LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

ROMA-Quel pasticciaccio brutto del Museo Orientale
Vittoria Alliata
https://emergenzacultura.org, 27/10/2017

La storica sede in via Merulana a Roma chiuderà i battenti il 31 ottobre. Migliaia di preziosissimi oggetti darte asiatica saranno imballati nelle casse. Per finire dove?
Se il Museo dArte orientale di Palazzo Brancaccio, anziché a Roma, fosse in un angolo della campagna britannica, sarebbe meta di milioni di visitatori, soggetto di un paio di bestseller e location di almeno una serie televisiva di successo internazionale. Come Downton Abbey, la fiction che ha salvato una delle più importanti dimore storiche dInghilterra scegliendo come protagonista una million dollar American princess: una di quelle figlie di tycoons che, dalla fine dell800 agli anni 50, colonizzarono le grandi famiglie aristocratiche europee, rinvigorendo lombi e fasti di dinastie secolari. Anche Palazzo Brancaccio ha avuto la sua dollar princess, eppure pochi sanno che esiste, a due passi dalla Stazione Termini e da Colosseo, quel sussiegoso immobile che custodisce fra cariatidi in stucco dorato e stravaganti decori rococò -una delle più importanti raccolte di arte orientale dEuropa.
Per scoprirlo cè voluto un accorato appello su change.org di un gruppo di studiosi e di oltre 21mila sostenitori. Che però non ha fatto cambiare idea al Ministero dei Beni culturali: a meno di improbabili colpi di scena, il 31 ottobre il Museo chiuderà i battenti e comincerà limballaggio dei 40mila oggetti di inestimabile valore. Sparirà così per sempre quellunicum rappresentato da almeno cinque storie eccezionali che si fondono in unormai inscindibile commistione: la vicenda dellimmenso palazzo neocinquecentesco di via Merulana e dei suoi committenti americani, genitori della Princess Elizabeth Field, sposa di Salvatore Brancaccio; quella di Fernanda Ciccarelli, figlia di un sindacalista anarchico di Ceccano, diventata a 59 anni ultima principessa Brancaccio per le nozze con lerede ottantenne della casata e deceduta a 107 anni nel 2014, lasciando i propri beni ai poveri di Roma; quella della prima speculazione edilizia della Capitale, a spese delle Clarisse di santa Maria della Purificazione subito dopo lUnità; quella delleclettico artista, ritrattista e talvolta frustrato factotum dei cavillosi mecenati Field, Francesco Gai; e last but not least quella del Museo stesso, intitolato a uno dei protagonisti di calibro internazionale del Novecento italiano, lorientalista Giuseppe Tucci, le cui collezioni del valore di oltre 5 milioni di euro sono state donate affinché rimanessero per sempre conservate ed esposte nel Museo a lui dedicato.
Con il museo sparirà il fascino di quel che rimane del mitico palazzo reale afgano sottratto ai talebani e allincendio del museo di Kabul, con i suoi decori architettonici , il vasellame, le lucerne, i calamai, i bruciaincensi, per rivivere oggi fra i voluttuosi affreschi di Gai e della sua équipe di creatori di superbarocco in piena epoca liberty; o quella della più importante collezione al mondo di stoffe tibetane, inserti, insieme a impalpabili oggetti darte contemporanea a giapponese, fra gli stucchi fintocinesi commissionati anchessi dalle estrose signore Field. Nessuno potrà più seguire, vetrina per vetrina, la lavorazione del turchese seimila anni fa in Afghanistan; scoprire come ci si proteggeva dal malocchio con le sputacchiere alchemiche del Karnataka, o come ci si curava nel terzo millennio avanti Cristo con incantesimi scritti in polvere di lapislazzuli su tavolette cuneiformi. Addio, per chissà quanto tempo, alla strepitosa raccolta di ceramiche islamiche, smaltate, iridescenti, invetriate, calligrafie, a lustro metallico, a foglia doro, a champlevè, graffite, dipinte con volatili, gazzelle, giocatori di polo, leoni affrontati e principi accovacciati che paiono scesi dalle muqarna della Cappella Palatina di Palermo, uccelli mitologici a quadratini e a pois, volatili zigrinati, grifoni pavonati, bevitori, suonatori, cacciatori in turbante che nutrono una fenice in volo, o seducono una principessa, o che con scimitarra e codino usano invece del falco il ghepardo, accomodato alle loro spalle sul nero destriero bardato. E tutto ciò fra trionfi di angioloni aggrappati a corona e e penzolanti da balaustre e soffitti neorinascimentali rosa e blu, coperti nel 1994 dietro paratie e tendaggi e riesumati durante i lavori per la messa a norma del museo.
Fu un intervento esemplare, che solo pochi anni fa vide uninedita collaborazione fra pubblico e privato, fra Ministero ed eredi Brancaccio, per riportar alla luce lappartamento nuziale, con i suoi boudoir intagliati e gli specchi bombé con le armi della casata. Una casata antica e prestigiosa, un po napoletana e un po francese, improvvisamente proiettata a fine Ottocento nello sfarzo dellaristocrazia magnatizia americana. Ma insieme al museo sparirà anche la possibilità di sviluppare la narrazione di queste storie cosmopolite e incrociate, e di farne un Beaubourg pluriculturale nel cuore di un rione Esquilino oggi inaspettatamente multietnico.
Un pasticciaccio brutto, direbbe Carlo Emilio Gadda, che nel vicino Palazzo degli Ori di via Merulana ambientò il suo famoso romanzo. Da un lato cè il Ministero dei Beni culturali che per risparmiare decide di traslocare, e finisce per scegliere dei locali allEur, di proprietà dellInail e quindi sempre in affitto: un affitto addirittura più esoso, pare 750 mila euro lanno contro i 400 mila cui si è ridotto quello del palazzo allEsquilino. Ma i l locali in vetrocemento dell Inail, che ospitavano un ufficio postale e unesposizione di mobili, necessitano, per la nuova destinazione, di lavori per 10 milioni. Alla fine dovranno infatti accogliere anche tutti i musei dimenticati, come lItalo-africano di via Aldrovandi, chiuso da anni, lEtnografico, quello dellAlto Medioevo e quello delle Arti e Tradizioni popolari, in un unico pomposo Museo delle Civiltà. Un progetto ispirato, a detta del comunicato del ministero, proprio a quel MuCEM di Marsiglia che oggi è sotto indagine della Corte dei Conti francese per la sua missione confusa e ambigua e il suo costo astronomico.
Dallaltro lato ci sono le esigenze delle decine di migliaia di pezzi di inestimabile valore, che dovrebbero essere con immensa cura collocati in casse climatizzate, appositamente acquistate per ulteriori milioni di euro, e custoditi in depositi blindati e assicurati. Per poi essere aperti e riordinati, alla fine dei lavori, nei nuovi locali, da funzionari che non li avranno mai visti prima, poiché quasi tutti quelli che chiuderanno le casse sono sullorlo della pensione: e questa è una delle maggiori preoccupazioni di Donatella Mazzei, linstancabile madre-madrina del museo, ex direttrice nominata garante spirituale e responsabile dellallestimento dalla vedova Tucci. E infine ci sono le regole imposte dai prestatori, come la Banca dItalia, o le altre decine di donatori i cui lasciti costituiscono la maggior parte delle collezioni di quello che il Ministero chiama già lex Museo Tucci.
Insomma, per risolvere il pasticciaccio servirebbero quelle moderne magie decantate dal principe Brancaccio in una lettera da New York: Qui si tocca un bottone e si accende il gas per tutte le camere; se ne tocca un altro e tutto si spegneun altro bottone serve per chiamar un agente di polizia o i pompieri, e tutto in una velocità straordinaria.
Il Venerdi di Repubblica, 27 ottobre 2017



news

18-09-2020
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 18 settembre 2020

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

27-07-2020
Il Consiglio Direttivo dell'Associazione Italiana di Studi Bizantini su Santa Sofia

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto allestero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

06-01-2020
Dalla stampa estera di ieri: minacce di Trump contro siti culturali iraniani

20-12-2019
Riorganizzazione Mibact, Casini: non è ennesimo Lego, ma manutenzione amministrativa in continuità

04-12-2019
Libero riuso delle riproduzioni di beni culturali: articolo di Daniele Manacorda sul "Giornale dell'arte"

14-11-2019
Cosa succederà alla Biblioteca Guarneriana di S. Daniele del Friuli? Un appello dei cittadini al sindaco

04-10-2019
Unicredit mette all'asta da Christie's capolavori della sua collezione

Archivio news