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in difesa dei beni culturali e ambientali

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Le Osservazioni di Italia Nostra (Sez. Lucca) al Sistema Tangenziale di Lucca
Posta

Sezione di Lucca
C/o Istituto Storico della Resistenza Palazzo Ducale
C. P. 317 55100 Lucca
Tel/fax 0583.48461 lucca@italianostra.org

. Ministero dellAmbiente
Direzione Generale per la Salvaguardia Ambientale
Via Cristoforo Colombo, 44
00147 ROMA

. Ministero per i BB. e AA. CC.
Direzione Generale per i Beni Architettonici e il Paesaggio
Servizio IV Paesaggio Settore tutela
Via di S. Michele, 22
00153 ROMA

. Regione Toscana
Area Dipartimentale Sviluppo Sostenibile
Via Bardazzi, 19/21
50127 FIRENZE

p.c.
. Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
. Soprintendenza per i BAPPSAE di Lucca
. Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana Lucca, 23 Luglio 2005
. Presidente della Provincia di Lucca
. Sindaco del Comune di Lucca
LORO SEDI


OGGETTO: Sistema Tangenziale di Lucca Progetto Preliminare e Studio di Impatto Ambientale
Progetto ANAS trasmesso alla Regione Toscana con prot. 003405 del 21.06.05
Osservazione (art. 6, c.9, Legge 349/1986)


Considerazioni
Lopera progettata dallANAS S.p.A. stata dichiarata strategica e di preminente interesse nazionale dalla delibera CIPE n 121 del 21.12.2001 in quanto conterrebbe al suo interno una ridottissima porzione di un possibile collegamento autostradale (ancora del tutto inesplorato anche a livello di fattibilit) tra Lucca e Modena attraverso la valle del Serchio, collegamento che verrebbe a costituire una tratta della Brennero-Livorno od anche della Berlino-Palermo. In base a questa dichiarazione da parte del CIPE, non supportata da nessun atto concreto, il progetto ANAS del Sistema Tangenziale Lucchese si avvale delle procedure di approvazione e di finanziamento di cui al Decreto Lgs. N 190 del 20.08.2002.
Il Sistema Tangenziale Lucchese progettato dallANAS si compone di due rami stradali. Il primo costituito dalla cosiddetta Tangenziale est a due corsie, formata da un asse nord-sud che si svolge in pianura, lungo circa 7 chilometri e che si dirama nella parte meridionale in due tratti verso ovest e verso est che portano ai caselli autostradali di S. Donato di Lucca (esistente) e di Frizzone di Capannori (in costruzione). Il percorso globale di questa tangenziale di circa 17 km
Il secondo ramo del Sistema costituito dalla cosiddetta Tangenziale ovest a due corsie che, attraverso un percorso di circa 11 chilometri attraverso lintatto territorio collinare ad occidente di Lucca, collega, a nord, il ponte Carlo Alberto Dalla Chiesa con, a sud, lo svincolo con lautostrada A12 Bretella allaltezza del borgo di S. Maria a Colle.
Il Sistema forma una sorta di anello attorno alla citt di Lucca, anello incompleto nella sua parte meridionale tra il casello di S. Donato e S. Maria a Colle, tratto in cui obbligatoriamente il collegamento avviene percorrendo un tratto dellautostrada A12 Bretella.
Lo svincolo della Tangenziale ovest con lautostrada Bretella articolato in modo da servire unicamente il traffico proveniente da Lucca e orientato verso Lucca ed esclude qualsiasi innesto diretto da e per la direzione opposta verso la Versilia.
Stante questa irrazionale situazione il Sistema Tangenziale nel suo complesso non solo non costituisce un sistema autosufficiente ed autonomo, ma (dal momento che il progetto non d assolutamente ulteriori indicazioni di sorta) risulta oneroso per i fruitori dellintera Tangenziale ovest, costretti al parziale utilizzo dellautostrada Bretella e al passaggio forzato dal casello esattore di S. Donato, propriet SALT.
Grafici e relazioni del progetto in esame niente contengono relativamente a ci che riguarda il suo ruolo di opera strategica e di preminente interesse nazionale su cui si basa tutto liter dellopera stessa. Lunica precisazione (se cos la vogliamo chiamare) contenuta negli elaborati che la parte meridionale della Tangenziale ovest, a due corsie e per una lunghezza di circa 5/6 km (?), potr costituire parte della carreggiata a quattro corsie (e quindi raddoppiata nella larghezza) che former il primo lotto dellautostrada Lucca-Modena. Da qui nata la strana denominazione di Lotto 0 attribuita dallANAS a questa modesta parte meridionale della Tangenziale ovest .
Della Lucca-Modena, della sua consistenza, del suo andamento, della sua fattibilit, dei volumi di traffico che la interesseranno e che la possono giustificare, della sua onerosit, della sua sostenibilit economica, del suo impatto, della sua compatibilit ambientale, del suo rapporto e dei suoi svincoli con la Tangenziale ovest e con lautostrada Bretella non esiste assolutamente niente.
Gli elaborati ANAS contengono le analisi della Valutazione di Impatto Ambientale dellintero Sistema Tangenziale Lucchese, come prescrivono le norme vigenti. Orbene, questa Valutazione risulta enormemente e gravemente incompleta proprio per quanto sopra indicato e che esplicitiamo. Il Sistema fruisce delle procedure e del finanziamento di cui al D. Lgs. 190/2002 , perch la Delibera CIPE n 121 del 2001 lha dichiarato di preminente interesse nazionale. Questo preminente interesse nazionale del Sistema dato unicamente dal fatto che al suo interno conterrebbe un pezzo del collegamento Lucca-Modena, ovvero Brennero-Livorno, ovvero Berlino-Palermo. In realt il Sistema non contiene un pezzo di questo collegamento autostradale, ma solo (per cos dire) un pezzo di questo pezzo (il cosiddetto Lotto 0). E per impossibile (proprio per la dichiarazione CIPE che ha dato il via al procedimento) che lopera possa rimanere quella che fino a questo punto stata progettata, ma obbligatoriamente (pena lautomatica decadenza del suo preminente interesse nazionale e la sua finanziabilit statale con le procedure adottate) il tratto meridionale della Tangenziale ovest (Lotto 0) dovr diventare il Lotto 1 (con un sostanziale raddoppio della carreggiata, con nuovi svincoli con lautostrada Bretella e con la parte nord della Tangenziale stessa). In sostanza la Valutazione dellimpatto ambientale del Lotto 0 , come stato fatto dallANAS, irrilevante perch lo stesso rappresenta solo una parte del progetto del Lotto1 , di cui il progetto elaborato totalmente privo. Funzionalmente e normativamente per la procedura seguita il Lotto 0 non pu esistere da solo, ma unicamente come parte del Lotto 1 , di cui pu rappresentare tuttal pi un lotto esecutivo temporalmente disgiunto. La valutazione sulla sostenibilit ambientale pertanto doveva essere fatta solo per la situazione a regime ovvero sul progetto, del tutto mancante, del Lotto1.
La Tangenziale ovest un asse stradale locale non contenuto in nessun strumento urbanistico comunale, provinciale e regionale che registra la piena contrariet della Provincia di Lucca e della Regione Toscana e che non possiede elementi che la possano far passare come indifferibile necessit nazionale.
Localmente enormi sarebbero le conseguenze ambientali (sia dal punto di vistavisivo, acustico e chimico) che questo asse porterebbe sul territorio collinare lucchese anche nella versione che lo realizza in grandissima parte in galleria; un ambiente intatto, paesaggisticamente prezioso e da tutelare nei suoi terrazzamenti ad olivi e viti e sue parti boscate della macchia mediterranea, ricco di attivit agricole con apprezzate produzioni DOC e DOP, disseminato di insediamenti storici tutti meravigliosamente conservati (ville, giardini, borghi, chiese, complessi rurali e conventuali, percorsi storici). Un impatto che sar ineliminabile che stravolger la funzione assegnata a queste colline dallo stesso recente piano regolatore comunale.
La Tangenziale ovest di Lucca che contiene il cosiddetto Lotto 0 della Lucca-Modena ( chiaro che luno usato come il cavallo di Troia dellaltra) piovuta astrattamente dallalto senza alcun studio o analisi dei flussi di traffico e delle mobilit che ne possano eventualmente evidenziare il ruolo e la necessit. Ci si limita ad affermare che indispensabile. E gli elaborati di progetto ANAS dimostrano (bont loro) che se si fanno quattro strade invece che due il traffico su ciascuna di esse sar enormemente inferiore. Ma i dati in possesso ad oggi, noti e utilizzati per lelaborazione degli strumenti urbanistici, in realt indicano come indispensabili e sufficienti per il futuro funzionale del territorio lasse nord-sud previsto ad est della citt con le sue diramazioni verso est e verso ovest.
La Tangenziale ovest porta i flussi di traffico in unarea che ne totalmente priva e non risolve assolutamente gli enormi problemi di mobilit che non sono solo quelli che si originano nella valle del Serchio, ma anche quelli enormi che nascono allinterno della piana lucchese, soprattutto ad est di Lucca nella direzione di Altopascio., ove hanno sede le zone industriali di Lucca, Capannori e Porcari.
Larea collinare interessata da questo asse zona quasi integralmente sottoposta a vincolo ambientale ai sensi della L. 1497/39 mentre il primo tratto della stessa, nellarea dellOltreserchio a S. Maria a Colle, investe un territorio pianeggiante ad alta pericolosit idraulica, soggetto ad allagamenti, come attesta la storia recente.Nellambito collinare in cui inserito questo asse, si sconvolgerebbe leconomia della zona che oltre sullattivit agricola di pregio basata su una fiorente attivit agrituristica che vede molte iniziative meritorie perch portano al recupero di gran parte di un patrimonio edilizio semi-abbandonato e ad un recupero del paesaggio tradizionale.
Nella valutazione dellimpatto ambientale non si tiene assolutamente conto di questi aspetti che sono in vero economici, ma che hanno diretta influenza sugli equilibri ambientali. I luoghi interessati da questa opera sono basati su unattivit agricola di pregio recentemente accompagnata da attivit agrituristiche, intese come necessarie integrazioni del principale reddito agricolo. Chiaramente queste attivit integrative subirebbero un danno incontrovertibile dalla costruzione dellasse viario che verrebbe a portare scempi paesaggistici, rumori, traffico e conseguenti inquinamenti chimici (anche attraverso le bocchette di scarico poste ogni 80 ml nei tratti in galleria) in aree che rendono possibile queste attivit proprio perch attualmente ne sono del tutto prive.
E pertanto concreta la caduta verticale dellappetibilit di questi luoghi per questo tipo di economia integrativa a partire dalla fase di esecuzione dellopera per proseguire e stabilizzarsi in quella successiva alla sua realizzazione. E cos chiaro che in mancanza di una possibilit di integrazione del reddito agricolo con lattivit agrituristica anche quella agricola perder appetibilit e potr portare a pi che probabili abbandoni di territori agrari. Si perderanno cos utilissimi presidi per la conservazione dellequilibrio ambientale garantito proprio dalla presenza delluomo e dallopera di manutenzione delle strutture territoriali. E chiaro che la medesima osservazione estensibile anche per la funzione residenziale, in queste zone particolarmente ricercata con utili recuperi del patrimonio edilizio esistente e anchessa sempre accompagnata da attivit di manutenzione e conservazione dellassetto territoriale.
Lambito collinare che verr attraversato dalla Tangenziale ovest presenta molte e gravi situazioni di fragilit geologica e idrogeologica sulle quali sarebbe assai pericoloso intervenire con opere cos imponenti ed estese. Tali fragilit (come in particolare quella delle zone di Pieve S. Stefano), tra laltro, hanno portato allelaborazione di un piano regolatore che limita enormemente, quando non vieta in assoluto, le possibilit di trasformazioni edilizie.
A conclusione di queste considerazioni esaminiamo la particolare situazione in cui si verranno a trovare due zone specifiche con la costruzione della Tangenziale ovest: il tratto meridionale da S. Maria a Colle fino allimbocco della galleria Freddana e il tratto esterno adiacente alla collina di Mammoli.
Gran parte dellarea di S. Maria a Colle indicata dagli studi del piano regolatore vigente e dagli studi del Piano di Bacino del Serchio come area ad alta probabilit di inondazione o ristagno, esondata a pi riprese negli ultimi decenni. Proprio in tale zona in cui lo strumento urbanistico per motivi di sicurezza inibisce possibilit edificatorie e pu ammettere solo infrastrutture pubbliche non diversamente localizzabili, il progetto prevede la costruzione della Tangenziale ovest su terrapieno rilevato con una grande rotatoria di svincolo per laccesso sulla viabilit locale presente che porta alla SS. Sarzanese. Un intervento di questo genere non solo viene ad aggravare e ad aumentare la possibilit di esondabilit dellarea, ma loccupazione di gran parte della superficie da parte del nuovo manufatto in rilevato estenderebbe questa elevata probabilit di inondazione alle aree contermini, oggi relativamente pi sicure e classificate a moderata probabilit di inondazione. Innanzi tutto il progetto ANAS, in contrasto con le normative di piano vigenti e sopra ricordate, non dimostra lassoluta mancanza di alternative possibili a questa localizzazione dellinfrastruttura che interessa un territorio cos fragile ed anche il tracciato alternativo di questa Tangenziale d per scontata tale localizzazione iniziale in raccordo con lA12 Bretella a S. Maria a Colle, mentre prende in esame un tracciato diverso solo per un tratto pi settentrionale. N le valutazioni dellimpatto dellopera in elevato considerano i gravi riflessi per quanto concerne laumento del livello pericolosit di inondazione che verr ad interessare vaste zone contermini densamente abitate n presenta calcoli su quanto verr ad estendersi questo maggiore livello di pericolosit. Il progetto e la Valutazione di impatto allegata presentano anche sotto questo punto di vista carenze inammissibili. Nella relazione tecnica della Tangenziale ovest (el. TOOEGOOGENREO3) ci si limita ad affermare : Per quanto riguarda il volume sottratto dal rilevato al naturale invaso delle acque, si stima di dover recuperare in questo primo tratto di tracciato circa 22500 mc. Non dato sapere modalit e localizzazione di questo recupero.
Il tratto esterno dellasse Tangenziale ovest in localit Mammoli previsto in un ambito paesaggistico eccezionale per la sua valenza (v. Foto allegata). Il colle di Mammoli, con la chiesa e gli edifici che coronano la sommit della sua forma conica, e il declinare dei colli intorno non possono essere deturpati da un nuovo pesante manufatto che, pur eseguito con tutta la cautela possibile, ne taglia drasticamente e fisicamente la base, offendendone leccezionale percezione oggi fruibile da tutto il circondario. Stupisce che nelle relazioni allegate al progetto non venga mai citata questa struttura storico-paesaggistica e non se ne rilevi nemmeno la necessit di una mitigazione dellimpatto portato dalla nuova opera. La scelta di costruire il tratto scoperto citato con un muro di sostegno ( il progetto carente della descrizione di questa opera darte) crea inoltre una pericolosa barriera tra questa pendice collinare e il sottostante rio Mulerna che il canale naturale di raccolta delle acque superficiali che defluiscono dalle colline in un sistema attualmente in perfetto equilibrio. N il problema appare risolvibile con lapertura, alla base del muro, di qualche bocchetta per il passaggio delle acque, in una situazione in cui gli eventi atmosferici tendono a concentrarsi, specie in questi luoghi, con grande violenza e intensit. Di questo aspetto le relazioni non tengono conto limitandosi ad affermare che il torrente Mulerna offre scarse possibilit di esondazione dei terreni circostanti, cosa che rappresenta una problematica del tutto diversa.

In conseguenza dei motivi sopra specificati e delle inammissibili carenze procedurali e progettuali riscontrate si richiede la cancellazione della Tangenziale ovest del Sistema Tangenziale Lucchese in oggetto.


Il Presidente (arch. Roberto Mannocci)




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