarci dall'abisso non basteranno neppure i capolavori che tutto il mondo ci invidia.



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