LEGGI
BENI IN PERICOLO
INTERVENTI E RECENSIONI
RASSEGNA STAMPA
COMUNICATI DELLE ASSOCIAZIONI
EVENTI
BIBLIOGRAFIA
STORIA e FORMAZIONE del CODICE DEI BENI CULTURALI E DEL PAESAGGIO
LINK
CHI SIAMO: REDAZIONE DI PATRIMONIOSOS
BACHECA DELLE TESI
per ricevere aggiornamenti sul sito inserisci il tuo indirizzo e-mail
patrimonio sos
in difesa dei beni culturali e ambientali

stampa Versione stampabile

NAPOLI: Centro storico senza fiscalit di vantaggio
AMEDEO DI MAIO
La Repubblica, ed. Napoli, 28 luglio 2005



NEL RECENTE articolo di Amedeo Lepore sul recupero dei centri storici e, soprattutto, nell'appello che autorevoli intellettuali napoletani hanno firmato per il restauro di quello di Napoli, si individua nella "fiscalit di vantaggio" lo strumento pubblico maggiormente efficace.

La fiducia in questo strumento tale che i firmatari dell'appello chiedono di rafforzare quello esistente con una fiscalit di "maggior vantaggio".
Si certi che cos operando si attivi celermente un notevole afflusso di capitali. La condivisione dell'obiettivo e la preoccupazione di dover assistere a una ulteriore disillusione da cittadino napoletano, mi inducono a una riflessione pubblica sulla reale possibile efficacia di questo strumento, se non accompagnato da altri, alcuni dei quali gi positivamente sperimentati, ad esempio, con l'ausilio della societ Sirena.
Come noto, la "fiscalit di vantaggio" consiste nella riduzione dell'onere impositivo (attraverso forme tributarie, le pi varie) con il fine di agevolare e quindi incentivare la localizzazione di attivit economiche produttive in un determinato territorio. Si cita spesso e impropriamente l'Irlanda, che avendo assunto aliquote sui profitti molto pi basse rispetto alla media delle nazioni appartenenti all'Unione europea, ha attirato consistenti investimenti manifatturieri stranieri.
Il riferimento improprio, perch in questo caso lecito richiamarsi alla "concorrenza fiscale", tanto cara ai desiderosi di federalismo. In altre parole, in questo ultimo caso, i derisori pubblici di ciascuna autonoma giurisdizione decidono la propria pressione fiscale e tra gli effetti che essa potr produrre vi sar quella, eventuale, di attrazione di capitali.


LA "fiscalit di vantaggio" consiste, invece, nel fatto che un unico decisore pubblico, di livello gerarchico istituzionale superiore, differenzia il peso della fiscalit tra diverse giurisdizioni, al fine di favorirne alcune rispetto ad altre. nota l'ostilit di Bruxelles ad aiuti di Stato che distorcano la concorrenza. Non intendo discutere del principio di "neutralit", anche perch lo considero politicamente "non neutro", quanto dell'efficacia dello strumento in questione.
Lo strumento della "fiscalit di vantaggio" stato abbondantemente utilizzato, al fine di perseguire lo sviluppo del Mezzogiorno d'Italia. L'intervento straordinario ha utilizzato contributi a fondo perduto e agevolati, fiscalizzazione degli oneri sociali, detassazione degli utili di impresa, ammortamenti accelerati e quanto di pi la "creativit fiscale" del tempo ha consentito. La giustificazione teorica evidente: l'assenza di capitali e di conoscenza di prodotti e processi adeguati alla evoluzione diffusa nelle imprese e nei mercati, non consentono la nascita di imprese locali dinamiche e, pertanto, si spingono quelle esterne a trasferirsi, soprattutto per via della spinta dei mercati alla crescita dimensionale. La domanda dei beni prodotti dalle imprese trasferite esiste e si colloca territorialmente altrove. La domanda locale, se consideriamo solo la politica degli incentivi, si incrementa per via dei salari generati dalla nuova occupazione.
I giudizi sintetici sono sempre e inevitabilmente ingenerosi e contengono qualche errore. con questa consapevolezza che esprimo il parere, tra l'altro ampiamente condiviso, di sostanziale insuccesso. La ragione principale che l'incentivo fiscale pesa meno di quanto si possa pensare. Pesa in un confronto tra aree che risultano avere sostanziale parit nelle altre condizioni che influenzano l'attivit economica (infrastrutture, legalit, qualit della vita).
Rispetto all'impianto descritto, discutibile nei risultati ma almeno coerente nel disegno, nel caso del restauro del centro storico di Napoli, la "fiscalit di vantaggio" appare, anche sul piano teorico, non pienamente giustificabile. In questo caso, il soggetto che deve inizialmente essere incentivato, affinch si innesti il meccanismo virtuoso del moltiplicatore della spesa citato nell'appello su richiamato, non quello che gestisce la produzione (l'impresa), quanto quello che genera la domanda di restauro (il proprietario dell'immobile). Tenuto conto del reddito medio guadagnato dai residenti del centro storico, ammissibile ritenere chele agevolazioni erariali (detrazione dall'imposta sul reddito, minore aliquota Iva, riduzione dell'Ici) siano sufficienti a far loro assumere decisioni di spesa straordinaria e ad anticiparla per intero (o indebitarsi con le banche), in attesa di parziali rimborsi?
Come l'esperienza di Sirena insegna, anche a parit di onere finanziario per lo Stato, il contributo all'investimento appare pi efficace, proprio perch riduce la necessit di autonoma immediata liquidit da parte del proprietario che necessita della ristrutturazione del proprio immobile. Una volta generata la domanda, la "fiscalit di vantaggio" alle imprese ha come scopo principale l'incentivo alla emersione. La presenza di una agenzia (anche questo si sperimentato con Sirena) che valuta la tecnica del restauro e la congruit dei costi riduce, se non addirittura annulla, quelle che in gergo economico sono chiamate le asimmetrie informative tra proprietario e impresa e che potrebbero, esistendo, tendere a neutralizzare l'effetto dell'incentivo.
Affinch questo tipo di intervento risulti efficace, non dobbiamo tralasciare le altre "condizioni" che influenzano la conservazione e la rigenerazione del nostro centro storico. Considerando solo gli interventi edili, penso a una diversa destinazione dei "bassi" utilizzati come abitazioni; alla ristrutturazione celere della propriet pubblica inserendovi funzioni socialmente vitalizzanti e magari tali da ridurre quella "rabbia" dei pi emarginati abitanti del centro storico e che se continua a vivere e a esprimersi nelle forme che conosciamo, non pu che neutralizzare qualsiasi incentivo finanziario volto alla conservazione e valorizzazione di quest'area urbana, patrimonio dell'umanit.



news

18-09-2020
RASSEGNA STAMPA aggiornata al giorno 18 settembre 2020

03-09-2020
Storia dell'arte cancellata, lo strano caso di un dramma inesistente, di Andrea Ragazzini

27-07-2020
Il Consiglio Direttivo dell'Associazione Italiana di Studi Bizantini su Santa Sofia

06-06-2020
Sicilia. Appello di docenti, esperti e storici dell'arte all'Ars: "Ritirate il ddl di riforma dei Beni culturali"

06-05-2020
Due articoli da "Mi riconosci? sono un professionista dei beni culturali"

05-05-2020
Confiscabile il bene culturale detenuto allestero anche se in presunta buona fede

30-04-2020
In margine a un intervento di Vincenzo Trione sul distanziamento nei musei

26-04-2020
Vi segnaliamo: Il caso del Sacramentario di Frontale: commento alla sentenza della Corte di Cassazione

25-04-2020
Turismo di prossimità, strada possibile per conoscere il nostro patrimonio

24-04-2020
Un programma per la cultura: un documento per la ripresa

22-04-2020
Il 18 maggio per la Giornata internazionale dei musei notizie dall'ICOM

15-04-2020
Inchiesta: Cultura e lavoro ai tempi di COVID-19

15-04-2020
Museums will move on: message from ICOM President Suay Aksoy

08-04-2020
Al via il progetto di formazione a distanza per il personale MiBACT e per i professionisti della cultura

06-04-2020
Lettera - mozione in vista della riunione dell'Eurogruppo del 7 aprile - ADESIONI

30-03-2020
Da "Finestre sull'arte" intervista a Eike Schmidt

30-03-2020
I danni del terremoto ai musei di Zagabria

29-03-2020
Le iniziative digitali dei musei, siti archeologici, biblioteche, archivi, teatri, cinema e musica.

21-03-2020
Comunicato della Consulta di Topografia Antica sulla tutela degli archeologi nei cantieri

16-03-2020
Lombardia: emergenza Covid-19. Lettera dell'API (Archeologi del Pubblico Impiego)

12-03-2020
Arte al tempo del COVID-19. Fra le varie iniziative online vi segnaliamo...

06-03-2020
Sul Giornale dell'Arte vi segnaliamo...

06-02-2020
I musei incassano, i lavoratori restano precari: la protesta dei Cobas

31-01-2020
Nona edizione di Visioni d'Arte, rassegna promossa dall'Associazione Silvia Dell'Orso

06-01-2020
Da Finestre sull'arte: Trump minaccia di colpire 52 obiettivi in Iran, tra cui siti culturali. Ma attaccare la cultura è crimine di guerra

06-01-2020
Dalla stampa estera di ieri: minacce di Trump contro siti culturali iraniani

20-12-2019
Riorganizzazione Mibact, Casini: non è ennesimo Lego, ma manutenzione amministrativa in continuità

04-12-2019
Libero riuso delle riproduzioni di beni culturali: articolo di Daniele Manacorda sul "Giornale dell'arte"

14-11-2019
Cosa succederà alla Biblioteca Guarneriana di S. Daniele del Friuli? Un appello dei cittadini al sindaco

04-10-2019
Unicredit mette all'asta da Christie's capolavori della sua collezione

Archivio news