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Esportazione selvaggia dei beni culturali: marted l'ultimo atto
Tomaso Montanari

In questo Paese parlare di politica non vuol dire parlare di cose, ma di formule. Non di vita reale, ma di logiche astratte. Non di giusto e sbagliato, ma di tattico e conveniente.

Per esempio: marted prossimo ci sar al Senato il voto definitivo sul famoso ddl sulla concorrenza. E siccome con ogni probabilit il governo porr la questione di fiducia (abusandone ancora una volta) tutto coloro che sostengono il governo voteranno s, salvo poi venire a spiegare che hanno 'dovuto' votare una legge in parte sbagliata. Dannosa, distruttiva. E scritta sotto dettatura della lobby dei grandi mercanti d'arte.

Alcuni senatori di Articolo 1 - Mdp hanno provato a presentare un ordine del giorno che impegnava il governo a rivedere l'articolo relativo all'esportazione dei patrimonio culturale, perch reca evidente pregiudizio per la certezza del diritto, la parit di trattamento fra i cittadini, la tutela del nostro patrimonio culturale. Con un discutibile cavillo procedurale si loro impedito di farlo, ma la sostanza resta. E la sostanza che il ddl Concorrenza non rimuove alcun ostacolo al libero mercato dell'arte, ma invece elimina i controlli che lo Stato esercita su antiquari, galleristi e case d'aste in funzione dei compiti di tutela del patrimonio culturale demandatigli dall'articolo 9 della Costituzione.

Per eliminare i controlli, di fatto si elimina una parte dal patrimonio culturale nazionale stabilendo che alcuni beni che oggi ne fanno parte, domani non vi rientreranno pi e dunque non dovranno pi, fra l'altro, passare al vaglio degli uffici esportazione del Ministero per lasciare il territorio del Paese. Per esempio lo fa innalzando da 50 a 70 anni la soglia in cui un'opera d'arte tutelata: la norma, di carattere generale, impatta sull'intero patrimonio culturale, non solo su quello che interessa galleristi, antiquari e case daste, visto che coinvolge anche i beni degli enti pubblici, delle fondazioni, degli enti ecclesiastici e gli immobili e che, soprattutto, non riguarda solo l'esportazione, ma tutte le attivit di tutela. Dopo che il ddl sar approvato tutte le migliori opere di architettura, design, pittura, grafica, scultura, realizzate fra il 1947 e il 1967 da maestri quali Luigi Caccia Dominioni, Gio Ponti, Ignazio Gardella, Figini e Pollini, BBPR, Vico Magistretti, Marco Zanuso, Luigi Moretti, Carlo Mollino, Achille Castiglioni, Bruno Munari e perfino da Balla, Carr, Fontana, Burri, Melotti, Morandi, De Chirico, Guttuso e molti altri saranno libere di essere demolite, distrutte, danneggiate, vendute, alterate, adibite a usi non consoni, restaurate e trasformate senza controllo, perch non pi protette dal Codice dei Beni culturali.

E tutto questo solo per consentire che le opere d'arte realizzate fra il 1947 e il 1967 escano liberamente dal Paese!

E poi c' la famosa autocertificazione: basta che chiunque autocertifichi che un'opera che possiede vale meno di 13.500 euro e potr esportarla. Cio la volpe potr autocertificare che la gallina che sta per mangiarsi una gallina piccola piccola, davvero irrilevante per l'integrit del pollaio.

Uscir davvero qualunque cosa: senza rischi per nessuno, visto che le autocertificazioni false non sono sostanzialmente punite. E luscita automatica riguarder non solo le opere con meno di 70 anni ma anche tutte quelle che, indipendentemente da et e autore (che potrebbe anche essere Michelangelo, o Caravaggio) siano ritenute di valore economico inferiore ai 13.500 euro. Il valore sar autodichiarato direttamente dal richiedente l'uscita, vale a dire da chi ha un interesse concreto e diretto a sottostimare il bene.

L'uscita automatica di beni in regime di autodichiarazione favorir la circolazione internazionale di beni rubati, contraffatti, falsi, inalienabili perch appartenenti a enti pubblici o parapubblici che necessitano di permessi previ alla commercializzazione, staccati da monumenti, complessi architettonici e collezioni senza le dovute autorizzazioni, posseduti illecitamente perch scavati o rinvenuti sottacqua dopo il 1909, oggetto di frode fiscale, riciclaggio, operazioni finanziarie gestite dalla criminalit organizzata sempre pi spesso adusa a investire nel mercato dellarte del 900 e contemporanea. Insomma, rispetto a Dario Franceschini, Sandro Bondi ci sembrer un eroe della tutela del patrimonio culturale, un paladino della Costituzione!

Bisogna dare atto a Claudia Mannino (ex 5 stelle) alla Camera e a Michela Montevecchi (5 stelle) al Senato di essere state le pi coerenti e forti oppositrici di questa grave umiliazione dell'articolo 9 della Costituzione. Sarebbe bello che anche tutti i politici che si richiamano alla sinistra (come i senatori di Mdp) fossero altrettano forti e coerenti nella loro battaglia parlamentare.

Perch i cittadini non sono pi disposti ad accettare la logica autoreferenziale del gioco politico: e credono che se un governo mette la fiducia su una legge che vola platealmente la Costituzione non si possa in coscienza votare quella fiducia. Perch la Costituzione vale pi di un governo. E perch sono Paolo Gentiloni e Dario Franceschini ad essere al servizio del patrimonio culturale della nazione: non il contrario.

http://articolo9.blogautore.repubblica.it/2017/07/29/esportazione-selvaggia-dei-beni-culturali-martedi-lultimo-atto/


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