LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

La deriva del nostro patrimonio
SIMONE PALIAGA, intervista a Salvatore Settis
Avvenire, 22-6-2017


Oggi siamo di fronte a una nuova iconoclastia anche se fatichiamo a riconoscerla. A realizzarla non l'Isis ma noi stessi assicura ad "Avvenire" Salvatore Settis, gi rettore della Scuola Normale Superiore di Pisa e ora presidente del consiglio scientifico del Louvre di Parigi, ribadendo con forza quanto scrive nel suo nuovo libro Cieli d'Europa. Cultura, creativit, uguaglianza (Utet, pagine 108, euro 12).
Perch fatichiamo a riconoscere la nostra iconoclastia, professore?
Dipende da un limite dell'orizzonte cognitivo degli uomini. Quando ci imbattiamo in qualcosa di nuovo siamo indotti a riferirci al passato per aiutarci a pensare e quindi fatichiamo a riconoscere e identificare la portata del nuovo.
La distruzione delle immagini non una novit nella storia per...
Quando accade con i Buddha di Bamiyan o a Palmira riconosciamo senza difficolt l'azione iconoclasta. Ma quando succede davanti ai nostri occhi non la identifichiamo come tale. Provi a pensare a tutte le pievi di campagna abbandonate a se stesse? Napoli, poi, piena di chiese lasciate andare.
Non sarebbe meglio forse definirla incuria?
sbagliato usare questo termine perch allude a qualcosa di passivo. Preferisco parlare proprio di iconoclastia per sottolinearne l'aspetto attivo. Ci si nasconde dietro la crisi economica e la mancanza di fondi ma lo sfacelo del patrimonio deriva da una scelta. Se solo recuperassimo i miliardi dell'evasione fiscale troveremmo le risorse per affrontare il problema. Ma evidentemente si preferisce permettere che i soldi vadano altrove.
Quale differenza c' tra l'iconoclastia passata e quella odierna?
Ci sono due tipi di iconoclastia nella storia. Quello di ispirazione religiosa come era accaduto a Bisanzio o nella Torino del vescovo Claudio tra l'816 e l'828 o ancora nella Ginevra calvinista. E poi c' quella politica: pensi alle statue di Mussolini, Stalin, Saddam Hussein abbattute dopo il crollo dei loro regimi.
E dunque a quale appartiene la nostra iconoclastia?
A quello politico. Oggi si vuole far genuflettere il cittadino davanti agli imperativi del mercato. Anche papa Francesco denuncia questo stato di cose nella sua enciclica Laudato si' quando sottolinea la necessit di sottomettere l'economia alle esigenze degli uomini e di combattere la tendenza contraria.
Ma perch distruggere la memoria storica anzich coltivarla?
Il mondo diventato di una complessit stupefacente. Mai l'essere umano si trovato a fronteggiarne tanta. Per limitarne il peso si scelto di concentrarci sul presente. Contrarre il tempo e il mondo serve a ridurne la complessit. Per uscire da questa situazione dobbiamo recuperarla, questa complessit, perch solo a partire da essa possiamo ritrovare la memoria. Per farlo occorre ritrovare il riferimento ai principi morali che il dominio del mercato ci ha costretto a rimuovere.
Per esempio?
Penso all'equit che non significa offrire a tutti la stessa condizione economica ma semplicemente lottare contro il divario tra quanti oggi vivono in un'Europa prospera, dove pi nessuno praticamente muore di fame, e il resto del mondo.
Tornando all'iconoclastia, perch non facciamo nulla per arrestare la perdita della memoria?
Non ce ne accorgiamo nemmeno. La memoria, come negli anziani, si perde poco a poco senza avvedersene.
Cosa fare per recuperarla?
Per potercene accorgere dobbiamo ricorrere alla vita esaminata, come la chiamava Socrate. Dobbiamo cominciare a osservare noi stessi per comprendere quali motivazioni spingano il nostro agire. E se la vita esaminata importante per l'individuo si figuri per le comunit, perch di esse che parlo nel mio saggio. Se accettiamo di sottomettere la cultura all'economia condanniamo le civilt al declino. Mi stupisco sempre nel sentire anche politici di rilievo rispondere a chi chiede loro conto dello sfacelo del patrimonio artistico italiano che prima occorre mettere a posto i conti e poi finalmente occuparsi della cultura.

Le scuole dovrebbero sensibilizzare sulla perdita della memoria...
Purtroppo le riforme attuate in Italia tendono a creare esecutori ubbidienti e non cittadini consapevoli. vero che questa tendenza ormai generalizzata un po' ovunque. Ma non vale per le scuole pi sofisticate. Negli Stati Uniti per esempio cos funziona la gran parte delle scuole pubbliche ma non per le scuole private. Peccato per che pochi possano permettersele. Crescer cos anche in Italia una disparit tra scuole con cittadini che godranno di una formazione di livello inferiore. E questo inaccettabile.

Come riattivare il circuito di trasmissione per riattivare la memoria?
Un ruolo fondamentale lo giocheranno le associazioni civiche. Quelle che agiscono per esempio in difesa del teatro, della musica o per altri scopi che purtroppo non si collegano tra loro. Esse sono importanti centri di trasmissione intergenerazionale. Queste associazioni dovrebbero federarsi per darsi una voce comune ed esercitare pressione sui partiti politici. Grazie a esse potr riemergere una nuova coscienza civica e nascere una democrazia che partir dal basso.



news

09-11-2019
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 9 NOVEMBRE 2019

04-10-2019
Unicredit mette all'asta da Christie's capolavori della sua collezione

14-09-2019
Da Artribune: Franceschini sospende i decreti Bonisoli

05-09-2019
Franceschini, il primo appuntamento al Museo della Liberazione di via Tasso

02-09-2019
Giuliano Volpe: Ci piacerebbe un ministro più educato

29-08-2019
Da Finestre sull'arte vi segnaliamo...

25-08-2019
Sul Financial Times si parla dei provvedimenti Bonisoli

22-08-2019
Trasferito il Soprintendente di Pisa che si era opposto alle bancarelle in piazza dei Miracoli

20-08-2019
In Finestre sull'arte: Gli accorpamenti della riforma Bonisoli affosseranno definitivamente i musei piccoli?

20-08-2019
Caos musei. Nel sito Emergenza Cultura vi segnaliamo...

16-08-2019
Da Finestre sull'arte: Musei, tutti gli accorpamenti decisi da Bonisoli

14-08-2019
Bonisoli firma decreto musei, ecco cosa prevede

01-07-2019
APPELLO - Per il parco archeologico dell'Appia Antica

30-06-2019
Documento dell'API sulla riforma del Ministero: riorganizzazioni perenni

27-06-2019
La FCdA per il Museo Etrusco di Villa Giulia e il Parco Archeologico dell'Appia Antica

26-06-2019
Firenze, l'annuncio di Bonisoli: "Accademia formerà polo unico con gli Uffizi"

21-06-2019
Lorenzo Casini sulla riforma del Ministero: Linsostenibile leggerezza ovvero la nuova riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac)

05-06-2019
Alinari. Quale destino per la più grande raccolta museale di fotografie in Italia? Un comunicato della SISF

30-05-2019
Bando per il premio Silvia Dell'Orso 2019: scadenza 30 settembre

07-05-2019
Dal blog di Carlo Pavolini: Luca Nannipieri e l'abolizione delle Soprintendenze

25-03-2019
Pisa. Bonisoli: Sarà trovata soluzione per ambulanti ma non in piazza Miracoli

25-03-2019
E' mancato questa mattina Andrea Emiliani

28-02-2019
Associazione culturale Silvia Dell'Orso: VIII edizione di Visioni d'arte

26-02-2019
Mai più bancarelle in piazza dei Miracoli. Firmate l'appello

14-02-2019
Appello. Contro lo smantellamento dello Stato Italiano

13-01-2019
Per unarcheologia fuori dallimpasse. Lettera al Ministro Bonisoli di API (Archeologi Pubblico Impiego)

11-01-2019
Sulla riforma delle Soprintendenze e dei musei di archeologia. Dichiarazione di archeologi accademici Lincei

29-12-2018
Per un rafforzamento delle soprintendenze uniche

29-12-2018
A proposito dell'appello agli archeologi: "Firme e coerenza" di Pier Giovanni Guzzo

18-12-2018
APPELLO AGLI ARCHEOLOGI

Archivio news