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Brera, il nobile destino di Palazzo Citterio
Paola DAmico
Corriere della Sera - Milano 18/6/2017

Viaggio nelledificio che ospiter le opere della Pinacoteca. Quasi conclusi i restauri

Quasi conclusi i lavori di Palazzo Citterio. Via i ponteggi dalla facciata di via Brera, terminate le prove colore sullimponente portone dingresso, si lavora al collegamento con Brera attraverso il cortile interno e lOrto botanico. A fine agosto sar consegnato alla Pinacoteca, a cui spetter lallestimento con opere di autori del Novecento, da Medardo Rosso a Boccioni, a Morandi, Carr, De Pisis e Sironi.
Quasi conclusi i lavori di Palazzo Citterio. Si stanno smontando i ponteggi dalla facciata di via Brera. Terminate le prove colore sullimponente portone dingresso in ferro per riportarlo alloriginario antracite. Al dunque il collegamento con Brera attraverso il cortile interno e lOrto botanico. A fine agosto, sar consegnato alla Pinacoteca, cui spetter di allestire i vasti spazi con le opere del Novecento tra cui quelle donate da Emilio e Maria Jesi, Medardo Rosso, Boccioni e Severini, e poi Morandi, Carr, De Pisis, Sironi, Picasso. Fu pensando a collezioni di straordinario valore come queste che nel 1972 lo Stato acquist il palazzo, per un miliardo e 104 milioni di lire, dal conte Giannino Citterio.

Gli ambienti recuperati da restauro e rifunzionalizzazione rilanciati dal ministero della Cultura, tre anni di cantiere, con i fondi Cipe, ospiteranno anche esposizioni temporanee, sale conferenze, al piano terra book shop e caffetteria. Alla vigilia della fine lavori, la Soprintendente della Citt metropolitana, Antonella Ranaldi, auspica che il palazzo si possa aprire in settembre, in occasione delle giornate europee del patrimonio. Mostrare accanto al decoroso palazzetto settecentesco restaurato le stigmate di interventi e aggiunte che creano un effetto ardito, certe volte straniante, sar questo il suo fascino e la sua unicit.

Dietro alla facciata del palazzo (1764) gi Furstenberg poi Rosenberg Colorni, convivono stratificate e ora cristallizzate dal restauro le diverse trasformazioni subite nel corso di quasi mezzo secolo. Come quelle del primo progetto, voluto da Franco Russoli, firmato da Ortelli e Sianesi a met degli anni Settanta, primo step del progetto Grande Brera, che sventrarono il palazzo, rialzando il piano superiore con lucernai e soffitti a cassettone di cemento armato e demolirono lo scalone storico. Interventi oggi forse anche solo impensabili. Opere iniziate e interrotte e poi riprese a distanza di dieci anni con la chiamata al civico 12 di via Brera dellarchistar James Stirling, lartefice dellespansione della Staatsgalerie di Stoccarda, con un progetto ancor pi grandioso, di cui si realizzarono le sale ipogee, scendendo venti metri sotto il giardino. Tra il 1989 e il 2001, sposta il baricentro dinteresse da Palazzo Citterio al giardino. Stirling muore nel 1992 senza vedere completato il suo lavoro ricorda Ranaldi . Il suo linguaggio brutale e senza mediazioni per il cemento a vista, la scala a forbice con rampa centrale e soprattutto il pilastro centrale, iconico nel suo riferimento alla colonna dorica, si pensi anche ad Adolf Loos nel progetto di grattacielo a forma di colonna. Immensi spazi alti cinque volte un uomo. Ma si ripete la storia di false partenze e promesse tradite.

Anche questo intervento rimase incompiuto, bloccato dallinnalzamento della falda acquifera. Tutto stato recuperato, messo in sicurezza, restaurato e dotato di impianti come da progetto aggiudicato a seguito di gara con linserimento di una scala leonardesca a rampe incrociate che si stringono e si allargano aggiunge la Soprintendente . Lindirizzo era far convivere le diverse anime del palazzo, anche quelle pi recenti, limitando le aggiunte se non quelle necessarie alla funzionalit. I dirigenti di Palazzo Litta hanno seguito il restauro delle parti storiche, che avevano sopportato gli stravolgimenti dei 40 anni trascorsi, prima sottovalutate ed ora rivalutate per riemergere a nuova vita. Ed cos che nellinfilata di stanze al piano nobile, con affaccio su via Brera, sono ritornati alla luce i soffitti dipinti e gli stucchi, recuperate le porte. Sul lato verso il giardino, gli ambienti luminosi di gusto neoclassico.

Negli anni dei progetti di restauro iniziati e fermati per cambio di rotta o mancanza di fondi, il palazzo apr due volte. La prima, nel 1984, per la grande personale di Alberto Burri. La seconda e ultima per Lisola dei porci di Paul McCarthy, ultima prova dellesistenza di palazzo Citterio. Era il luglio 2010.



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