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in difesa dei beni culturali e ambientali

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CALABRIA- Il patrimonio culturale italiano fatto a pezzi e svenduto agli stranieri: il caso della chiesetta di Cleto in Calabria
Francesca Canino,
www.emergenzacultura.org, 18/05/2017

La svendita del patrimonio artistico italiano ormai una realt contro la quale si deve intraprendere una tenace battaglia, una crociata vera e propria a difesa di secoli di storia, arte e tradizioni. Anche i piccoli centri non risultano immuni dal redditizio business dellarte, complici gli scarsi controlli e una normativa che si vuole trasformare a vantaggio del mercato.

Salvatore Settis, solo poche settimane fa, cos ha scritto: La nuova norma trasforma lItalia in un gigantesco magazzino di beni culturali di seconda mano, dove chiunque invitato a entrare col carrello della spesa. Ecco arrivare al Consiglio dei ministri un Ddl sulla concorrenza, che

dovrebbe parlare di energia, assicurazioni e cos via, ma cova al suo interno unescrescenza impropria, lart. 68, che disciplina la semplificazione della circolazione internazionale dei beni culturali.
Non una bella notizia per lItalia, gi nel mirino di tombaroli, mercanti darte e miliardari stranieri. Anche in Calabria, il mercato, soprattutto dei reperti archeologici, esiste da sempre, ma negli ultimi anni stato esteso anche a beni di grosse dimensioni, come le chiese.
Un paio di anni fa, un paesino dellalto Jonio calabrese, Montegiordano, stato teatro di un episodio alquanto sconcertante: unantica chiesetta di origine medievale dedicata alla Madonna del Carmine, fu smontata per essere spedita al MOMA di New York, dove sarebbe stata rimontata ed esposta in modo permanente. Unidea balzana di un artista che aveva acquistato on line limmobile. Tutto avvenne e questo fu molto grave nel silenzio degli enti locali. Grazie allallarme lanciato da uno storico dellarte, che invi uninformativa al ministro Bray, e alla conseguente mobilitazione della Soprintendenza BAP di Cosenza, si riusc a bloccare, nel porto di Gioia Tauro, il container contenente i pezzi della chiesetta, pronta per attraversare loceano alla volta degli Stati Uniti.
Oggi, sotto i riflettori una chiesetta di Cleto, altro paesino in provincia di Cosenza. Nel 2015, la piccola chiesa del Rosario, detta anticamente chiesa castellense di San Giovanni Battista, viene venduta dalla parrocchia di Santa Maria Assunta a un imprenditore olandese per 10.000 euro. La chiesetta, dichiarata dalla Soprintendenza di interesse culturale (decreto 39/2014), sarebbe dovuta diventare, nelle intenzioni dellacquirente, un centro darte internazionale. Il comune, per, prima che fosse venduta, aveva ottenuto, gi nel 2014, un finanziamento (fondi Por) di 300.000 euro, parte dei quali destinati a mettere in sicurezza ledificio pericolante, i cui lavori furono appaltati nellautunno di quellanno. In seguito, in aprile 2015, lAmministrazione cletese decadde per effetto delle dimissioni dei consiglieri di minoranza e di alcuni di maggioranza. Nel corso del successivo periodo di commissariamento del comune che non si sa come mai non abbia esercitato il diritto di prelazione si registrer la compravendita tra la parrocchia di S. Maria Assunta e limprenditore olandese. Il progetto imprenditoriale di trasformazione del diruto edificio in centro darte, con la rielezione a giugno 2016 dellattuale giunta, non avr vita facile. Gi a luglio dello scorso anno, il Consiglio comunale dichiar di pubblica utilit ledificio, una volta adibito a luogo di culto, e, con decreto successivo lo espropri. Ma il Tar Calabria, al quale si era rivolto limprenditore olandese, annull tutto per difetti di notifica nellottobre successivo. Si attende, ora, il pronunciamento del Consiglio di Stato per stabilire chi dovr disporre della chiesetta e se un bene dichiarato di interesse culturale possa essere alienato ai sensi del Codice dei Beni Culturali vigente.
I due casi citati sono sintomatici della scarsa attenzione che la Soprintendenza calabrese riserva ai beni su cui dovrebbe vigilare (non si capisce, altrimenti, quale possa essere la sua funzione) e mettono in risalto la tendenza, sempre pi diffusa, di fare a pezzi il patrimonio storico-artistico italiano per svenderlo sul mercato internazionale dellarte. Maggiori controlli e sensibilit da parte anche dei cittadini sono da invocare per impedire che il nostro paese, da museo a cielo aperto, si ritrovi ad essere depredato e alienato a stranieri milionari.



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