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Salento, il resort tra gli ulivi si pu fare Il sindaco: "Quei 60 milioni servono"
CHIARA SPAGNOLO
05 agosto 2017 la Repubblica


LECCE -- IL megaresort nell'uliveto monumentale Sarparea di Nard si far: la giunta del sindaco Pippi Mellone ha dato il via libera definitivo all'investimento inglese da 60 milioni di euro per villette, ristorante, centro benessere. E se nel 2014 era stato proprio Mellone, nella sua qualit di consigliere comunale di opposizione, a dichiarare guerra "a una struttura che non porterebbe ricchezza nel nostro territorio", dopo le modifiche apportate al progetto dagli imprenditori proponenti, l'attuale sindaco ha cambiato radicalmente idea, certo che "l'uliveto monumentale sar tutelato" e che un investimento da 60 milioni serva anche per fare gli interessi del territorio e dei cittadini. Soddisfazione per la decisione stata espressa da Alison Daighton, titolare dell'Oasi Sarparea Srl insieme al marito Jan Taylor (ex sottosegretario al Tesoro britannico), mentre la promessa di una battaglia giudiziaria serrata arrivata dal Comitato Salviamo la Sarparea e la Procura di Lecce continua le sue indagini sulla doppia lottizzazione del comparto 65, la foresta di ulivi risalente al 1400 a ridosso della marina di Sant'Isidoro, in cui oltre alla Sarparea in costruzione il villaggio Soviva.

IL PROGETTO

Presentato nel 2009 da investitori stranieri su una propriet privata tipizzata nel Prg come residenziale, prevedeva la realizzazione di 60 villette e strutture accessorie, per una cubatura di 150.000 metri quadrati. Prima la Sovrintendenza per i Beni architettonici e poi la Regione Puglia diedero parere negativo a quell'ipotesi di sviluppo dell'area, bloccando di fatto la realizzazione. La vicenda and avanti tra ricorsi e tavoli tecnici, ai quali la societ inglese and a contrattare le modalit per riuscire a salvare l'investimento. Fino a quando, nell'autunno 2014, Alison Daighton in persona annunci che gli eccessivi limiti imposti dalla burocrazia italiana inducevano gli investitori ad abbandonare il Salento. Il Comune di Nard (all'epoca guidato da Marcello Risi) si mobilit per cercare di capire se esistessero i margini per una trattativa e il progetto fu modificato (le villette diventarono 30 e la cubatura scese a 96.000 mq) in modo da soddisfare le richieste degli enti, al punto che l'assessore regionale all'Urbanistica, Anna Maria Curcuruto, nell'estate scorsa parl di "un cambiamento totale, che ha trasformato un progetto scandaloso in una proposta compatibile con l'ambiente". Tant' che da Bari arriv il parere paesaggistico positivo, a cui oggi segue l'ok della giunta comunale.

IL REBUS DEGLI ULIVI

La societ Oasi Sarparea assicura che non ne sar toccato neanche uno ma gli ambientalisti sono scettici. Del resto, in alcuni punti dell'uliveto, la distanza tra gli alberi talmente poca che difficile capire come case e opere urbanistiche possano inserirsi tra loro. Soprattutto non ancora chiaro quanti siano i monumental. A complicare ulteriormente la situazione, il fatto che alla Sarparea esistono alberi millenari di dimensioni ridotte, che dunque non sono stati classificati come tali. Il Comune di Nard rassicura: "Gli interventi dovranno essere preceduti da rilievi georeferenziati del perimetro dell'ulivo monumentale, delle alberature monumentali isolate e dei manufatti che testimoniano l'antica attivit rurale. Ci al fine di verificare eventuali interferenze tra le infrastrutture e gli alberi di ulivo, il cui espianto o spostamento, se necessario, dovr in ogni caso essere autorizzato". Il che significa che lo spostamento delle piante non comunque escluso a priori.

GLI OPPOSITORI

Secondo il Comitato "Salviamo la Sarparea" non ci sono accortezze che tengano: il megaintervento edilizio cambier radicalmente la connotazione di quell'area. "Tale piano distrugger irreparabilmente un patrimonio fondamentale per l'identit della nostra comunit", scrive il Comitato, annunciando "ricorso in ogni sede". Il consigliere comunale del Pd Lorenzo Siciliano, invece, critica la scelta "di approvare la delibera in giunta, sottraendola alla discussione del Consiglio".



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