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Il Mibact non spende 240 mila euro per comprare un pezzo di storia
Giuseppe Pullara
Corriere della Sera - Roma 3/7/2017

Sfrecciano chiassose le macchine davanti al grande cancello grigio: via Appia Antica, civico 87, di fronte alle Catacombe di San Callisto. Ecco la grande archeologia romana: il Colombario dei Liberti di Augusto, tre ambienti da tempo senza tetto che raccolsero le olle con le urne cinerarie di centinaia di famigli del primo imperatore. Scoperto a inizio Settecento, studiato da Piranesi e Canina, il sito fu presto adibito a osteria campestre finendo tali funzioni solo pochi mesi fa quando lultimo oste, dopo una trentina danni, ha finalmente liberato larcheocimitero dalla coda alla vaccinara trasferendosi per di fronte al sepolcro di Cecilia Metella.

Il fascino della Roma antica faceva dimenticare ai clienti laspetto macabro del posto, dove erano sistemati tavolini e ombrelloni con relativa mostra di porchetta, cicoria e dolci. Rita Paris, neo-direttrice del Parco dellAppia Antica, immagina il futuro del luogo: Finalmente ora potrebbe essere risanato, con restauro e nuove funzioni. Ma potrebbe ancora essere avvolto nelle fettuccine: i permessi ci sono. Vedremo.

La propriet del Colombario (140 mq) e degli ambienti coperti dellex ristorante (70 mq) era divisa: met a un ingegnere che abita da quarantanni nellattiguo casolare, met alla zia. La famiglia possiede il fondo dai tempi del Pinelli, primi Ottocento. Pio Pellegrini ha voluto comprare un mese fa da Adriana Ciampelletti la sua quota (105 mq) per 240 mila euro nellintento di valorizzare il Colombario con un restauro per promuovere eventi culturali. Lex ristorante, con nuova destinazione duso, potrebbe diventare la casa della figlia.

Il destino del sito archeologico non sarebbe peggiore di prima. Forse i progetti dellingegnere ne migliorerebbero addirittura le condizioni. Rita Paris aveva tentato una contro-mossa invitando il ministero dei Beni culturali ad esercitare entro il 7 luglio la prelazione sulla vendita a Pellegrini della quota Ciampelletti. La compropriet dello Stato avrebbe impedito futuri possibili scempi del sito, nonostante la buona volont dichiarata dallingegnere, a cui la prospettiva della prelazione andava storta: Si sarebbe mantenuta afferma - una inopportuna divisione del monumento.

Il pieno possesso privato del Colombario, risultato dal diniego del Ministero (Non ci sono i soldi per la prelazione) preoccupa invece la Paris, che teme il progressivo degrado del sito archeologico, in possibile oscillazione tra labbandono e un uso commerciale.

Se fosse intervenuto il ministero o il Comune o la Regione si sarebbe potuto realizzare un efficace restauro conservativo, destinando poi lo spazio come punto daccoglienza per i visitatori dellAppia. La direttrice del Parco scettica circa il vero interesse di un privato di tutelare un bene archeologico importante rinunciando a lucrarci sopra.

Che fine avr questa storia che solo a Roma pu essere raccontata?

Una vicenda in cui appaiono nomi illustri, da Augusto a Piranesi, associati loro malgrado a spunti vernacolari come il ristorante peplum sistemato tra centinaia di loculi.

Sullo sfondo, un pezzo di importante archeologia gestita da una vecchia famiglia romana dalle buone intenzioni insidiate per dalla voglia di qualche guadagno. La via Appia va riscattata dalle sue attuali condizioni: i tre quarti dei suoi monumenti sono in mano privata quando invece dovrebbero essere nelle mani dello Stato per un autentico uso culturale dice Rita Paris.

Dopo il mancato intervento del ministero per mancanza di fondi, sembrano pregiudicate tutte le prospettive di riscatto sia del Colombario sia di tanti altri monumenti che affiancano la Regina Viarum .

Lipotesi di esproprio applicata al sito del civico 87 del tutto improbabile, cos come lo per il resto: la indisponibilit finanziaria statale in pratica azzera ogni prospettiva a favore del consolidamento delle funzioni del Parco dellAppia Antica il cui personale ridotto allosso.

Una soluzione, tuttavia, potrebbe trovarsi nella fertile collaborazione tra la parte privata, ove si mostrasse disponibile, e la parte pubblica attraverso accordi di caso in caso. Chiss che aprendo questa strada di partnership tanti problemi legati al futuro del Parco, con i suoi tesori archeologici, non possano essere risolti.



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