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Scavi della metro C. Un altro tesoro portato alla luce
Edoardo Sassi
Corriere della Sera - Roma 4/4/2017

lacquedotto pi antico di Roma, ha 2.300 anni

Lo scavo appena terminato, i risultati (parziali, al momento) saranno presentati per la prima volta domani in un convegno alla Sapienza. Ma la scoperta che il Corriere in grado di anticipare di quelle che gli stessi archeologi definiscono di enorme importanza. Si tratta del ritrovamento del pi antico Acquedotto romano (III secolo avanti Cristo), di cui non si immaginava lesistenza, a venti metri di profondit sotto piazza Celimontana, proprio di fronte allOspedale militare del Celio. Il rinvenimento durante i lavori per la Metro C, nel fondo di un pozzo daerazione. Emersa anche una tomba dellet del Ferro. E resti di pietanze dalle tavole dei ricchi romani: cigni, cinghiali, fagiani e pesci rari.

Nel cuore della citt, in piazza Celimontana, nellarea di cantiere che si trova proprio di fronte allOspedale militare del Celio. Qui a quasi venti metri di profondit e dove di norma impossibile scavare, e studiare, in sicurezza ecco quella che gli archeologi definiscono una scoperta clamorosa, di enorme importanza, perch si tratta, quasi certamente, del pi antico Acquedotto romano, risalente al terzo secolo avanti Cristo.

Una scoperta resa nota ieri, ma avvenuta negli ultimi mesi del 2016: I resti conferma Simona Morretta, funzionario archeologo responsabile dellarea Celio per la Soprintendenza di Stato sono emersi durante i lavori della Metro C, scavo iniziato pi di due anni fa, per un pozzo di aerazione del diametro di circa 32 metri e che coinvolge una superfice di circa 800 metri quadri.

Tutti i dettagli della scoperta, che qui si anticipano, saranno illustrati domani in un convegno alla Sapienza ( vedi box ), durante il quale Morretta e Paola Palazzo, che ha diretto lo scavo con la cooperativa Archeologia, illustreranno alla comunit scientifica la loro relazione intitolata Un tratto di acquedotto repubblicano rinvenuto negli scavi Metro c di piazza Celimonana . Solo grazie alle paratie di cemento per i lavori della metro spiega Morretta siamo potuti scendere a quel livello, studiando per la prima volta tutta insieme lintera stratigrafia di Roma, cio partendo dalle case attuali e arrivando gi gi fino a una tomba con corredo funerario, due ciotole, risalente allEt del Ferro, fine X-inizi IX secolo avanti Cristo.

Anche questa tomba, ritrovata per lesattezza a diciotto metri di profondit dallattuale piano di calpestio, una novit per larea del Celio: Roma daltronde si sa, si sempre costruita su se stessa, strato su strato, utilizzando spesso il precedente come fondazione. Dunque una tomba di tremila anni fa, ma sopratutto lAcquedotto: Emerso al metro 17.40, un tratto lungo quanto lintero diametro del pozzo, 32 metri, e alto circa due, composto da blocchi di tufo grigio, il cosidetto cappellaccio . Sicuramente continua, a est e a ovest, ben oltre le paratie.... Lopera ora stata smontata blocco per blocco per un tratto di dieci metri circa, catalogata, stoccata in superficie e si pensa di rimontarla altrove perch anche il pubblico possa vederla: A venti metri di profondit non era e non possibile fare valorizzazione, per cui si punta a un rimontaggio futuro. Va detto comunque che scoperte del genere sono possibili unicamente grazie ai lavori della metro, a quelle profondit di solito non si scende, e questo stato permesso solo grazie alle paratie, per noi studiosi unopportunit straordinaria.

Una struttura seriale, lAcquedotto, comunque in grado di dare informazioni: tante, precise e inedite. Ancora non ne conosciamo lo sviluppo in proiezione, ovvero da dove provenisse e dove andasse a finire. La fonte in questi casi , come sempre, Frontino, autore di un noto trattato sugli acquedotti di Roma, la sua opera pi importante, del 102 dopo Cristo. Lui li descrive tutti, ed da Frontino che sappiamo che alcuni acquedotti passavano dal Celio. Nulla per era stato mai ritrovato. Inoltre, dalla datazione dei materiali rinvenuti, il nostro risulta essere di poco prima della met del Terzo secolo, media Et repubblicana, dunque circa duemila e trecento anni fa. A quale Acquedotto appartenga il nostro tratto? Non lo sappiamo ancora. LAnio Vetus, dallAniene, datato 272 avanti Cristo. Come periodo ci saremmo. Ma Frontino dice che lAnio Vetus non passava dal Celio, anche se la datazione ci riporterebbe l. Dunque pi probabile si tratti dellAqua Appia, il primo Acquedotto costruito a Roma. Per questa opera ritrovata, davvero imponente, dobbiamo ipotizzare una costruzione durata decenni, per cui ecco che come datazione ci potremmo stare. E poi si sa che lAqua Appia era profondissimo, come profondissimo questo ritrovato.

Unopera, inoltre, rinvenuta completamente interrata: E proprio gli intatti strati di interro conclude Morretta ci hanno fornito la data di abbandono dellutilizzo, nella primissima et imperiale. Poi lacquedotto fu usato come fogna in et tardo antica. Altra curiosit, negli strati sono stati ritrovati avanzi consistenti di pasti, materia di studio eccezionale per larcheo-zoologo. Ho appena ricevuto la sua relazione, davvero interessante. E ora sappiamo esattamente cosa mangiavano i romani aristocratici con le grandi ville nei dintorni. Nelle fogne stato trovato di tutto, avanzi di mammiferi domestici, parti di cinghiali, moltissima avifauna rara, cibi esotici. Non solo polli, galli o capponi, ma anche cigni e fagiani, oltre a enormi pesci pescabili al largo, come la cernia bruna.



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