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Periferie, la rinascita dai monasteri
Massimiliano Melilli
Corriere del Veneto 16/5/2017

Un seminario allabbazia di Praglia propone un modello urbanistico per renderle pi vivibili

Da Fatima, il Papa ha tuonato: Abbattere i muri, ricostruire le periferie. Quello di Francesco lultimo monito contro una condanna, senza appello: le periferie sinonimo di bruttezza, disagio, tensioni. A ogni latitudine. Anche in Veneto. Ma una nuova via possibile. Dal 18 al 20 maggio allAbbazia di Praglia, un seminario sul sistema monastico come modello per le periferie degli uomini, si pone pi di un obiettivo. Ne abbiamo parlato con i curatori: Elena Svalduz e Gianmario Guidarelli, docenti di Storia dellArchitettura a Padova e apprezzati saggisti.

possibile costruire paesaggi di periferie con nuove comunit?

Svalduz: Il progetto Armonie composte stato concepito con lintenzione di osservare e interpretare il paesaggio da un punto di vista antichissimo ma, nello stesso tempo innovativo: quello della cultura monastica. Per secoli i monaci hanno modellato il territorio (bonificando paludi, costruendo sistemi idraulici, piantando boschi, introducendo nuove colture) ma anche nelle periferie delle citt.

Guidarelli: Oggi siamo chiamati non tanto a costruire nuovi paesaggi periferici, quanto a recuperarne la dimensione sociale, ispirandoci proprio agli spazi monastici che sono, per loro natura, comunitari.

Come e perch monastero e territorio possono diventare periferie dello spazio?

Svalduz: Il monastero luogo di confine tra dimensione spirituale e impegno concreto nella costruzione del territorio e pu essere quindi inteso esso stesso come periferia.

Guidarelli: Ma attenzione. Essere separati dalla citt, per, non vuol dire allontanarsene, ma instaurare un rapporto dialettico e, quindi, contribuire alla costruzione del paesaggio di periferia.

Ma nella civilt 4.0 possono convivere tradizione e innovazione, silenzio e comunicazione, materia e spirito?

Svalduz: Il degrado delle periferie nasce dalla rottura dellequilibrio tra la dimensione comunitaria e quella individuale. Gli spazi del monastero, entro i quali si svolgono le funzioni comunitarie, sono spazi sostenibili: rispetto della natura ed equilibrio delle risorse sono parte integrante della vita dei monaci.

Guidarelli: Un equilibrio che pu essere coltivato dalluomo comune, oggi, ricavando per se stesso un tempo rallentato, con spazi e momenti di riflessione, che silenzio e contemplazione del paesaggio possono garantire in un contesto armonico.

Il Veneto di oggi pare sospeso tra centro e periferia. Quale ruolo per arte e architettura?

Svalduz e Guidarelli, quasi in coro: Oggi in Veneto citt, paesi e borghi hanno perso la loro identit, allinterno di un tessuto in gran parte costruito. Larchitetto e lurbanista sono chiamati a restituire identit a questi luoghi, che un tempo erano punti di riferimento, guidati anche dalla conoscenza delle trasformazioni storiche del territorio e da una riflessione di ampio respiro che, ci pare, manchi dallattuale dibattito sulle periferie.

Il seminario di Benedetta Castiglioni e Stefano Zaggia dellUniversit di Padova, pone laccento sulla periferia sinonimo di disagio e degrado. Si pu ribaltare lassioma?

Svalduz: Il seminario intende esattamente ribaltare questo assioma, lidea cio che per forza le periferie siano brutte e che lo sviluppo del paesaggio sia appannaggio di quelle figure definite pianificatori senza cuore da Andrea Zanzotto, lo stesso che nel paesaggio dei colli Euganei vedeva quelle armonie composte che hanno ispirato il nostro progetto.

Guidarelli: Lidea che ci guida quella di trovare nella storia, ma anche nellattualit, modelli ed esperienze positive di costruzione di paesaggi periferici. Si tratta di un percorso pluriennale, cominciato nel 2016, e che ci auguriamo possa trovare nuovi sviluppi grazie anche alla neonata collana Armonie composte della Padova University Press.

Volti molto diversi partecipano ai seminari. C un perch?

Svalduz: Il nostro progetto per sua natura interdisciplinare. Nei giorni in cui si svolge il seminario, tutta la comunit, guidata dallAbate Norberto Villa, si attiva.

Guidarelli: Gli spazi del monastero di Praglia sono ancora spazi di vita comunitaria, di grande bellezza e di armonie composte.



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