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ROMA-Direzione generale dei Musei del Mibact. Arriva Antonio Lampis (e relative polemiche)
www.arttribune.com, 10/08/2017

ROMA-
Il curriculum eccellente, eppure il nome di Antonio Lampis fa discutere. Fu lui a volere la Rana Crocifissa di Martin Kippenberger al Museion di Bolzano ed coinvolto in un procedimento per danno erariale, nato a seguito della candidatura sfumata di Bolzano e del Nordest a Capitale Europea della Cultura. Ecco i primi dettagli e un commento di Antonio Lampis.



La Direzione generale dei Musei il dipartimento del Mibact che coordina le politiche di gestione, fruizione e comunicazione dei musei statali, per garantire lo sviluppo del sistema italiano museale e unofferta culturale accessibile a tutti e di qualit, si legge sul sito dedicato, dove si elencano anche i compiti. In sintesi sono la guida e il coordinamento dei musei statali italiani, la valorizzazione del patrimonio culturale dello Stato, la regolamentazione dellaccessibilit alle strutture, un lavoro capillare territorio per territorio, la curatela di iniziative culturali, il monitoraggio qualitativo, in conformit con gli standard ICOM e la realizzazione di progetti di partecipazione attiva. Un dipartimento che, con la nomina di Dario Franceschini al Ministero dei Beni e delle Attivit Culturali, sembra aver acquisito maggior rilevanza, tanto da diventare uno dei pi strategici del Mibact, visto il ruolo centrale che il Ministro ha dato ai musei nella sua agenda con lindizione del famoso concorsone per la direzione di 30 musei e siti archeologici in tutto lo Stivale, fiore allocchiello del suo mandato. Non un caso, dunque, che la Direzione generale dei Musei generi qualche polemica.

CHI SONO SORAGNI E LAMPIS

Fino ad oggi, la sezione infatti stata diretta con grande competenza da Ugo Soragni, 64 anni, originario di Vicenza, da sempre nelle fila del Mibact, dove comincia a lavorare nel 1980, in quel di Verona. Tra il 2000 e il 2001 Soprintendente nelle Marche, successivamente si trasferisce in Puglia. Dopo una tappa in Friuli Venezia Giulia, Direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici in Veneto (2007). Questo giro di Italia culmina nel 2014 alla guida della Direzione generale dei Musei, che si appresta a lasciare per andare in pensione. Si pone perci il problema della successione e, tra i rumors e i corridoi dei palazzi istituzionali, salta fuori, in maniera sempre pi prepotente, un nome: Antonio Lampis. La sua nomina dovrebbe essere ufficializzata nelle prossime ore. Chi ? 53 anni, residente a Bolzano, un dirigente della Provincia autonoma con incarico di direttore della Ripartizione 15, che comprende gli uffici cultura, educazione permanente, biblioteche e cos via. Docente nella libera Universit della sua citt, stato presidente della fondazione Teatro Civico e auditorium di Bolzano, Vicepresidente della fondazione Museion, Membro del board del comitato organizzatore della biennale Manifesta 7 durante la quale si fece conoscere a tutto il mondo dellarte contemporanea, Vicepresidente della consulta musei Alto Adige, e molto altro ancora. Una nomina, dunque, che dovrebbe destare dubbi e, soprattutto, dovrebbe fare esultare gli operatori dellarte contemporanea, avendo un interlocutore sensibile alle esigenze del presente e competente.

LE POLEMICHE

Invece no. Sono non poche le polemiche che sono nate intorno alla figura di Lampis, come riporta anche un breve articolo di Alberto Custodero su La Repubblica. A Lampis, per anni in lizza per la direzione degli Uffizi di Firenze, andati poi a Eike Schmidt, si fa risalire infatti la scelta di mettere in mostra nel Museion di Bolzano la famosa Rana crocifissa di Martin Kippenberger, che aveva nel 2008 scatenato un importante scandalo e destato lindignazione delle gerarchie vaticane per la sua carica irriverente nei confronti della religione cattolica. Ma, pi importante, Lampis sarebbe coinvolto in una indagine per danno erariale, legato alle spese (470.000 euro) sostenute dalle casse provinciali altoatesine per la candidatura di Bolzano e del Nordest a capitale europea della cultura 2019 (fu poi scelta Matera), una corsa tribolata dai tira e molla di Venezia capofila, con conseguente presa di posizione dellintera cordata (Trieste, Trento e Bolzano) per il grande investimento in termini di risorse umane, economiche e di entusiasmo.
Ma le scelte dellassessore provinciale Tommasini, di Katia Tenti, capo dipartimento dellassessorato alla cultura italiana della Provincia autonoma di Bolzano, di Lampis e di altri soggetti coinvolti, sarebbero per la difesa, secondo quanto riporta LAlto Adige in un articolo del 5 luglio 2017 a firma di Marco Bertoldi, inattaccabili in quanto politiche.

LA RISPOSTA AL SINDACATO

Raggiunto da Artribune, Lampis non ha voluto commentare la possibile nomina, fino alla comunicazione ufficiale da parte del Ministro. Ma ha voluto condividere con noi la risposta inviata a Giuseppe Urbino, segretario del sindacato Confsal-Unsa, tra i suoi maggiori detrattori, che ha definito la nomina inaccettabile, sospetta e dannosa, in riferimento al procedimento in corso: Gentile Signor Urbino, scrive, ci tengo a dirle da figlio di Carabiniere che la legalit e la lotta ad ogni forma di corruzione, sono stati punti focali del mio agire in 36 anni di servizio pubblico. Non sono un esterno, ma sono stato un servitore dello Stato da quando avevo 19 anni, con impegno e sacrificio. Sono stato formato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero dellinterno. Le amministrazioni regionali fanno parte della Nazione e anche le promozioni intraministeriali comportano aumenti di spesa. Quanto al danno erariale presunto non come scrive un reato. Sono certo di non avere alcuna colpa, perch i nostri uffici hanno solo applicato una legge. Ho grande rispetto del sindaco e spero in un saluto migliore. La cosa strabiliante, a nostro avviso, che dopo 50 anni di quello che tutti sappiamo, i sindacati ancora abbiano nella pubblica amministrazione la faccia per parlare e dare addosso a questo o a quello in maniera preconcetta



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