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Legge stadi, nella manovrina sparisce il vincolo anti complessi residenziali: via libera alle speculazioni edilizie per sport
Giordano Cardone e Vendemiale
www.eddyburg.it, 27/04/2017

Cancellato con un tratto di penna dalla vecchia normativa il divieto di legare la costruzione di nuove palazzine alla realizzazione di impianti sportivi. il Fatto Quotidiano online, 27 aprile 2017 (p.s.)


Due curve, due tribune e quattro condomini, con appartamenti da rivendere e milioni da incassare: ora si pu. Perch se fino a ieri chi voleva costruire nuovi stadi poteva pensare di rientrare nellinvestimento realizzando solo cinema, negozi e centri commerciali, dal 24 aprile pu mettere in cantiere anche palazzi, case, villette e relativi profitti di vendita. Un affare. Con un tratto di penna su una frase ben precisa contenuta nella vecchia legge sugli impianti sportivi, infatti, il governo Gentiloni ha cancellato il vincolo che impediva di inserire la realizzazione di complessi di edilizia residenziale allinterno del progetto dei nuovi campi sportivi.

Che siano dedicati al calcio o ad altri sport poco importa: basta disegnare arene con capienze da almeno 20mila posti, trovare un imprenditore che fiuta laffare, una societ ambiziosa e unamministrazione comunale compiacente ed il gioco fatto. L dove cera lerba (del campo) ci saranno tante belle casette: lo stadio con gli appartamenti intorno, ovvero larticolo 62 della manovrina firmata da Mattarella pochi giorni fa.

Altr che norma salva "stadio della Roma Lhanno chiamata norma salva stadio della Roma, ma in realt la posta in palio molto pi alta perch di fatto lesecutivo ha riaperto al grande business della speculazione sugli impianti sportivi. Che, di fatto, potrebbero diventare cavallo di troia per imponenti colate di cemento. Anche residenziali come detto, in deroga ai piani regolatori: perch il divieto esplicito per cui i renziani si erano battuti strenuamente nel 2013 (quando erano ancora forza di minoranza del governo di centrosinistra) stato ora cancellato dal ministro dello Sport, Luca Lotti, che ha gi messo la firma sullarticolo della manovrina di primavera. Una rivoluzione, ha rivendicato in unintervista al quotidiano LArena. E come dargli torto: prima la legge non prevedeva nessun altro intervento se non quelli strettamente necessari (definizione che gi aveva prestato il fianco a interpretazioni discutibili), ora pu ricomprendere praticamente tutto.

Con la scusa di un nuovo impianto sportivo (neanche troppo grande: 20mila posti di capienza minima) le societ potranno alzare condomini e palazzine, senza neppure il bisogno di una vera e propria variante urbanistica: dal ministero spiegano che la decisione finale spetter sempre ai consigli comunali, ma di fatto i piani regolatori potranno essere superati semplicemente con il parere positivo della conferenza dei servizi.

Sparitio il vincolo sul residenziale Si tratta a tutti gli effetti di un colpo di mano. A sorpresa, peraltro. Perch nella finanziaria-bis licenziata dal consiglio dei ministri prima di Pasqua era atteso un capitolo dedicato agli investimenti sportivi, dove inserire la tanto attesa garanzia da 97 milioni di euro per la Ryder Cup e alcune misure per i mondiali di sci di Cortina. Ma nessuno si aspettava che spuntasse dal nulla anche un articolo dedicato alla costruzione di impianti sportivi.

Una paginetta scarsa che modifica la normativa vigente in un paio di punti cruciali. La vera novit riassunta tutta in una frase: in quello che c scritto (o meglio, in quello che non scritto) allinterno del comma 1 dellarticolo 62: Lo studio di fattibilit pu ricomprendere anche la costruzione di immobili con destinazioni duso diverse da quella sportiva, complementari e/o funzionali al finanziamento e alla fruibilit dellimpianto. Dal testo stata cancellata la frase con esclusione della realizzazione di nuovi complessi di edilizia residenziale che compariva nella precedente legge n.147 del 2013 e che fino ad oggi aveva messo al riparo i progetti dallinvasione di nuove palazzine. Basta questa piccola spunta per aprire le porte alla speculazione.

Rischio speculazione Il provvedimento molto chiaro, nulla da interpretare: prima cera un vincolo sul residenziale, ora non c pi, commenta Roberto Della Seta, ex presidente di Legambiente e deputato del Partito Democratico, da sempre attivo sulla questione stadi. A me pare che questa operazione non riguardi tanto il nuovo stadio della Roma (a cui lui ora sta collaborando come consulente per la certificazione ambientale per i proponenti, nda), quanto altre citt: ultimamente si parlato di Firenze, mi vengono in mente anche i piani di Lotito per la nuova casa della Lazio che prevedevano una parte residenziale. Di sicuro in molti saranno contenti di questa legge. La misura era stata presentata come un favore allo stadio della Roma perch propone una conferenza dei servizi pi rapida, il cui parere conclusivo dora in poi servir anche da variante urbanistica (lo scoglio su cui la giunta Raggi si era incagliata negli scorsi mesi, anche per le spaccature interne). Ma allinterno dello stesso Movimento 5 stelle romano ritengono che il vero obiettivo sia un altro: Per quel che ci riguarda non ci sono grosse novit, conferma a ilfattoquotidiano.it Daniele Frongia, assessore allo Sport del Comune. Dopo la manovrina lassessore allUrbanistica, Luca Montuori, ha incontrato lAs Roma, ma servito solo per ribadire gli accordi gi presi: le carte in tavola non cambiano. Ovvero a Tor di Valle non ci sar nessuna riconversione degli edifici commerciali previsti dal dossier: Con la vecchia o con la nuova legge, possiamo garantire che il residenziale non entrer nel progetto. Prendiamo atto invece dellaccelerazione nelliter della conferenza: nel nostro caso, dove tutto gi stato approfondito a lungo, potrebbe avere un risvolto positivo, il rischio che abbia effetti deleteri altrove.

La giravolta dei renziani Larticolo 62 della manovrina, insomma, serve anche per chiarire che il parere della conferenza dei servizi sostituir leventuale variante urbanistica necessaria in caso di cambio di destinazione duso dei terreni. Virginia Raggi vi avrebbe fatto volentieri ricorso negli scorsi mesi, quando il progetto di Tor di Valle si era arenato proprio per la difficolt ad approvare un atto in giunta e poi in consiglio comunale (data la contrariet dellex assessore Berdini e di alcuni consiglieri).

Ora il processo accelerato sar un aiuto in pi, ma non sposter gli equilibri che sembrano gi raggiunti. Mentre potrebbe essere determinante per quei progetti ancora tutti da definire nel resto del Paese. C anche un ulteriore favore ai proponenti: la sospensione dei permessi per loccupazione di suolo pubblico nel raggio di 300 metri dallo stadio in occasione delle partite, che rimetter nelle mani delle societ anche il business degli ambulanti. Ma queste sono briciole, in confronto alla possibilit di costruire palazzine e condomini, magari un intero nuovo quartiere, dove non potrebbe sorgere nulla. Un affare da milioni di euro.

Naerdella: Non ho seguito la vicenda. Ma il 10 marzo annunciava novit sulla normativa curioso che quattro anni fa, quando il governo Letta aveva provato a cancellare il vincolo sul residenziale, tra i tanti a insorgere cera stata anche lala renziana del Pd. Dario Nardella, uno dei primi promotori del ddl sugli stadi, aveva difeso personalmente quella clausola, definita come discrimine contro la tentazione di usare la realizzazione di grandi impianti sportivi come pretesto per altre finalit.

Oggi, contattato da ilfattoquotidiano.it, il sindaco di Firenze spiega di essere preso dagli impegni locali in citt e di non aver seguito la vicenda. Eppure la citt da lui amministrata una di quelle maggiormente interessate dalle novit, visto che la famiglia Della Valle costruir nel quartiere di Novoli (inizio lavori previsto nel 2019) un nuovo impianto da 40mila posti. Il progetto stato presentato il 10 marzo e in quella occasione Nardella sottoline con grande soddisfazione di aver saputo dal suo amico Luca Lotti che a breve ci sarebbero state modifiche importanti alla legge sugli stadi. Che quindi gli interessava eccome.

Dagli uffici del ministero dello Sport, invece, precisano che si tratta di una norma che vuole solo snellire alcuni passaggi burocratici e dare una spinta positiva alla ristrutturazione e costruzione di nuovi impianti. E i rischi speculativi? Chi lavora con Luca Lotti sicuro: non ci sono perch la decisione finale spetter sempre ai consigli comunali. Ed in effetti gli enti locali (il Comune, la Regione laddove competente) continueranno ad avere lultima parola allinterno della conferenza dei servizi. Ma stravolgere i profili delle citt italiane grazie ad uno stadio medio-piccolo sar molto pi facile e veloce. E soprattutto redditizio, specie per chi al pallone vuole abbinare il mattone.



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