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VENEZIA-Anche la Terraferma dice No alle Grandi Navi in laguna
Riccardo Bottazzo
http://www.nograndinavi.it/anche-la-terraferma-dice-no-alle-grandi-navi-in-laguna/

Difendere la laguna di Venezia che anche la nostra laguna, certamente. Ma ci sono anche altri importanti motivi per cui, noi che viviamo in Terraferma, parteciperemo attivamente alle due giornate di mobilitazioni contro le Grandi Navi. Michele Valentini, portavoce del cso Rivolta, apre cos lassemblea di preparazione alle iniziative di sabato 23 e domenica 24. Lincontro si svolto ieri sera nella sala del Laurentianum di Mestre gremita di cittadini.

Il risultato del referendum autogestito di giugno, che ha visto centinaia di residenti di Mestre e Marghera recarsi alle urne per ribattere che le Grandi Navi devono restarsene fuori dalla laguna e che non devono essere effettuati altri scavi, spiega Valentini, dimostra la grande voglia che hanno i cittadini di riprendersi in mano la citt e di tornare ad immaginare un futuro per il loro territorio. Marghera stata assassinata da un sistema economico fallimentare che ha portato devastazione e malattie. Domenica andremo a Venezia per dire a gran voce che a porto Marghera. vogliamo le bonifiche e non unaltra mega opera come un nuovo porto inquinante.
Cinque anni e mezzo dopo il decreto Clini che, perlomeno per qualche mese, ha fermato il passaggio delle Grandi Navi ha spiegato Stefano Micheletti, portavoce di Ambiente Venezia ci toccato sentire di tutto. Prima lo scavo del Concordia subito bocciato dalla Via, poi il Tresse, assolutamente inadatto per la commistione tra traffico commerciale e turistico. Poi arrivato il Vittorio Emanuele, e poi il porto a San Leonardo. Tutte sparate senza una progetto sotto, neppure di massima. La verit che prendono in giro la cittadinanza. Annunciano riunioni del Comitato che puntualmente vengono rinviate. Tutto per lasciare le cose come stanno. E intanto lUnesco minaccia di depennare Venezia dalla lista dei luoghi patrimonio dellumanit e afferma chiaro e tondo che le Grandi Navi non sono compatibili con la salvaguardia di Venezia. Governo, Regione e Comune non lo degnano neppure di una risposte, continuano a proporre soluzioni gi bocciate. Ed intanto le Compagnie entrano nella Vtp spa, alla faccia dellevidente conflitto di interessi. A noi non interessa una soluzione che risparmi il passaggio delle navi davanti al bacino di San Marco. Noi vogliamo le Grandi Navi fuori dalla laguna semplicemente perch, con la tutela della laguna, queste sono incompatibili.
Tommaso Cacciari, portavoce del laboratorio Morion, ricorda i tanti incidenti, da Genova al Giglio, che hanno funestato queste enormi carriole dei mari. Eppure non neppure questo laspetto peggiore. Il vero problema, a nostro avviso, lerosione della laguna. Un problema gi messo in evidenza dopo lacqua granda del 66 e che peggiorati nel corso degli anni. Cacciari ricorda le immagini che lastronauta Samantha Cristoforetti ha scattato dallo spazio e che mostrano due enormi baffi di sedimenti in uscita dalle bocche lagunari. La laguna perde sei milioni di metri cubi allanno o di sedimenti. La Serenissima lo sapeva e sapeva come porre rimedio con interventi come la deviazione dei fiumi quando questi rischiavano di interrare la laguna. Lavoravano per mantenere un difficile equilibrio tra terra e mare. Oggi questo equilibrio stato spezzato e abbiamo con condannato la laguna diventare un braccio di mare.
Una grande nave sposta mediamente 135 mila metri cubi di acqua per il principio di Archimede. Quando questacqua batte sulle fondamenta, le tira gi. Ma questo sarebbe anche il male minore, perch una fondamenta pu essere ricostruita. Quando arriva nelle barene invece peggio, perch innesca un effetto tsunami. Ogni volta che uno di questi mostri passa per la laguna, se ne porta via un pezzo. Il che comporta meno resistenza durante i passaggi di marea, il che significa altra laguna che si disperde in mare, in un circolo vizioso. Lequilibrio spezzato e la laguna oggi solcata da vero e propri fiumi, come sa chi va in barca.
Chi amministra conclude Cacciari non ha imparato niente, oppure, semplicemente, non gli interessa imparare. Non p un caso che il Mose sia nato dalla sola corruzione per la sola corruzione. Continuano a proporre altri scavi. Scavi senza progetto che hanno il solo scopo di mantenere le cose come stanno.
Chiusura per Marco Baravalle, portavoce del Sale, che ha presentato lassemblea di sabato che vedr protagoniste pi di una quarantina tra associazioni e movimenti provenienti da tutta Europa. Lobiettivo non quello di costruire una ennesima rete di resistenze ambientali ma di aprire una spazio pubblico di livello europeo per parlare di giustizia ambientale. Un tema che contiene in s tutte le tematiche per le quali ci siamo battuti in questi anni. A partire dalla quotidianit di una citt simbolo come Venezia, vogliamo aiutare i comitati ad uscire dalla sindrome Nimby e trovare un linguaggio comune. Lo scrittore Amitav Ghosh, che ci ha scritto per manifestare solidariet alla nostra iniziativa, afferma che luomo oggi diventato un agente geologico e non se ne rende conto. Oramai siamo entrati in una era che alcuni scienziati hanno battezzato Antropocene. Dobbiamo agire e pensare con questa consapevolezza che, sia pure lentamente, si sta facendo largo tra la gente. Ce ne rendiamo conto proprio con la nostra battaglia contro le Grandi Navi. Quotidianamente ci arrivano richieste di interviste, articoli, interventi, filmati da tutto il mondo. A parte la stampa italiana, tutti i media hanno capito che Venezia una citt simbolo. Una citt che ha una dimensione globale proprio in virt delle sue particolarit locali. Una citt che alcuni, come le compagnie di crociera o il sindaco, vorrebbero ridurre ad un distretto del turismo mordi e fuggi. A questa idea perdente, noi opponiamo una idea di citt radicalmente diversa. Il favore con cui tutti seguono la nostra battaglia una dimostrazione che il futuro sta dalla nostra parte.



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