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Bologna, Riccomini boccia le barriere illuminate di Strada Maggiore
di CATERINA GIUSBERTI
17 agosto 2017 LA REPUBBLICA



Fioche luci violacee sui basoli, gialle sotto il portico. Lo storico dellarte: "A che servono? Nessuno lo sa"


Quando sono spuntate a fine maggio, dopo quasi tre anni di attesa, hanno scatenato le ire di urbanisti, progettisti e architetti. Poi per mesi sono rimaste sepolte tra i new jersey bianchi e rossi da cantiere, di plastica. Ora alle "barriere di protezione" del portico dei Servi hanno anche acceso le luci, come da progetto, innescando una nuova ondata di critiche. Sotto ogni barriera di ferro, illuminata dai led, un fioco bagliore che oscilla tra il viola e il celeste. Passandoci accanto, di notte, si ha limpressione di una nevicata fuori stagione, se non di una lieve infarinatura.

Immediata lindignazione degli urbanisti che gi a fine maggio avevano inscenato una protesta contro lintervento: una ballerina incatenata ai portici con un filo rosso, come in un abbraccio, in un simbolico gesto di protezione. "A cosa servono quelle luci? Non capisco - sbotta dalla sua casa di Loiano lo storico dellarte Eugenio Riccomini -. Gi quelle barriere che spuntano dal marciapiede non avevano senso, sembrano le maniglie di una valigia. Ora con le luci ne hanno ancora di meno. Che dire, immagino sia per le auto, perch non ci vadano a sbattere. Ma per evitarlo cera un modo molto pi semplice: non costruirle affatto, visto che non si capisce davvero a cosa servano. Se le hanno messe l per proteggere il portico, non ce n mai stato bisogno. E come pista ciclabile pericolosa perch troppo stretta".

Dello stesso parere il collega Roberto Maci. "Dopo la nostra protesta hanno allineato le barriere allincrocio con piazza Aldrovandi, alle colonne del portico - spiega -. Ma il risultato finale cambia poco. Sono brutti blocchi orizzontali che contrastano vistosamente con la verticalit del portico, adesso pure illuminati con una luce al led. Che dire? Si capisce come mai ci hanno messo tanto a farsi approvare questo progetto dalla Soprintendenza: un ibrido, come piazza Aldrovandi che non una strada e nemmeno una piazza. Tra laltro, se si viene dalle Due Torri il cartello indica alle biciclette di passare allesterno: non ha senso".

La storia della "non-ciclabile" dei Servi piuttosto lunga. Finanziato tramite i fondi del cantiere Crealis, il progetto fu fermato una prima volta dalla Soprintendenza nel 2015. Poi rimase tutto bloccato per anni finch,
a febbraio, il Comune ruppe il silenzio annunciando lok della Soprintendenza in un comunicato dal titolo: "Strada Maggiore ecco le nuove protezioni per la pista ciclabile". Il cantiere fin il 25 maggio, ma da quel momento lamministrazione ha corretto il tiro, spiegando che non si tratta di una ciclabile (non avendone le misure regolamentari), ma di una "barriera di protezione per il portico". Ora anche illuminata a led.



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