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Abusivismo, ddl Falanga rinviato. Slitta al 17 ottobre
di MONICA RUBINO
03 ottobre 2017 LA REPUBBLICA




La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha rimandato di due settimane l'esame del testo. Che rischia il binario morto. I Verdi: "La legge va fermata definitivamente"


ROMA - Come preannunciato, la conferenza dei capigruppo della Camera ha rinviato di due settimane il ddl Falanga, che regola le demolizioni degli edifici abusivi. L'esame in aula riprenderà a partire dal 17 ottobre. Tradotto significa che il provvedimento, proposto tre anni fa dal senatore verdiniano Ciro Falanga e a un passo dall'approvazione definitiva, finirà su un binario morto e difficilmente vedrà la luce entro questa legislatura. Parzialmente soddisfatti della decisione gli ambientalisti e i Verdi, che da tempo segnalano i forti limiti di un provvedimento definito come "una sanatoria del cosiddetto abusivismo di necessità". Per il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, infatti, il rinvio non è abbastanza: "È necessario archiviare del tutto una legge che potrebbe arrestare le demolizioni anche nelle aree vincolate, premiando i furbi, tipo quelli che hanno edificato le ville con piscina sul mare a Bagheria. Noi non abbasseremo la guardia". Mentre Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente, aggiunge: "È un primo gol per noi, ma ora dobbiamo segnarne altri per vincere questa partita definitivamente".

I dubbi sull'opportunità di dare l'ok finale alla legge, voluta da molti parlamentari del Sud e oggetto di critiche da parte di ambientalisti e parte delle opposizioni fra cui il M5s, si erano manifestati già da qualche giorno nel Pd. Domenica Ermete Realacci, presidente della commissione Ambiente alla Camera ed esponente del fronte interno più sensibile ai temi ambientali, aveva espresso la sua perplessità: "Dubito che il ddl Falanga andrà al voto così com'è". E anche il capogruppo dei deputati dem Ettore Rosato si era mantenuto sul vago: "Ci dobbiamo riflettere". Duro pure il giudizio del senatore Felice Casson di Mdp: "Il Ddl sull'abusivismo è un condono permanente. Per questo al Senato Articolo 1-Mdp ha votato contro".

Decisivo per il naufragio, a questo punto molto probabile, della legge è stato anche l'intervento di due ministri, quello delle Infrastrutture Graziano Delrio e quello dei Beni Culturali Dario Franceschini che hanno accolto il grido di allarme delle associazioni ambientaliste. Alle proteste degli ecologisti si sono unite anche quelle dei Verdi, che per primi in passato si sono accorti della presenza nella legge del comma 6 bis del primo articolo, secondo il quale nella lista delle priorità delle demolizioni va data precedenza agli immobili "in corso di costruzione o comunque non ultimati alla data della sentenza di primo grado". Il che equivale, conoscendo i tempi dei tribunali, a lasciare le case abusive lì dove sono.

Proprio i Verdi questa mattina hanno organizzato un sit-in davanti a Montecitorio costruendo una casetta abusiva di legno, poi demolita. Nel corso della manifestazione, un gruppo di circa dieci persone, tutte provenienti dalla Campania, è intervenuta in difesa del ddl, "che difende le case di tutti, e non attacca il popolo".

"Non so chi vi ha mandato qua - ha risposto per le rime Bonelli - ma una cosa posso dirvela: il senatore Falanga vi ha raccontato un sacco di sciocchezze".



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