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SICILIA-Piani Paesaggistici fuorigioco
Silvia Mazza
emergenzacultura.org, 13/09/2017

In totale disprezzo dellart. 9 della Costituzione la Sicilia annulla, di fatto, i Piani Paesaggistici. Neanche precedenti governi guidati da presidenti accusati o condannati per rapporti con la mafia erano mai arrivati a tanto. Con queste parole Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia, commenta quello che ha definito un osceno emendamento alla legge finanziaria regionale, approvato a met agosto, ma la cui incostituzionalit aveva gi denunciato lo scorso febbraio quando era stato approvato in Commissione Ambiente (cfr. Il Giornale dellArte, n. 373, mar. 17, p. 8).

Presentato dal presidente Rosario Crocetta, insieme agli assessori allEnergia e al Territorio e ambiente, lemendamento smantella i PP, prevedendo deroghe per le opere di pubblica utilit, vale a dire per tutte le opere pubbliche e private o di concessionari di servizi e lavori pubblici che possono essere dichiarate tali. Le norme di tutela paesaggistica, dora in poi, perdono di efficacia di fronte al progetto di un elettrodotto, un porto turistico, un parcheggio, una discarica o un inceneritore. Non solo, la nuova normativa interviene a ritroso, aggiunge Zanna, pure su opere per cui si sono definiti i provvedimenti di diniego per contrasto con i piani recentemente approvati. Lassessore al Territorio, Maurizio Croce porta come esempio la Catania-Siracusa, che aveva un tratto con un vincolo paesaggistico in contrasto con opere che oggettivamente sono strategiche per viabilit e energia, dinanzi alle quali non ci possiamo fermare. Quello che, per, lassessore non dice che anche prima era prevista la possibilit di modifica o annullamento di un vincolo paesaggistico; solo che erano le Soprintendenze, a cui la normativa regionale demanda la tutela del paesaggio, a richiedere la convocazione delle Commissioni provinciali che comprendono, tra gli altri, anche il sindaco a garanzia della partecipazione pubblica, e che sono nominate con decreto dellassessore ai BBCC sulla base di una proposta ben motivata da analisi di paesaggio o da rilevanti interessi strategici. Erano, dunque, queste Commissioni gli organismi legittimati a procedere anche allannullamento di un vincolo. Per restare, in particolare, allesempio fatto da Croce, lart. 45 del Piano paesaggistico di Siracusa, ad esempio, non esclude aprioristicamente lammissibilit delle opere di grande trasformazione del territorio. La verit, allora, che non si inteso fare altro che spostare la valutazione di compatibilit di unopera con le norme di tutela paesaggistica da questi organismi tecnici alla Giunta regionale.

Una politicizzazione di questioni tecniche a cui, peraltro, non nuovo il Governo Crocetta. Quando si tratt, infatti, di prevedere un autorevole parere per il prestito fuori dal territorio regionale dei capolavori identificativi dellintera Regione siciliana, Mariarita Sgarlata, una delle cinque meteore ai BBCC, lassessore tecnico, non un volgare politico, nel suo decreto blinda prestiti prefer a quello del Consiglio regionale BBCC, organo tecnico-consultivo, quello della Giunta appunto, come se gli assessori alle Risorse agricole, alla Salute o alla Famiglia fossero in possesso degli strumenti per valutare le ragioni conservative e i profili culturali e scientifici sottesi alla richiesta di prestito della Resurrezione di Lazzaro del Caravaggio o lAnnunciazione di Antonello o il Satiro Danzante, tra le 23 opere di cui vietata (con deroghe) luscita dal territorio regionale.

Con lannullamento, di fatto, dei PP, la Sicilia vanifica i progressi fatti rispetto alle altre regioni (solo Puglia, Toscana, Sardegna e Piemonte posseggono PP e solo in anni recenti). Leandro Janni, presidente di Italia Nostra Sicilia, parla della vittoria della Sicilia dei nuovi barbari contro la Sicilia delle regole e della cultura.



Il caso del Piano Paesaggistico di Siracusa

Lo scorso 7 luglio lOsservatorio regionale per la qualit del paesaggio ha approvato il Piano Paesaggistico di Siracusa, adottato nel febbraio 2012. Il documento non porta pi la firma di quellAlessandra Trigilia al cui illecito (come poi stabilito in unaula di tribunale) trasferimento dallunit Paesaggistica della Soprintendenza ad altro istituto non sembra essere stata estranea proprio la redazione del PP, e che a distanza di qualche anno da quella vicenda stata di recente insignita di un pubblico encomio da parte dellAssessorato BBCCIS, insieme a Michele Buffa, dirigente del Servizio Pianificazione Paesaggistica del Dipartimento (con loro Rosa Lanteri, allepoca a capo dellArcheologica) per loperato in difesa dei valori della legalit e della bellezza del paesaggio. La partita, per, tuttaltro che chiusa. Lapprovazione del PP, infatti, non ancora definitiva, e a rallentare la stesura del decreto assessoriale che la render tale intervenuta una sentenza del luglio scorso del Tar di Catania che ha accolto i ricorsi della societ Elemata contro il no al resort alla Pillirina, uno degli ultimi tratti costieri non devastati dalla cementificazione. Una sentenza che rischia di annullare in parte il PP e che getta una forte ipoteca sul destino della costituenda Riserva, per la quale da oltre un lustro si battono, al fianco della Soprintendenza, gli ambientalisti di SOS Siracusa sotto il vessillo di Enzo Maiorca, i Verdi, Fabio Granata, lavvocato regionaleSalvo Salerno, che parla di sentenza illogica e facilmente appellabile, lo studio legale di Legambiente, che ha gi annunciato di volerla appellare, oltre a un prete campione di molte battaglie ambientaliste, padre Rosario Andrea Lo Bello. Quello che invece contestano i magistrati del Tar sono presunte irregolarit nelle procedure di adozione del PP, per cui sarebbero state disattese le garanzie di partecipazione e di contraddittorio. Per Legambiente, invece, il collegio disconoscerebbe le precedenti sentenze che proprio sul merito della partecipazione hanno affermato lopposto, come attestato dai verbali di concertazione. Osservano, inoltre, che il piano approvato, modificando e, quindi, superando attraverso le osservazioni accolte (ben 600), quello adottato, rende la sentenza inapplicabile. Una battaglia destinata, dunque, a proseguire nellaula di un tribunale.

A definire, infine, il quadro di questo totale disprezzo dei valori paesaggistici e ambientali, da una parte la promessa del candidato 5S alla Regione Cancellieri di una nuova forma di condono edilizio, quella dellabusivismo di necessit, in continuit con la proposta del governo Crocetta dellestate scorsa di sanatoria delle case abusive entro la fascia dei 150 metri; dallaltra la vicenda del sindaco 5S di Licata, Angelo Cambiano, sfiduciato (con due abitazioni bruciate e sotto scorta) dalla sua stessa maggioranza perch voleva rendere esecutiva una sentenza della magistratura che ha stabilito la demolizione di 67 case abusive.



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