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FIRENZE-Freak Nardella. Firenze citt del fiore (forse) ma non citt degli alberi
Ilaria Agostini
http://emergenzacultura.org, 22/09/2017


Nardella tenta di riscattarsi dopo il putiferio estivo seguto allabbatimento di centinaia di alberi in citt. Ammaliato dal messaggio green di Stefano Boeri, autore del grattacielo verde a Milano, il sindaco ha bandito un concorso per decorare con vegetazione arbustiva e magari con alberi i dispositivi di protezione antiterroristica del centro fiorentino. La Chiamata alle arti (ahi, cos si intitola il bando) contribuir a definire un arredo urbano di


tutto decoro, e pure un po ecologico, che risolverebbe lurgente questione di sicurezza globale. Put flowers in your gun il messaggio di un Nardella versione figlio dei fiori.

Celare con elementi vegetali e rivestire con la magia del design la recinzione delle enclaves turistiche pu solo lenire la crudezza della citt dei recinti, della segregazione, della zonizzazione tra ricchi e poveri, tra consumatori del lusso e marginalit sociali. la versione freak di un sindaco che plaudiva al decreto Minniti perch finalmente il Daspo urbano gli offriva armi pi efficaci per garantire borghese decoro e sicurezza proprietaria.

Il concorso per le verdi, gotiche barriere (avrebbe scritto Carlo Cattaneo) bandito in una citt il cui patrimonio arboreo stato pesantemente impoverito. Nel solo mese di agosto: 59 ippocastani abbattuti in viale Corsica. 107 pini neri in viale Guidoni. 45 pini domestici in viale Belfiore. Platani secolari intorno alla Fortezza da Basso. 5 olmi in piazza san Marco. 20 pini in piazza Stazione. 282 piante in totale, molte delle quali non classificate come pericolose o malate nella VTA (Visual Tree Assessment) comunale.

Stessa sorte prevista per altre centinaia di esemplari del centro storico oltrarno (piazza Tasso, viale Michelangelo, Bobolino etc.) e poi alle Cascine e a Novoli. I cantieri del tram e della nuova stazione TAV (e del relativo tunnel) che immobilizzano il traffico cittadino da mesi, gi avevano reso necessario il sacrificio dei lecci secolari di via dello Statuto, dei platani della Fortezza-viale Milton, degli alberi ai Macelli, di viale Morgani e di molte altre piante lungo i tracciati infrastrutturali.

In viale Corsica, il taglio degli ippocastani (e il futuro reimpianto di peri cinesi, alberelli non disdicevoli che tuttavia non compenseranno lassenza di alberi dalto fusto) ha innescato lira dei cittadini, che si vedono depauperati di qualit urbane e ambientali. Lalberatura accresce infatti il benessere da tutti i punti di vista: olfattivo, auditivo, visivo, estetico, simbolico e persino affettivo. La massa vegetale svolge poi una non trascurabile funzione depurativa dellaria, ha effetti mitiganti sulle temperature, ed indispensabile perci nellattenuare le condizioni favorevoli al manifestarsi di eventi meteorologici estremi, verificatisi anche a Firenze negli anni scorsi. La tromba daria del settembre 2014 e luragano (downburst) del 1 agosto 2015 hanno travolto, trasformandole in pericolo per la cittadinanza, proprio le alberature trascurate, non potate e non adatte a costituire filari stradali.

Dunque, per attenuare gli effetti dei cambiamenti climatici, abbattere le alberature dalto fusto, sane, e sostituirle con piante di piccola taglia, la prima cosa da evitare. Eppure. Eppure la paura fa novanta.

Nel giugno 2014 un ramo di un albero malcurato uccide una bambina e una donna alle Cascine. Per di pi, su anni di malagestione e sui relativi danni erariali indaga oggi la Procura: falso in atto pubblico e deturpamento di bellezze naturali (cfr. la Repubblica, 11 agosto 2017). Per decenni infatti a Firenze si sono trascurate le basilari regole di sostituzione graduale: gli esperti indicano nel 2-3% del patrimonio arboreo cittadino la quota di alberi da sostituire annualmente (quota che si ampiamente superata nei tagli dellagosto scorso). Si trascurato il valore culturale del paesaggio vegetale che risale in buona parte al disegno urbano postunitario di Firenze capitale. I magistrati rilevano la mancata regolarit nella programmazione della manutenzione che ha provocato il decadimento delle condizioni di molti esemplari arborei, per i quali si dovuto procedere allabbattimento; ci avvenuto anche nelle zone della citt sottoposte a vincolo paesaggistico.

In nome della santa sicurezza, lamministrazione prevede nel bilancio del 2017 ben dieci milioni di euro (con un incremento del 3.600% rispetto al bilancio 2014, parola dellassessore) dedicati al verde urbano, per abbattimenti, sostituzioni e reimpianti. In mancanza di una seria programmazione e progettazione del verde, i tagli sono avviati durgenza nei mesi estivi, poco indicati anche per via delle nidificazioni dellavifauna selvatica, e procedono di gran carriera; con cantieri improvvisati, gli abbattimenti avvengono a tappeto nellagosto pi caldo degli ultimi cento anni.

Le procedure democratiche saltano. Il consiglio comunale non avvertito delloperazione che investe la citt. I lavori sono avviati con determine del sindaco. Alla Commissione ambiente in cui il grande taglio presentato ai consiglieri, lassessore non si palesa. Ai cittadini, tenuti alloscuro, non resta che constatare il fatto compiuto.

Ma comitati e associazioni ambientaliste promettono battaglia.

http://www.perunaltracitta.org/2017/09/13/freak-nardella-firenze-citta-del-fiore-forse-non-citta-degli-alberi/



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