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FIRENZE-Icomos a Firenze. Larea Unesco in dodici punti critici
www.eddyburg.it, 23/06/2017

Il Laboratorio PerUnaltracitt sottopone a Icomos le principali criticit che coinvolgono siti Unesco di Firenze (e non solo Firenze). perUnaltracitt online, 21 giugno 2017 (c.m.c.)



Il Laboratorio PerUnaltracitt esprime in 12 punti la sintesi delle principali criticit da sottoporre allattenzione di Icomos (Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti) nella convinzione che occorre mettere a punto una diversa politica di piano sostenuta da una nuova e diversa cultura del progetto capace di coinvolgere le periferie nella salvaguardia della Citt antica e del suo patrimonio collinare. Se la periferia diventa la citt, si potr allentare lassedio al nucleo storico da parte della speculazione e dellattuale eccedenza turistica.

1. Lalienazione del patrimonio edilizio storico monumentale pubblico/privato: alle vendite viene garantito il cambio di destinazione per usi alberghieri o residenze di lusso e si garantisce la realizzazione di garages sotterranei, situati nella falda freatica.

2. Lescavazione di 21 parcheggi sotterranei in area urbana, di cui ben 6 in zona Unesco, tra cui il parcheggio sotterraneo di Piazza Brunelleschi. Lulteriore escavazione di parcheggi sotterranei nellarea di Via Tornabuoni, in particolare sotto il giardino di Palazzo Antinori, a ridosso della Prima e della Seconda cinta muraria di Firenze.

3. La realizzazione del nuovo aeroporto intercontinentale di Peretola, con la buffer zone e traiettorie degli aerei sulla verticale di ambedue i siti Unesco: Centro storico e Ville Medicee. Previsto il raddoppio dei passeggeri in transito di circa 4,5 milioni/anno (vedi punto 6).

4. La realizzazione di una linea tramviaria nel sottosuolo del Centro storico, che metterebbe a rischio la stabilit degli edifici del Sito Unesco e lintegrit dei reperti archeologici sotterranei.

5. Gli scavi dei tunnel nellarea Fortezza da Basso/Santa Maria Novella: per lAlta Velocit, sotto la Fortezza da Basso e Piazza della Libert; per la nuova stazione ferroviaria AV, sotterranea e a ridosso del torrente Mugnone; per le varie gallerie veicolari utili al transito in superficie della tramvia.

6. Linsostenibilit acclarata della pressione del turismo sul Sito Unesco: oltre 9 milioni/anno le presenze, occasione di sviluppo di bassa qualit e causa di forte degrado strutturale e di allontanamento dei fiorentini dal Centro storico della loro citt (vedi punto 10).

7. Lutilizzo improprio delle Piazze del centro storico in occasione di manifestazioni varie e mercatini con allestimento di strutture temporanee fortemente invasive, fuori scala rispetto allequilibrio architettonico degli spazi, costruite con materiali incompatibili esteticamente con lambiente (in particolare Santa Croce e S.S. Annunziata) e penalizzanti per la vita dei residenti rimasti nel Centro storico (vedi punto 10).

8. La privatizzazione degli spazi pubblici della citt per organizzazione di eventi riservati: Ponte Vecchio, Forte Belvedere, Accademia ecc. e soprattutto Palazzo Vecchio che ospita un numero esorbitante di iniziative con ingresso ad invito per cene servite nel Salone dei Cinquecento o in altri ambienti del percorso museale per centinaia di persone con allestimenti incongrui alla rilevanza del bene culturale.

9. La perdita dei significati storici e identitari del Sito Unesco. Evidenti i fenomeni di gentrification urbana e trasformazione della citt in una Disneyland del Rinascimento: sostituzione delle botteghe artigianali e del piccolo commercio di prossimit con catene commerciali internazionali che omologano il Centro storico a una qualunque altra citt. Ristorazione selvaggia e finta locale.

10. La progressiva ed inesorabile espulsione delle famiglie residenti nel centro storico a favore di turisti mediante trasformazione degli immobili in residenze temporanee (spesso al nero) con conseguente desertificazione del tessuto urbano centrale per quanto riguarda i servizi rivolti ai cittadini in favore del commercio per i non residenti (vedi punto 9).

11. Lo storno di risorse economiche dal pubblico al privato che pregiudica la sicurezza del Centro storico: il caso pi eclatante quello della voragine di Lungarno Torrigiani, crollo dovuto alla mancata manutenzione dellacquedotto. Gli utili netti di Publiacqua spa non sono state destinate alla manutenzione ma suddivise come dividendi degli azionisti.

12. La realizzazione di mostre in luoghi chiave del Centro storico in cui pu esporre chi paga, senza nessuna Commissione di valutazione sul valore delle opere. Un modo semplice, per chi ha i denari (collezionista/produttore) per alterare le quotazioni del mercato dellarte utilizzando uno scenario unico al mondo.



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