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Salvate il Belpaese dagli italiani
Giuseppe Bonura
La Gazzetta del mezzogiorno, 31 luglio 2005

Raccolte le note dello scrittore su monumenti e ambiente

Giorgio Bassani e il suo impegno per «Italia nostra»

Italia da salvare, dice questo titolo postumo di Giorgio Bassani. Salvare da chi?Dalle orde di Attila?Dai lanzichenecchi? Dalle truppe cammellate di Gheddafi? Dai kamikaze venuti dall'Oriente? Dal pericolo giallo costituito dai cinesi? Dai carri armati fantasma del fantasma del generale Rommel? Dalle divisioni cosacene che si apprestano ad abbeverarsi a San Pietro? Dalle cavalcature ferrate del Barbarossa? Da Gengis Kahn? Dai bombardieri americani? Dai musulmani impazziti di Bin Laden?
Niente di tutto questo. Italia da salvare dagli italiani.
Da quando gli italiani hanno occupato l'Italia, non si riesce a salvare più niente. Mi dicono che a Rimini stanno vendendo la sabbia alla Germania, e stanno partendo anche le prime autocisterne piene di acqua di mare. A Berlino vorrebbero costruire un centinaio di stabilimenti balneari con vista sull'Adriatico selvaggio. Va bene, vuoi dire che andremo in ferie sotto la porta di Brandeburgo. Personalmente, su consiglio di un ministro astutissimo, ho comprato un tratto di mare che va da Riccione all'Albania. Tra non molto costerà una montagna di dollari
al metro quadro, una pacchia.
Per molti anni Giorgio Bassani ha rivestito la carica di presidente di «Italia Nostra». Mentre Pasolini denunciava la scomparsa delle lucciole, lui, Bassani, cercava di eliminare le cavallette della ; speculazione edilizia. Con alterne fortune. Non faceva in tempo a salvare le ville di Comacchio, che subito gli cementavano la costa amalfitana. Ad Agrigento c'era chi pensava di costruire balconate sui capitelli dei templi antichi. Il genio della mafia, tipicamente italiano, brillava in tutto il suo osceno fulgore.
Se non ci fosse il lavoro diuturno e penetrante di «Italia Nostra», la nostra penisola sarebbe un vulcano di disastri ecologici.
Ai suoi tempi Bassani dedicava tutte le sue energie intellettuali, politiche, estetiche, etiche e letterarie alla sensibilizzazione per la salvaguardia dell'immenso patrimonio artistico e paesaggistico italiano. Questo suo libro lo dimostra. Contiene tutti i suoi scritti dedicati all’argomento. E’ stato voluto da sua figlia Paola, e reca una prefazione di Giorgio Ruffolo, mentre la cura è di Cristiano Spila.
Spiccano ovviamente le battaglia per salvare Venezia dal degrado e dall'acqua alta. Ma l'occhio di Bassani è lenticolare, e si sofferma spesso su monumenti che gli italiani conoscono poco o che non conoscono per niente, e che assaliti dalla speculazione o dall'incuria rischiano ogni giorno la pelle ( e anche le ossa). La prosa di Bassani è chiara e piana, ma si avverte il tremore e lo sdegno del poeta che vede andare a rotoli la sua stessa terra, e con essa la cultura e i sentimenti dei propri avi.. Ecco come dovrebbe essere uno scrittore che si rispetti.

• «Italia da salvare» di Giorgio Bassani (Einaudi ed., pp. 250, euro 14,00).



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