LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

La valutazione la facciano gli studiosi, i visitatori e i cittadini. Non il Tar!
Giuliano Volpe*
The Huffington Post 26/5/2017

* Giuliano Volpe presidente del Consiglio Superiore Beni culturali e paesaggistici del MiBACT

A poche ore dalla scioccante sentenza del Tar Lazio, Eva Degli Innocenti, direttrice del MArTa il Museo Archeologico di Taranto, ha inaugurato ieri una mostra sulla via Appia con Paolo Rumiz. Due giorni fa, ignaro della sentenza che da oggi gli impedisce di dirigere il MANN, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Paolo Giulierini presentava a Roma con il ministro Franceschini la grande mostra sui Longobardi che dal prossimo autunno si snoder tra Pavia, Napoli e San Pietroburgo.

Sono solo due dei cinque direttori di musei che improvvisamente si trovano impossibilitati ad operare: non possono pi firmare un documento, approvare una spesa, autorizzare un prestito o lo studio di un pezzo delle proprie collezioni, presiedere il consiglio di amministrazione. E devono anche trovarsi un bravo avvocato. Attendendo fiduciosi, loro e noi tutti, un rapido intervento (si pensa nel giro di 15-20 giorni) del Consiglio di Stato che risolva questa insensata vicenda. Se siamo ancora in uno Stato di Diritto, nel quale, come ha ricordato Sabino Cassese, che qualche conoscenza di diritto amministrativo ha, dal 1957 garantita la libera circolazione dei lavoratori europei. L'art. 38 della legge del 2001, tanto richiamato in queste ore, si riferisce a ruoli dirigenziali in ambiti particolari, dove in gioco l'interesse nazionale (per intenderci non si dovrebbe mettere uno straniero a dirigere i servizi segreti!). I direttori dei musei, anche se di ruolo direttivo, hanno ampia autonomia ma devono dare conto al Direttore Generale Musei, al Segretario Generale e al Ministro. Portata alle estreme conseguenze la posizione del Tar, non dovrebbe essere possibile nemmeno nominare professore ordinario universitario uno straniero.

Come viene selezionato il direttore di un grande museo straniero, come il Louvre o il British Museum, cio uno di quei musei di solito presi a modello? Con una selezione internazionale, fatta da una commissione che dopo aver valutato i candidati tramite curriculum e averli intervistati, propone al Consiglio di Amministrazione o all'Ente, cui il Museo afferisce, una rosa e tale organismo sceglie e affida l'incarico, normalmente a termine, che si conclude con una valutazione finale dell'attivit svolta e soprattutto dei risultati raggiunti. Se positiva il Direttore viene riconfermato, altrimenti torna a casa.

Come sono stati selezionati Eva Degli Innocenti per il MArTa, Gabriel Zuchtriegel per Paestum, Paolo Giulierini per il MANN, Carmelo Malacrino per il museo di Reggio Calabria, cio alcuni dei musei su cui si abbattuta la sentenza del Tar Lazio? Praticamente con queste stesse procedure: una commissione internazionale, costituita da vari specialisti, ha valutato i titoli e i curricula, ha selezionato prima una rosa di 10 candidati ammessi al colloquio e poi ha proposto una terna al Ministro Dario Franceschini o al Direttore Generale Musei Ugo Soragni, per la scelta dei direttori, rispettivamente, di prima o di seconda fascia.

Come venivano invece selezionati i direttori dei musei prima della riforma del 2014? Con nessuno di questi sistemi, semplicemente perch i musei non esistevano come soggetti autonomi, erano uffici delle Soprintendenze: pertanto il Soprintendente poteva egli stesso assumere la direzione di un museo o autonomamente ne affidava la direzione a uno dei suoi funzionari, rimanendo in carica per un anno, dieci, a vita o per pochi mesi. Peraltro, privo di autonomia scientifica e gestionale e spesso occupandosi del museo tra mille altre pesanti incombenze della tutela di un territorio. Alcuni tra questi funzionari hanno fatto un ottimo lavoro, in condizioni difficilissime e questo va loro riconosciuto. Ma era quello un sistema che non funzionava e al quale speriamo non si debba tornare.

Chiariamo un'altra questione vista la confusione del momento. I ricorsi al Tar sono due: uno riguarda i direttori di Palazzo Ducale di Mantova e della Galleria Estense di Modena e tocca anche la complessa questione della partecipazione degli stranieri ai concorsi nella pubblica amministrazione, l'altro stato rivolto contro i direttori archeologi dei musei di Taranto, Napoli e Reggio Calabria e il parco di Paestum ed relativo alla procedura seguita dalla Commissione. Non entro nel merito ovviamente e aspetto, come tutti, fiducioso la sentenza del Consiglio di Stato che speriamo ponga presto fine a questa bizzarra vicenda, soprattutto per la provinciale discriminazione verso altri cittadini europei. Faccio solo notare che uno dei due ricorrenti (valutato dalla stessa Commissione nella seconda procedura) risultato vincitore, e attualmente dirige meritatamente un importante parco archeologico. Se la procedura fosse stata scorretta, come afferma il ricorrente, lo sarebbe anche quella che un anno dopo lo ha dichiarato vincitore? Ma soprattutto la domanda : la valutazione deve essere basata sulla qualit e sul merito e affidata ad una commissione internazionale di specialisti, come avviene in tutto il mondo, o deve essere condotta con i formalismi da azzeccagarbugli?

C' immediatamente il rischio della paralisi, al quale sta ponendo rapidamente rimedio il MiBACT, nominando dei supplenti, per evitare che quattro musei e il parco archeologico di Paestum, all'inizio della stagione estiva che normalmente richiama un maggior numero di visitatori, si blocchino. Alla pessima figura internazionale che l'Italia sta facendo in queste ore (sono decine le telefonate e i messaggi ricevuti da colleghi italiani e stranieri esterrefatti, in particolare per questo incomprensibile pregiudizio verso altri cittadini europei!) si aggiungerebbe un enorme danno. Questo non perch si sia valutato negativamente l'operato dei nuovi direttori ma sulla base di cavilli formali astrusi, in un paese burocratizzato, incapace di produrre vero cambiamento (o meglio in grado di bloccare chi le riforme cerca realmente di realizzare), che non bada alla qualit, al merito, alla sostanza, ma solo e sempre pi ai formalismi.

In queste ore i conservatori ostili alle riforme dei beni culturali stanno festeggiando, sperando di bloccare con un cavillo quella che non esito a definire una vera e propria rivoluzione, non priva certamente di problemi e anche di errori, come sempre accade nei grandi cambiamenti, ma che guarda pi lontano, con una visione innovativa di museo e di patrimonio culturale. In questi ultimi anni i musei italiani hanno conosciuto una vera rivoluzione, per la prima volta adeguandosi agli standard internazionali: direttori dotati di autonomia gestionale e scientifica, consigli di amministrazione e comitati scientifici, bilanci autonomi, risorse gestite direttamente e reinvestite per dare migliori servizi e anche per sostenere i musei "minori".

Una rivoluzione, ancora in corso, che cerca di trasformarli da luoghi poco ospitali, esclusivi, respingenti, privi di servizi essenziali (non a caso ancora oggi definiti "aggiuntivi") e di supporti didattici adeguati, legati all'uso di un intollerabile e misterioso linguaggio iper-tecnicista, che provoca spesso nel visitatore un senso di inadeguatezza e di spaesamento, in luoghi aperti, accoglienti, inclusivi, piacevoli. "Studio, educazione e diletto" sono le finalit indicate dalla legge sui musei datata 2014 (prima l'Italia ne era sprovvista!), esattamente secondo i precetti dell'ICOM, l'International Council of Museums. Ci sono ancora molti problemi aperti, tante cose che non vanno e varie questioni da risolvere: ma i progressi sono sotto gli occhi di tutti. Sono sempre pi strutture aperte alla citt e ai cittadini, come si pu facilmente verificare a Taranto, a Napoli, a Reggio Calabria e in ogni altra citt. Sarebbe un danno per il paese se il processo si bloccasse, come alcuni sperano, immaginando che il prossimo ministro debba smontare pezzo per pezzo la riforma Franceschini. Con il solito vizio italico di distruggere quanto fatto dal predecessore e ricominciare sempre daccapo.

Queste semmai sono le parole chiave anche per il futuro di questa rivoluzione: 1) autonomia piena, anche nella gestione e nello stesso reclutamento del personale; 2) piena responsabilit nelle scelte effettuate; 3) un rigoroso sistema di valutazione che consideri non solo l'incremento del numero dei visitatori, ma soprattutto la qualit dei servizi, la comunicazione, le collaborazioni con universit e istituti di ricerca italiani e stranieri, la promozione della ricerca, l'accessibilit ai dati, gli accordi con associazioni, scuole, fondazioni, il radicamento e la partecipazione attiva dei cittadini, la promozione dello sviluppo locale. Ecco per cosa dovrebbero essere valutati i direttori dei musei: dai visitatori, dagli studiosi, dai cittadini. E non certo da un Tar!

http://www.huffingtonpost.it/giuliano-volpe/la-valutazione-la-facciano-gli-studiosi-i-visitatori-e-i-cittad_a_22110493/


news

18-11-2019
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 18 NOVEMBRE 2019

14-11-2019
Cosa succederà alla Biblioteca Guarneriana di S. Daniele del Friuli? Un appello dei cittadini al sindaco

04-10-2019
Unicredit mette all'asta da Christie's capolavori della sua collezione

14-09-2019
Da Artribune: Franceschini sospende i decreti Bonisoli

05-09-2019
Franceschini, il primo appuntamento al Museo della Liberazione di via Tasso

02-09-2019
Giuliano Volpe: Ci piacerebbe un ministro più educato

29-08-2019
Da Finestre sull'arte vi segnaliamo...

25-08-2019
Sul Financial Times si parla dei provvedimenti Bonisoli

22-08-2019
Trasferito il Soprintendente di Pisa che si era opposto alle bancarelle in piazza dei Miracoli

20-08-2019
In Finestre sull'arte: Gli accorpamenti della riforma Bonisoli affosseranno definitivamente i musei piccoli?

20-08-2019
Caos musei. Nel sito Emergenza Cultura vi segnaliamo...

16-08-2019
Da Finestre sull'arte: Musei, tutti gli accorpamenti decisi da Bonisoli

14-08-2019
Bonisoli firma decreto musei, ecco cosa prevede

01-07-2019
APPELLO - Per il parco archeologico dell'Appia Antica

30-06-2019
Documento dell'API sulla riforma del Ministero: riorganizzazioni perenni

27-06-2019
La FCdA per il Museo Etrusco di Villa Giulia e il Parco Archeologico dell'Appia Antica

26-06-2019
Firenze, l'annuncio di Bonisoli: "Accademia formerà polo unico con gli Uffizi"

21-06-2019
Lorenzo Casini sulla riforma del Ministero: Linsostenibile leggerezza ovvero la nuova riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac)

05-06-2019
Alinari. Quale destino per la più grande raccolta museale di fotografie in Italia? Un comunicato della SISF

30-05-2019
Bando per il premio Silvia Dell'Orso 2019: scadenza 30 settembre

07-05-2019
Dal blog di Carlo Pavolini: Luca Nannipieri e l'abolizione delle Soprintendenze

25-03-2019
Pisa. Bonisoli: Sarà trovata soluzione per ambulanti ma non in piazza Miracoli

25-03-2019
E' mancato questa mattina Andrea Emiliani

28-02-2019
Associazione culturale Silvia Dell'Orso: VIII edizione di Visioni d'arte

26-02-2019
Mai più bancarelle in piazza dei Miracoli. Firmate l'appello

14-02-2019
Appello. Contro lo smantellamento dello Stato Italiano

13-01-2019
Per unarcheologia fuori dallimpasse. Lettera al Ministro Bonisoli di API (Archeologi Pubblico Impiego)

11-01-2019
Sulla riforma delle Soprintendenze e dei musei di archeologia. Dichiarazione di archeologi accademici Lincei

29-12-2018
Per un rafforzamento delle soprintendenze uniche

29-12-2018
A proposito dell'appello agli archeologi: "Firme e coerenza" di Pier Giovanni Guzzo

Archivio news